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Arginina + ornitina+ citrullina

In passato avevo già utilizzato l’arginina da sola (fiale) con buoni risultati ma devo dire che questa combinazione risulta essere efficace dal punto di vista del recupero e della stanchezza. Se ne consiglia l’assunzione prima di raggiungere il picco orminale (notturno) del GH, anche se in alcune scatole di questi integartori ho letto che consigliano di prenderlo prima dell’attività fisica.

la Citrullina, può essere prodotta a partire da Arginina grazie a due meccanismi: direttamente, quando l’Arginina perde una molecola di ossido nitrico, indirettamente attraverso la sua trasformazione in Ornitina, anch’esso coinvolto nel ciclo dell’urea.

L’Arginina rappresenta un sicuro stimolo per la secrezione dell’ormone somatotropo, tanto che, in endocrinologia, viene usata come test per valutare la capacità dell’ipofisi a secernere tale ormone.Tale processo, appunto ciclico, avviene per opera di complessi sistemi enzimatici e consente di convertire l’ammoniaca, prodotto estremamente tossico, in un prodotto molto meno tossico e molto solubile, facilmente eliminabile per via renale l’urea.

L-Citrullina è una sostanza aminoacidica che non è destinata alla formazione di proteine strutturali e, a differenza dell’arginina, non è presente in tutte le proteine.  Essa si trova nell’anguria in quantità  cospicue.

La Citrullina determina quindi vasodilatazione e l’acido malico, sotto forma di malato, determina un aumento della resistenza dell’esercizo fisico.

L’Arginina rappresenta un sicuro stimolo per la secrezione dell’ormone somatotropo, tanto che, in endocrinologia, viene usata come test per valutare la capacità dell’ipofisi a secernere tale ormone.

Uno studio sull’Ornitina ha dimostrato che assunzioni di 2 grammi al giorno e di 6 grammi al giorno si sono rivelate efficaci nel diminuire la percezione di fatica in soggetti sani sottoposti ad esercizio. Questo effetto è dovuto al miglioramento della capacità dell’organismo di eliminare le scorie azotate.

La citrullina malato nel nostro organismo porta ad un incremento dei livelli di bicarbonato, un acido che attraverso la sua funzione di tampone assorbe le molecole di acido lattico. Uno studio (francese) ha indicato che assumere citrullina malato antecedentemente ad una attività aerobica ha comportato una riduzione significativa del senso di stanchezza e un aumento del 34% della produzione di ATP durante tale attività, in aggiunta si è verificato un aumento del 20% del recupero di Pcr sucessivamente alla suddetta.

 

kefir la salute sia con Voi

Ho già scritto sui benefici di questi batteri e lieviti vedi articoli l’articolo intitolato “Prendersi cura dell’intestino“, ma ho voluto nuovamente scrivere qualche riga sui benefici che ormai ho comprovato personalmente e tramite i miei amici a cui ho donato dei granuli di kefir per poter iniziare la loro produzione casalinga di yogurt di Kefir.

Il kefir è una bevanda che si ottiene dalla fermentazione del latte e dai granuli di kefir: questi grani sono composti da fermenti vivi e da lieviti probiotici che, mescolati al latte, danno vita a un composto ricco di nutrienti. Oltre ai fermenti, il Kefir, contiene proteine di alto valore biologico, minerali quali calcio, fosforo e magnesio. Tra le vitamine del gruppo B, in maggiore concentrazione, troviamo vitamina B9 (acido folico) che svolge funzioni biologiche molto importanti tra cui la formazione e lo sviluppo dei tessuti embrionali e poi fetali e la vitamina B12 (cobalamina) essenziale per l’assorbimento del ferro. il Kefir è povero di lattosio.

