Kona i numeri delle Bike che hanno partecipato al Mondiale Ironman

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Kona Ironman World Championship: 2.377 biciclette per effettuare il check-in sul molo di Kona in vista degli Ironman World Championship. Per quasi due decenni, il conteggio annuale delle biciclette Kona è servito da campanaccio per i modelli di acquisto tra i triatleti di tutto il mondo.

 

Cervélo, con sede a Toronto, ha nuovamente ottenuto il massimo dei voti nella categoria bici, aggiungendo solo due bici al totale rispetto allo scorso anno, dopo aver visto un tuffo di 74 biciclette tra il 2017 e il 2018.

 

Ancora una volta Canyon è stato il motore della classifica. Il marchio tedesco ha aggiunto 49 biciclette dello scorso anno ma si colloca ancora al quinto posto assoluto.

 

I tre marchi tra Cervélo e Canyon — Trek, Felt e Specialized — erano tutti all’interno di una manciata di biciclette rispetto a un anno fa .

Bikes

Cervelo – 489
Trek – 258
Felt – 190
Specialized – 184
Canyon – 179
Quintana Roo – 122
Argon 18 – 117
Scott – 103
Giant – 84
BMC – 77
Ceepo – 65
Cannondale – 47
Ventum – 43
Liv – 32
Dimond – 24
Cube – 23
Orbea – 20
Fuji – 18
BH – 10
Pinarello, Simplon, LOOK, Ridley, Airsteem – 9
Willier, Kestrel, Planet X, Factor – 8
Parlee, Factor, Merida – 7
Stevens – 6
Kuota, Boardmann, Blue – 5
Storck, Rose, Guru, Garneau, Rose, Colnago – 4
Litespeed, Diamondback – 3
TriRig, Premier, Squad, Anchor, Cuierciotti, DeRosa, Pardus, Sopta – 2
Jamis, Epoca, Aerocat, Spinaro, Pacer, DEAD, Issac, ADR, Nodo, Softride, Java, Kemo, Piton, Serotta, Avacon, Silverback, Dolan, Griffen, Avanti, Dolan, Anderson – 1

Wheels (individual)

Zipp (including FlashPoint) – 1,596
ENVE – 460
Other – 455
HED – 259
Bontrager – 215
Aluminum (unbranded) – 209
Reynolds – 200
Roval – 185
DT Swiss – 176
Mavic – 148
SwissSide – 106
Vision – 88
Giant – 70
Lightweight – 60
Profile – 50
FLO – 44
Campagnolo – 42
Xentis – 41
Shimano – 40
FFWD – 40
Fulcrum – 30
Corima – 26
Token – 22
Airstream – 18
Knight – 16
Rolf – 15
Oval, EDCO, Alto – 14
Planet X, Felt – 13
SRAM, Princeton – 12
Black Ink – 11
Easton, Victoria – 10
Boyd – 7
American Classic, Hunt – 6
3T – 5
Red Crown – 5
Willier – 2

Groupsets

Shimano – 1,927
SRAM – 430
Campaganolo – 19
Vision – 1

Aerobars

Profile Design – 613
3T – 291
Bontrager – 261
Felt – 148
Vision – 143
Specialized – 133
Canyon – 118
Cervelo – 114
Giant – 99
Argon 18 – 82
Zipp – 79
Other (unbranded) 77
Ventum – 35
TriRig – 27
Shimano PRO – 23
51 Speedshop – 16
Oval Concepts – 14
Easton – 10
ENVE – 9
Syntace – 12
HED, Deda, Planet X – 7
Drop (road) bars – 7

Pedals

LOOK – 676
Shimano – 654
Garmin (power) – 400
Speedplay – 314
PowerTap – 130
Favero (power) – 70
Other – 47
Time – 40

Power Meters

Garmin – 400
Quarq – 367
PowerTap – 177
Power2Max – 177
Stages – 117
Favero – 70
Rotor – 66
Pioneer – 63
SRM – 63
Shimano – 31
4iii – 23
Verve/InfoCrank – 9