Per preparare un buon Kefir dovete mettere i granuli con del latte fresco biologico ( si può usare anche latte a lunga conservazione ma è lampante il benessere che avranno i vostri granuli se utilizzerete il latte fresco) in un vasetto di vetro a temperatura ambiente (meglio al buio) per 24-48 ore poi potete filtrare con un colino di plastica e cucchiaino di plastica e mettere in frigo, potete consumarlo nei prossimi 3-4 giorni.  Ho provato a fare anche il formaggio di Kefir ma devo dire che il sapore è veramente acido…. . Le proporzioni sono 1 a 10 tra granuli e Kefir ma io in realtà non le rispetto tendo a lasciare molti più granuli. Ho provato anche a mangiarli …risultano gommosi…ma se fanno bene ogni tanto…. li mangio.

Ogni tanto consiglio di acquistare del Kefir al supermercato e di bagnare i granuli dicono che i granuli a contatto con batteri e lieviti diversi si rafforzino.

Ho anche provato a congelare i granuli in un vasetto di vetro per 5 giorni e devo dire che i granuli si sono risvegliati belli attivi e sani. In molti consigliano di congelarli con il latte ma io ho provato a congelarli da soli con ottimi risultati. Dopo averli tirati fuori dal frizer ho subito versato del latte e scartato la prima produzione per poi tornare a regime. Con il passare dei giorni i granuli aumenteranno allora potrete donarli ad altri amici oppure mangiarli…devo dire che mi dispiace buttare via i granuli in eccesso.

Sotto le foto dei granuli e del mio tentativo di produrre il formaggio.

Prendersi cura dell’intestino

KefirPrendersi cura dell’intestino è’ fondamentale, per la sua stretta connessione con il cervello. Per migliorare le proprie performance atletiche. E sopratutto per essere più felici.

Il numero di cellule microbiche che albergano nell’intestino supera di 10 volte quello delle cellule che compongono il corpo umano. I geni, 150 volte più numerosi rispetto a quelli presenti nel corpo umano, consentono all’intestino di svolgere un’enorme attività metabolica. I rapporti tra ciò che mangiamo, i livelli di attività fisica e la ricchezza dei microbiota è essenziale per mantenersi in salute.

Il microbiota influenza i livelli di un potente neurotrasmettitore, la seratonina,l ‘ormone della felicità, che influisce moltissimo sulla nostra vita regolando umore,sonno,sessualità e appetito. Deficit di seratonina causano depressione,disturbi del comportamento alimentare,manie e ansia, Il 95% della seratonina è prodotto dall’intestino, a partire dal triptofano,un aminoacido che dobbiamo assumere con l’alimentazione; quando i nostri batteri perdono il loro naturale equilibrio si crea una condizione detta disbiosi,in cui il microbiota inattiva il triptofano e non lo rende disponibile per la produzione della seratonina. Un intestino malandato quindi,che non produce correttamente seratonina, ci porterà facilmente a sentirci stanchi, nervosi, fino ad arrivare a patologie varie.

Bisogna quotidianamente consumare prodotti probiotici (kefir,yogurt) e prebiotici come frutta,verdura,cereali integrali.

Evitare antibiotici e farmaci in genere.

Fare attività fisica quotidiana (il movimento favorisce la crescita di tante specie batteriche diverse nel nostro intestino)

l’attività fisica allevia i problemi gastrointestinali,e quindi dovrebbe essere utilizzata come una modalità di trattamento primaria nella sindrome dell’intestino irritabile.

 

Il CIBO DELL’UOMO di Franco Berrino

      Il Cibo dell’ Uomo di Franco Berrino

Il Cibo dell'uomo

Il Cibo dell’uomo FrancoAngeli

 

La via della salute tra conoscenza scientifica e antiche saggezze. Alcuni estratti.

Quale debba essere il cibo dell’Uomo ce lo dice la Bibbia, quando al sesto giorno della creazione Dio dice:” Vi do tutte le piante con i loro semi…così avrete il vostro cibo”.

In Macrobiotica, anzichè affrontare la malattia con rimedi specifici forti, ci si armonizza con il cibo e con l’ambiente naturale, per consentire l’autoguarigione.  E’ il principio delle arti marziali: utilizzare la forza dell’avversario. La macrobiotica non cura,  consente all’organismo di riequilibrarsi.