Saddles

ISM – 857
Specialized – 312
Fi:zi’k – 269
Cobb Cycling – 203
Bontrager – 166
Selle Italia – 88
Other (unbranded) 66
Shimano PRO – 59
Dash – 50
OE spec’d – 43
Prologo – 29
Fabric – 24
Profile Design – 23
SMP – 23
Selle San Marco – 11
Syncros – 11
SQ Lab, Speed + Comfort – 9
Terry – 8
Koobi – 6
Serfas, Ergpro – 3
WTB, Forte – 2
Oxygen, Tioga, Infinity, Bi Saddle, Velo – 1

Front Hydration

Profile Design – 625
X-Lab – 600
Other (unbranded) – 190
Integrated – 175
Torhans – 32
PRO – 6

Rear Hydration

X-Lab – 636
Integrated – 394
Profile Design – 236
Other – 102
Tacx – 70
PRO – 30
Vision – 25
Topeak – 18
Speedfil – 16
Zip ties – 16
Elite – 16
Minoura – 14
TriRig – 12

Oversize Wheel Pulleys

Ceramic Speed – 417
SLF – 19
Fouriers – 17
Ceramic Cycling – 11
KCNC – 10
Digitid, Jet Stream, Other – 6
Token – 5
SCYS – 3
Raktus – 2
Berker – 1

Chainrings

Round – 2,199
Oval – 292

Bici da Corsa-Crono-Rulli

pinarellobolideVorrei esprimere il mio parere Per chi è un neofita nel mondo del Triathlon di lunga distanza, cioè IronMan, 70.3 e gare senza scia in bici sul tema quale bici scegliere e perchè. Ora la tendenza e la moda sono i freni a disco e il cambio elettronico….ma se volete una bici da crono servono i freni? stessa cosa …serve così tanto il cambio in una gara con poco dislivello?

Potete già capire qual’è il mio consiglio …., acquistare una bici da strada con cui poter uscire in gruppo e con cui potete fare tutte le salite che vi pare e acquistare una bici crono senza spendere cifre esagerate senza freni a disco e senza cambio elettronico che appesantiscono la bici e non servono per fare gare in solitaria e allenarsi in pista.

Molti brand sono “pompati” ma le fabbriche che fanno i telai in carbonio sono sempre le stesse. Oggi se vediamo chi vince gli Ironman li vince con marche di bike minori rispetto ai nomi altisonanti che tutti conosciamo.  Poi certo bici Top Top sono migliori e bellissime ma anche costosissime come la Pinarello Bolide.

Per quanto riguarda il cambio sulla bici crono per me vanno bene tutti, il cambio buono lo monterei sulla bici da strada e ricordatevi che la differenza la fanno sempre i Watt e le ruote buone il resto è Sfizio!!!!!!

Per allenarsi in casa consiglio i rulli , io ho preso i Tacx Garmin top di gamma da utilizzare con la App Zwift. E mi raccomando usate sempre la fascia cardio e se potete acquistate i pedali o le pedivelle per controllare il wattaggio.

 

TEST DEL LATTATO

lMisurare il lattato durante un test incrementale è il modo migliore per valutare il livello di performance  e programmare l’allenamento. Se si affronta una corsa ad un ritmo troppo intenso, il lattato prodotto non riesce più ad essere metabolizzato e si accumula nel sangue provocando acidosi associata a dolore e bruciore muscolare, costringendo l’atleta ad interrompere lo sforzo o a ridurne l’intensità fintanto che il metabolita tossico non venga rimosso. L’intensità di esercizio associata ad un accumulo di acido lattico, viene definita come soglia anaerobica.