La malattia è variabile, si adatta, ha molte facce, non bisogna occuparsene, bisogna piuttosto occuparsi dell’uomo.  E’ anzi l’assenza di cambiamento che favorisce la  malattia, perchè non coltiva la nostra capacità di reazione. Creare qualche difficolotà all’organismo può essere utile.  Anche il troppo rigore impedisce il dinamismo.

Capitolo intitolato – La dieta antinfiammatoria : Se il danno genetico è il fiammifero che accende il fuoco del cancro, l’infiammazione è il combustibile che nutre le fiamme. Balkwill

I cibi antinfiammatori sono: riso integrale, pesce azzurro, semi di lino, alghe, noci, soia, semi di zucca, frutta e verdura. In quantità moderate: La curcuma, lo zenzero, i mirtilli, frutti di bosco, prugne, borragine, cipolle rosse, mele, uvetta sultanina, crocifere, tè verde, cioccolato nero al 100%, vitamina D.

Capitolo intitolato – La schivitù dello zucchero:”Femmna, si ddolce comme ‘ o zucchero però ‘ stà faccia d’angelo te serve pe ‘ ngannà..” Totò, Malafemmena.

Capitolo intitolato – Bevete più latte…: A casa nostra, nel caffelatte non ci mettiamo niente: nè il latte. Totò, Miseria e nobiltà.

Capitolo intitolato – (Dis) Integratori alimentari: Se al mattino prendi una pillola di beta-carotene corri il rischio di passare tutta la giornata a cercare il resto della carota. Pino Africano

 

Quel che sappiamo è il grande ostacolo all’acquisizione di quel che non sappiamo ancora

Claude Bernard

 

 

 

 

 

Cosa c’è nel pane che mangiamo? servizio di LA7

la 7 la gabbia

la 7 la gabbia

 

Che la farina “0” e “00” faccia male perchè alza la glicemia  è ormai risaputo , ma che il pane fresco appena sfornato possa avere + di 2 anni  e venire dalla Romania mi sembra veramente troppo!!!!

video da vedere la 7 la Gabbia : http://www.la7.it/la-gabbia/video/cosa-c%C3%A8-nel-pane-che-mangiamo-07-05-2015-154170

Un panino su 4 tra quelli che troviamo in vendita nel banco panetteria dei nostri supermercati arriva dalla Romania. Perchè dall’est europa non importiamo solo grano tenero e farina ma anche semilavorati congelati che possono essere conservati fino a due anni prima di essere infornati. Un giro d’affari, quello del pane proveniente dall’est, che ogni anno supera i 500 milioni di euro.

La vera ricchezza: avere un terreno in una zona non inquinata e autoprodursi il cibo

Trasmissione TV ANNOUNO

Se avete perso la trasmissione ANNOUNO sulla Carne vi consiglio di guardarla assolutamente vedi qui: http://www.announo.tv/puntate/no-carne/announo

L’oncologo Umberto Veronesi ha ribadito più volte il concetto  di Albert  Einstein secondo cui saremo costretti in futuro a diventare vegani!!!!

Per riuscire a sfamere tutte la popolazione mondiale dovremmo passare inevitabilmente ad un alimentazione vegetariana.

Un bovino  consuma l’acqua di una famiglia (1 anno) e mangia vegetali che sfamerebbero 30 persone.

Un secolo fa eravamo 1 miliardo di persone oggi siamo 7 miliardi!!! 1 persona su 7 muore di fame, 2 persone su 7 si ammalano per quello che mangiano!!!

Nel mondo 2,5 milioni di persone buttano via il 40% del cibo che acquistano!!!

La popolazione mondiale cresce di 1 milione di persone ogni 10 anni !!!

In Italia ci sono 4,2 milioni di vegetariani cioè il 7% della popolazione del nostro paese.

Veronesi afferma che “La carne non fa bene”…..

Animali riempiti di farmaci? controlli insufficenti? ricerca del prezzo a scapito della qualità? Forse la vera carne da macello siamo noi?

Esigenza di salute o etica?

Avete visto la prima puntata di Hell Kitchen con  Carlo Cracco in cui per scherzo  Chef concorrenti dovevano uccidere tre faraone….. Voi uccidereste un animale da portare in tavola?