Ma che cos’è il lattato o acido lattico? E’ un catabolita prodotto dalla contrazione muscolare che avviene per conversione dell’energia chimica in energia meccanica. La produzione di lattato è in funzione dell’intensità del lavoro muscolare. Entro determinate velocità di corsa, l’acido lattico prodotto viene riutilizzato dai muscoli respiratori e dal cuore dopo essere stato riconvertito dal fegato in glucosio mediante il “ciclo di Cori”(Quando la richiesta di ATP è superiore al flusso ossidativo, come nei casi di sforzo muscolare, le fibre muscolari ricorrono alla produzione di lattato. Questo viene trasportato al di fuori della cellula muscolare per essere immesso nel circolo sanguigno e quindi essere inviato al fegato. Nel fegato il lattato viene riossidato dalla L-lattato deidrogenasi a piruvato, che, a sua volta, viene convertito, mediante gluconeogenesi, in glucosio). Oltre questa intensità o soglia, la velocità di produzione del lattato supera la sua velocità di riutilizzo con un conseguente accumulo che, come detto, porta ad un rallentamento del ritmo o ad uno stop.
La misurazione del lattato mediante il prelievo di una goccia di sangue dal lobo dell’orecchio  e con l’utilizzo di uno specifico strumento di misura, permettere quindi di individuare la potenza meccanica e/o la frequenza cardiaca in cui si raggiunge il punto critico nel quale l’acido lattico inizia ad accumularsi. Tale velocità è, appunto, denominata velocità di soglia.
Da questa introduzione risulta evidente che determinare con precisione la soglia anaerobica permette di fornire un elemento fondamentale per la programmazione dell’allenamento degli sportivi che praticano discipline aerobiche. In effetti maratoneti, ciclisti, triathleti, nuotatori e fondisti si sottopongono regolarmente al test del lattato per verificare il proprio livello di allenamento e per impostare le sedute successive.

Come si misura il lattato e tipologie di test in laboratorio e sul campo
I test che permettono di calcolare la soglia anaerobica possono essere condotti in laboratorio o sul campo: i primi vengono di solito svolti sul tapis roulant . Il vantaggio del test in laboratorio consiste nella possibilità di annullare le variabili che possono influenzare la prestazione quali il vento, la temperatura e l’umidità. Inoltre, l’uso del tapisroulant consente di definire con precisione la velocità, mentre sul campo l’atleta deve essere in grado di gestire l’andatura in maniera autonoma. Se ciò è fattibile per un atleta evoluto, non lo è per un podista di livello medio.
Comunque, anche in laboratorio bisogna rispettare dei criteri generali per una valutazione affidabile, riassumibili in tre punti principali:

  1. non effettuare allenamenti particolarmente intensi nella giornata precedente il test
  2. alimentarsi in maniera adeguata (come se si dovesse affrontare una gara)
  3. svolgere un riscaldamento di almeno 20 minuti con delle fasi finali ad alta intensità

Dal momento che la produzione di acido lattico è condizionata dalla muscolatura impegnata nel gesto atletico, è fondamentale che la prova in laboratorio sia condotta utilizzando l’ergometro specifico in funzione dello sport praticato, quindi tapis roulant per podisti e cicloergometro per i ciclisti.

Come si interpreta il test in funzione del tipo di gara
Secondo Mader, il fisiologo che ha codificato il protocollo appena descritto, la soglia anaerobica coincide con il valore delle 4 mmoli di lattato per ml. Tuttavia tecnici e medici che lavorano con sportivi di buon livello hanno verificato che il valore fisso proposto da Mader mal si adatta all’interpretazione di molti test.
Ciò che più si correla con la prestazione non è infatti il valore delle 4 mmoli quanto il punto di impennata della curva lattato-velocità di corsa. Altri autori sostengono che la “prima soglia”, quella a cui per intendersi si svolge il lungo, dovrebbe corrispondere ad un valore di 0,5 mmoli più alto del basale, la “seconda soglia” coinciderebbe invece con un valore di 2 mmoli superiori al primo. Per fare un esempio: se al termine di riscaldamento l’atleta mostra un valore di 1,1 mmoli di lattato, la prima soglia si collocherà a 1,6 mmoli e la soglia anaerobica coinciderà con le 3,6 mmoli/l.
Ciò che inoltre va considerato è l’andamento generale della curva che dovrà essere molto “piatta” ed impennare solo verso la fine nel caso di triathleti e maratoneti, mentre nel caso di mezzofondisti o podisti che gareggiano su distanze tra i 5 ed i 10 km l’andamento sarà più graduale con un maggiore produzione di lattato. Queste considerazioni guideranno il preparatore atletico nel costruire il periodo di allenamento in modo da ottenere i miglioramenti ricercati.