W il made in Italy e l’eccellenza italiana !!!!  ma è possibile che bisogna guardare la tv per sentirsi dire ” Il bovino è un ruminante pascolatore a cui bisogna dare il fieno!….”

Sapevate che in Italia ci sono 137.851 allevamenti di suini e che gli allevamenti intensivi producono ammoniaca visibile dal satellite? (pianura padana )

Poi si parla di eccellenze e di benessere degli animali.

Un allevatore di Norcia che rispetta questi parametri vende il prosciutto a 45 euro al kg!!! il sostenibile è per ricchi?

 

COMPOSTI FITOCHIMICI

Quando ci si avvicina a un frutto, a un ortaggio, a una spezia si è colpiti dapprima dal suo colore, spesso brillante, come nel caso del pomodoro, delle melanzane o delle ciliegie, poi dal profumo,di agrumi o timo, e infine dalla sensazione in bocca, per esempio quella astringente del tè o del cioccolato, o quella piccante del peperoncino.

Tutte queste caratteristiche sono dovute ai composti FITOCHIMICI degli alimenti. E sono migliaia, divisi in classi: polifenoli,sulfidi,monoterpeni,saponine,fitosteroli,carotenoidi,capsaicine. Si calcola che un regime alimentare equilibrato, comprende una macedonia di frutta, delle verdure ebevande come il tè forniscano circa 1-2 g di composti fitochimici, come dire un cocktail di 5-10 mila composti differenti al giorno,essenziali per la salute. Più composti fitochimici diversi, tutti insieme, fanno la differenza fra una dieta sana e una dieta che sana non è. Per questo consigliamo una alimentazione varia , e grandi consumi di vegetali freschi.

I polifenoli sono migliaia (tè verde, vino rosso, uva,mele,aglio,erbe, spezie ecc) . Tutti i vegetali contengono composti fitochimici,ma alcuni sembrano essere più benefici per l’uomo di altri.

I polifenoli sono anche antiossidanti.

Un individuo di 70 kg può produrre fino a 1,7 kg di radicali liberi l’anno e i radicali liberi danneggiano il DNA delle cellule, una cellula vecchia può accumulare fino a 67 mila danni a livello del DNA.

La vitamina C interviene solo per il 15% per il resto è compito dei composti Fitochimici.

Sappiamo ancora poco di questi elementi, e ancor meno sappiamo delle interazioni fra un composto e l’altro, nel timo sono state identificate 35 sostanze!!!!! ma come interagiscono tra di loro?

Un elevato consumo di frutta e verdura è associato a un minor rischio di malattie degenerative fra cui il cancro, malattie cardiovascolari ecc…

Che cosa ci fanno i composti fitochimici nei vegetali?

Permettono alle piante di combattere infezioni e danni dovuti a microrganismi, insetti, o altri nemici. Le piante non hanno le gambe,stanno radicate dove cade il seme, e per dissuadere i parassiti si sono dotate di armi chimiche. Alcuni composti sono antibatterici,altri antifungini,altri ancora insetticidi.

Poichè la produzione dei composti fitochimici è direttamente correlata allo stress subito dalla pianta, è prevedibile che i vegetali coltivati in modo naturale, senza pesticidi sintetici, e quindi più suscettibili alle aggressioni contengano maggiori quantità di queste molecole.

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Lezione su Sport e Alimentazione

Prima serie di incontri con le Scuole Elementari di Perugia e dintorni per affrontare il tema dello sport e della corretta alimentazione.

Durante le lezioni ho cercato di stimolare la “Curiosità” dei bambini  nei confronti dell’approccio mentale allo sport e più nello specifico nella corsa.

Approccio mentale utile anche in altre circostanze della Vita.

Nelle lezioni tenute nella Scuola Elementare Omicomprensivo “Mameli-Magnini” di Deruta si è discusso anche di tematiche inerenti ad una corretta alimentazione.