Perché è utile svolgere un test lattato
Il test del lattato è il metodo per elezione per la definizione dei ritmi di allenamento e delle strategie di programmazione delle sedute. Infatti, la definizione della soglia aerobica ed anaerobica permette di stabilire a quali velocità (o frequenze cardiache) l’atleta/amatore deve correre nei diversi mezzi allenanti (fondo lento, medio, ripetute, etc.). Inoltre, l’interpretazione dell’andamento delle curve di accumulo di lattato permette di identificare punti di forza e carenze dell’atleta ed impostare quindi un piano di lavoro maggiormente individualizzato.

A chi è rivolto il test del lattato
Il test del lattato non è particolarmente invasivo o impegnativo. Pertanto è alla portata di tutti. Da chi si avvicina alla corsa e vuole potersi allenare in maniera consapevole e controllata a chi, avendo già un maggior bagaglio di esperienza, voglia incrementare le proprie performance o preparare una gara specifica. L’individuazione dei propri livelli di soglia è utile (se non fondamentale) per ogni atleta/amatore, per permettere un processo di allenamento più preciso.

Quando e ogni quanto tempo bisogna svolgere il test del lattato
Il test del lattato può essere svolto tra le fasi principali di una preparazione, per monitorare con una cadenza ragionevole le modificazioni fisiologiche apportate dal programma di allenamento. Allo stesso modo, è conveniente svolgerlo quando si inizia a “fare sul serio” con la corsa, per evitare di incorrere negli errori classici del podista, quali correre il lungo al ritmo del medio o svolgere tutti gli allenamenti alla stessa velocità (entrambi questi errori portano con il tempo al decadimento della performance o all’infortunio). La cadenza del test non è prestabilita a priori. Gli atleti evoluti lo svolgono anche ogni 1-2 mesi, ma spesso può essere sufficiente svolgerlo 1-2 volte l’anno, in base ai proprio programmi di allenamento e competizione.

Conclusioni
Il test del lattato è uno dei metodi più affidabili e precisi per individuare la velocità di soglia e per calcolare le velocità del fondo medio e lungo. La sua ripetizione nel corso della stagione può essere utile per verificare l’andamento della forma e per correggere i ritmi di lavoro.
L’analisi della curva del lattato può rivelare all’allenatore eventuali carenze o eccessi nell’allenamento e quindi suggerire correzioni in funzione della distanza di gara da preparare.
Rispettare questi accorgimenti è indispensabile per ottenere risultat

Dorando Pietri

Un Libro che ci racconta tutta la storia di Dorando, la corsa come riscossa sociale come voglia di emergere, nonostante un certo amore del protagonista per il denaro, Dorando rimane onesto rinunciando a soldi per giocare pulito. Proprio per la su passione verso i soldi più volte nella sua vita ha pensato di diventare un ciclista mondo in cui circolava molto più denaro rispetto al podismo. Dorando è diventato famoso per aver “perso”…., chi si ricorda del vincitore della Maratona del 1908? Nessuno…. .

Dorando corre nonostante sappia di rischiare la vita…il suo motto è meglio un giorno da Leone che 100 da pecora, è talmente mal messo che viene congedato dalle armi.

Già in quegli anni i cinesi fanno fallire molte imprese a Carpi riproducendo gli stessi articoli ad un costo nettamente inferiore…..i mercanti non vanno più a Carpi e il suo albergo deve essere venduto a quattro soldi. Il fratello di Dorando è una figura molto importante, manager, consigliare ma sopratutto bravissimo nel gestire la pubblicità e i giornali peccato del consiglio sbagliato nel voler investire i soldi in un albergo a Carpi.

Nella vita di Dorando ci sono 2 donne che fanno emergere tutta la sua passionalità.

 

La corsa in salita sul Tapis Roulant: tecnica, mobilità articolare,fitness neuromuscolare.

La corsa in salita migliora la tecnica di corsa esaltando il sollevamento del ginocchio durante l’azione, la mobilità articolare e il fitness neuromuscolare.

Le salite sono importanti? Certo che SIIIIII sono FONDAMENTALI nella preparazione di qualsiasi atleta, i migliori runner al mondo utilizzano le salite durante tutto il corso dell’anno.

La corsa in salita aiuta la tecnica di corsa costringendo ad alzare maggiormente il ginocchio, inoltre migliora la FORZA e la POTENZA. La corsa in salita migliora anche il sistema cardiocircolatorio perchè stimola sia i sistemi lattacidi che non.

Il sistema più facile per praticare delle sessioni di allenamento in salita è l’utilizzo del tapis roulant inoltre è molto comodo per simulare il famoso allenamento “collinare” fatto da  sali e scendi.

Utilizzando allenamenti in pendenza sul tapis roulant andremo a rinforza il sistema muscolare e andremo a migliorare la resistenza. IL Tono muscolare è importantissimo non solo per migliorare le prestazioni ma per evitare dolori e infortuni.

Andiamo a vedere qualche tipologia di allenamento con il tapis roulant:

  1. riscaldamento in pianura 10 minuti – alterniamo 1 minuto pendenza 6/7% a 2 minuti di corsa lenta in recupero in pianura, repetiamo il tutto 10 volte + 10 minuti de defaticamento in pianura TOT 50  minuti
  2. riscaldamento in pianura 10 minuti – alterniamo 2 minuti pendenza 3/4% a 1 minuto di corsa lenta in recupero in pianura, ripetiamo il tutto 10 volte + 5 minuti di defaticamento TOT 45 minuti
  3. riscaldamento in pianura 5 minuti, 1 minuto pendenza 1% 2 minuti corsa lenta in recupero in pianura, 2 minuti pendenza 2% con 2 minuti in recupero sempre in pianura, 3 minuti pendenza 3% recupero 2 minuti, 4 minuti pendenza 4% recupero 2 , e poi a scendere, 4 minuti pendenza 4% recupero 2,3 minuti pendenza 3% recupero 2 minuti,2 minuti pendenza 2% con 2 minuti in recupero, 1 minuto pendenza 1% 2 minuti corsa lenta in recupero in pianura + 10 minuti di recupero in pianura TOT 49 minuti

 

il Kefir moda o altro?

il Kefir sembra uno yogurt…. ma non lo è.

Il kefir, infatti, è costituito prevalentemente da una parte acquosa, seguita poi da zuccheri, grassi e proteine. Contiene una ricca quantità di vitamine pronte per il consumo, tra cui vitamine del gruppo B (B1, B2, B5), ma anche vitamine C, A e K. In alcuni casi sembra che la concentrazione di vitamina B12, folati, biotina e riboflavina incrementi durante il processo fermentativo. Tra i minerali sono presenti magnesio, calcio e potassio, ma anche zinco, rame, manganese e ferro in quantità minori.

La varietà delle specie presenti nel kefir è elevata. La composizione dei granuli di kefir comprende dal 65 all’80% di Lattobacilli, mentre la restante percentuale è formata dai lieviti, tra i quali troviamo Saccharomyces cerevisiaeSaccharomyces unisporus e Candida kefyr.

Il consumo di kefir è stato associato a numerosi benefici per la salute.