 

Cliccando sul link sottostante è possibile visionare la mia presentazione utilizzata in questi incontri:

Filosofia dello sport e alimentazione

tè Macha

matcha

Bere il tè non ti trasformerà in un atleta di resistenza super come Forsberg o Jornet . Ma il tè ha dimostrato di avere benefici che aumentano la prestazione se consumato prima, durante o dopo una corsa.

Tecnicamente , il tè si riferisce alle foglie della pianta Camellia sinensis , che producono bianco , giallo, verde , oolong e tè nero . In questi giorni , tuttavia, il termine tè è venuto a comprendere qualsiasi combinazione di foglie, erbe e frutta che , quando immerso in acqua calda , si traduce in una bevanda aromatizzata , e ora ci sono molte più varietà disponibili dell’ over – ricco Lipton di tua nonna.

Come sostituto per il caffè pre -run , il tè con caffeina può fornire energia di lunga durata , senza dare problemi . ” La caffeina del tè ha un rilascio graduale e prolungato , in contrasto con il picco iniziale e rapido declino che si ottiene da caffè “, spiega Brandon Schoessler , fondatore della Sportland Tea Company . ” Ciò significa che hai piu ‘ gas nel serbatoio ‘ , per così dire , senza la fretta nervosa e possibili problemi di stomaco. ” A seconda della varietà  il tè può anche funzionare come pre – run o a metà gara come idratazione , una spinta o post recupero -run . Ci sono prove che bere tè verde prima o durante una corsa può risparmiare le riserve di glicogeno per una spinta di fine gara : uno studio sull’American Journal of Physiology ha rilevato che l’estratto di tè verde ha aumentato la capacità di resistenza dei topi da 8-24 % attraverso una migliore metabolizzazione di grasso .

Per godere di tutti i benefici del tè verde bisogna bere il tè verde matcha in polvere di foglie miscelato con acqua  . Matcha contiene antiossidanti 300 % in più di protezione rispetto al tè verde ricco e offre una spinta di caffeina molto più pesante . Esso contiene anche vitamine A , B e C , ed elettroliti come sodio e potassio che gli aiutano l’ idratazione . Il matcha ha un forte gusto vegetale . Quando bere il tè quindi: Prima o durante o dopo la gara

Il Tè Macha va bevuto facendo scaldare l’acqua a 60 gradi e bisogna girare la polvere di Tè con una frusta di bambù , dopo aver mescolato si creerà una leggera schiuma che ci farà capire che la temperatura dell’acqua e il quantitativo di tè utilizzato è perfetto.


                  

I cibi antitumore e la dieta del DNA

Il pomodoro,i broccoli, le arance, la zucca, i cavoli, i fagiolini verdi, la carota, le verdure a foglia verde, i legumi, l’aglio, la cipolla, i piselli, i peperoni, le patate, i cetrioli, il

riso venere integrale bio con mazzancolle

riso venere integrale bio con mazzancolle

prezzemolo, i finocchi, gli asparagi, i carciofi, i funghi, i ravanelli, le erbe aromatiche. E poi le fragole, le albicocche, i lamponi, l’uva, il melone, l’anguria, i mirtilli, le castagne. Ancora: il tè verde, lo yogurt, i crostacei, i molluschi, il pesce in generale, l’olio d’oliva.

Magari avete appena terminato di cuocere piano piano un sugo di pomodoro? lo sapete che formidabile «medicinale» avete preparato? Nel pomodoro crudo che mangiamo in insalata si trova una potentissima sostanza benefica, il licopene, che ci protegge dal cancro. Ma quando cuocete il pomodoro per fare il sugo di licopene se ne produce fino a cinque volte di più.
Come mai? David Heber, direttore del Centro per la nutrizione umana dell’Università della California, ha scoperto il perché: il calore della cottura, rompendo le pareti delle cellule del pomodoro, libera tutto il licopene che contengono e lo rende completamente assorbibile dall’apparato digerente, proteggendo tutto l’organismo dai rischi di tumore

La scienza sta studiando la dieta personalizzata in base al DNA.
Sta nascendo una nuova scienza, la nutrigenomica: cerca di capire in che modo un alimento modifica il funzionamento dell’organismo a livello molecolare e punta a elaborare un’alimentazione che in un prossimo futuro terrà conto del profilo genetico di ogni individuo. Il vecchio adagio che «l’uomo è ciò che mangia» può avere ormai una controprova scientifica.