Il consumo regolare di kefir sembra avere effetto sul miglioramento dei livelli di colesterolo nel sangue. I Lattobacilli sembrano inibire l’assorbimento di colesterolo nell’intestino legandolo e incorporandolo.

È stato evidenziato inoltre che il consumo di probiotici del kefir abbia la capacità di migliorare il livello di zuccheri nel sangue.

I batteri pro biotici o i loro prodotti fermentati giocano un importante ruolo anche nel controllo della pressione arteriosa. Sembra che il kefir inibisca l’attività di un enzima responsabile del controllo della pressione nel sangue attraverso dei composti bio attivi che si formano durante la fermentazione del latte. E grazie ai composti bioa ttivi che si formano durante la fermentazione dei granuli di kefir quest’ultimo sembra esercitare anche un effetto antiossidante addirittura maggiore della vitamina E. Alcuni composti sembrano infatti legare radicali liberi riducendone l’effetto di stress ossidativo sulle cellule dell’organismo.

Il kefir contiene quindi una grande varietà di microrganismi benefici e composti bioattivi ed è considerato un prodotto con una grande potenzialità.

Potrebbe essere considerato una valida alternativa come prodotto probiotico, dal momento che è sicuro, può essere prodotto facilmente a casa, ha un costo relativamente basso e può essere inserito facilmente nella propria quotidianità alimentare. Nonostante ciò, la conoscenza dettagliata della composizione del kefir è ancora in via di sviluppo e serviranno ulteriori studi per capire in maniera più specifica i suoi effetti sull’uomo.

Proteine e uova

LE UOVA SUPER PROTEINE

Per capire quante uova mangiare  è utile sapere che un uovo contiene circa 6 g di proteine, localizzate per lo più nell’albume. Posto che la colazione vorrebbe rappresentare circa il 45% dell’introito giornaliero, il calcolo da fare per scoprire il numero di proteine da assumere a prima colazione è “peso corporeo x 0,45 in grammi”.

Quante proteine servono per star bene?

Per un uomo (o una donna) di 70 kg ciò significa assumere 31,5 grammi e quindi, circa 5 uova,( 70 X 0,45=31,5)  serenamente sostituibili, al desiderio, con altrettanta quantità di albume (o una quota mista di uova intere e albumi). Una specifica in più è da fare: infatti le uova, tra tutte le fonti proteiche, hanno il valore biologico più alto, il che significa che tutte le proteine contenute anche in un po’ meno uova, saranno utilizzate alla perfezione.

Per approfondire il tema UOVA consiglio di rileggere un articolo sul tema del BLOG vedi link: http://blog.tapisroulantstore.it/2014/04/15/uova-di-gallina/

Ma vi consiglio,  all’interno della settimana di cambiare le scelte proteiche andando ad utilizzare uova, prosciutto crudo, salmone, semi oleosi, yogurt greco o ricotta, in quantità abbondanti e sempre bilanciate a carboidrati integrali e frutta.

Muscoli e allenamento

Lo scheletro umano è composto da oltre 200 ossa ma ben 600 muscoli che costituiscono il 40% del peso corporeo.

I muscoli possono solo tirare non possono spingere è per questo che la maggior parte dei muscoli sono disposti in coppie di opposti, quando un muscolo diventa teso e si contrae il suo opposto si rilassa e si stende per consentire il movimento (agonista e antagonista).

I programmi di allenamento dovrebbero sempre tendere allo sviluppo equilibrato sia del muscolo agonista che del suo opposto, bicipite tricipite, quadricipite e bicipite femorale e così via…..
Per avere un corpo armonico è necessario allenare tutti i gruppi muscolari, un buon tono muscolare evita “dolori” ma soprattutto infortuni.

I muscoli sono costituiti da fibre rapide e  lente…..ma il tutto è già deciso alla nascita. Fibre bianche veloci e fibre rosse lente. Quando il muscolo si contrae abbiamo un accorciamento del muscolo e in questo caso si parla di contrazione concentrica (es sollevamento pesi con il bicipite) le contrazioni eccentriche sono contrazioni di controllo es quando un atleta salta giù da una panca al suolo.