La nutrigenomica avrà un ruolo centrale e si è già data obiettivi che sono ambiziosi ma non impossibili: chiarire i meccanismi molecolari alla base degli effetti dei cibi sulla salute; studiare l’impatto del genotipo sugli effetti dell’alimentazione, cioè comprendere come ciascuno reagisce ai cibi e come questi possano influenzare la comparsa di determinate malattie. Vorrà dire, per esempio, che per la signora Rossi la salsa di pomodoro sarà un alimento essenziale, e che per il signor Bianchi sarà invece raccomandabilissimo un grande consumo di agrumi.

Bisogna ricordarlo, soltanto il 4% dei tumori è causato da ciò che respiriamo (cioè dall’inquinamento atmosferico) e ben il 30% da ciò che mangiamo.

L’ossidazione all’interno delle nostre cellule è la stessa reazione chimica che fa scurire una mela tagliata o fa arrugginire un chiodo: ogni volta che respiriamo, l’ossigeno che mettiamo in circolo entra a far parte dei processi di ossidazione che si svolgono in tutte le cellule del nostro corpo. Da questa ossidazione (ma anche dal fumo, dall’inquinamento, dall’alcol in eccesso, dalle radiazioni) nascono pure i radicali liberi, molecole che perdono un elettrone e che così diventano «spaiate». Questi radicali liberi cercano di tornare in equilibrio «rubando» elettroni alle altre cellule, e possono danneggiarle, dando inizio a un tumore.

I polifenoli rallentano l’ossidazione cellulare
La più numerosa è la famiglia dei polifenoli, tra le cui classi la più diffusa è quella dei flavonoidi.

Ecco, gli antiossidanti combattono il rischio con un meccanismo semplicissimo: cedono ai radicali liberi l’elettrone che a loro manca, e quindi disinnescano la miccia.

Un regime sano allontana anche altre malattie
È l’alimentazione che fa prevenzione, e non solo contro il cancro, ma in favore del buon funzionamento del cuore, del cervello e di tutti i nostri organi. Ci sono due meccanismi principali con cui un alimento naturale è in grado di rallentare il processo tumorale: uno è quello di inibire la crescita delle cellule cancerose; l’altro è quello di facilitare l’apoptosi, che s’innesca spontaneamente nel nostro organismo in presenza di cellule mutate.
Le crucifere, ovvero cavolfiore e broccolo, cavolo cappuccio, cavolo verza, per esempio, favoriscono l’eliminazione delle sostanze tossiche e sono ricche di due sostanze: il sulforafano, che è stato isolato per la prima volta nel 1959, e che insieme al caratteristico odore di cavolo, ha un grande potere protettivo nei confronti di tumori al colon, alla prostata, di leucemia e neuroblastoma; l’indolo 3 carbinolo, che ha dimostrato una efficace funzione contro il rischio di carcinoma alla mammella e più in generale alla crescita del tumore.
Poi c’è l’aglio, il condimento più diffuso del mondo e una delle erbe medicinali più antiche, che con la cipolla, il porro e lo scalogno stabilizzano il Dna delle cellule sane e svolgono un’azione preventiva molto efficace contro il tumore dell’esofago, dello stomaco, della prostata.
Mentre lamponi e fragole sono ricchi di acido ellagico, che impedisce alle cellule tumorali di creare vasi sanguigni da cui nutrirsi. L’elenco è lungo ma incompleto perché la nutrigenomica è soltanto ai primi passi: quasi ogni giorno da qualche laboratorio di ricerca arriva la notizia di un nuovo composto fitochimico di cui si scopre quanto e come faccia bene. (Umberto Veronesi)

 

L’Autore

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Stefano Donadio

Da esperto di attrezzature fitness a "ultramaratoneta"...
Da tradizionale buongustaio a "gourmet del bio"...
Lavoro e passione, un connubio perfetto!



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