 

ATP- ACIDO LATTICO

3 sistemi di energia, l’aerobico richiede ossigeno l’anaerobico non richiede ossigeno

I SISTEMI ANAEROBICI

sistema ATP-CP non produce lattato o acido

sistema lattato produce lattato e acido

sistema aerobico non produce lattato

Questi 3 sistemi collaborano tra loro

Dopo 10 secondi di massima attività passiamo da ATP-CP al meccanismo del lattato.

Il lavoro di es. 8 secondi con ATP CP viene recuperato dopo 2-3  minuti.

Le vecchie credenze che l’acido lattico fa male sono infondate, non è prodotto quando si esaurisce l’ossigeno e non determina sensazione di bruciore e non è la causa del dolore muscolare ritardato. L’acido lattico non si trova nel corpo appena si forma si divide e si separa in 2 parti lattato e acido la parte del lattato non è cattiva ma è buona  quando l’ossigeno non è sufficiente il lattato e l’acido si accumulano all’interno delle cellule muscolari e nel sangue. Il Lattato è una fonte di carburante utile per l’atleta e l’allenamento corretto mira sia ad utilizzarlo che a smaltirlo velocemente. Ma l’acido che causa fatica nel 400 metri arriva dopo 35-40 secondi negli 800 dopo 70-85 secondi. Può volerci anche 1 ora per tornare a livelli di lattato e acido di inizio attività.

L’aria entra nei polmoni attraverso la bocca e il naso, nei polmoni l’ossigeno viene assorbito dal sangue.

A riposo respiriamo 10 litri d’aria al minuto sotto attività intensa arriviamo a 120-150 litri al minuto, con il naso riusciamo ad arrivare a 50 litri ecco perchè respiriamo sia con il naso che con la bocca.

Le arterie sono i vasi sanguigni che portano via il sangue dal cuore ed in periferia diventano capillari, l’allenamento aumenta il numero dei capillari e quindi maggiore efficienza muscolare.

Corsa e bambini qual’è l’età d’oro???

Allenamenti in base all’età, età sensibili, età d’oro ecc…

Il periodo in cui il tasso di crescita dei bambini aumenta rapidamente viene chiamato SPURT di crescita ,il più importante si verifica durante la pubertà; 12 anni per le ragazze, 14 anni per i ragazzi, prima di questo spurt di crescita non ci sono considerevoli differenze tra maschi e femmine, in questo periodo è sufficiente un allenamento leggero che stimolerà la crescita del corpo. Lo spurt può variare di 2 anni prima o dopo l’età media.

Lo scheletro di un bambino è per la maggior parte cartilagineo, che è una componente più morbida dell’osso e può piegarsi, le aree di crescita speciali si chiamano placche di crescita. queste aree di crescita sono le più deboli dell’osso, sforzi moderati possono stimolare la crescita dell’osso, mentre sforzi eccessivi possono causare danni, si dovrebbero evitare balzi, lanci e salti eccessivi.

Un bambino di 6 anni respira 38 litri di aria per prendere 1 litro di ossigeno un giovane di 18 anni ne ha bisogno di 28 per 1 litro, quindi tanto più si è giovani tanto più il corpo deve lavorare per fornire ossigeno ai muscoli.

L’età d’oro per le ragazze si ha prima della pubertà e dopo la pubertà per i maschi questo periodo d’oro arriva dopo circa 12 mesi dopo la pubertà man mano che i livelli di testosterone aumentano.  Il testosterone aumenta i globuli rossi che sono i responsabili del trasporto di ossigeno ai muscoli e la produzione di energia migliora… Quindi le ragazze hanno 2 momenti in cui spingere prima e dopo la pubertà mentre bisogna “stare leggeri” durante il picco di pubertà nei ragazzi dopo 12-18 mesi dalla pubertà abbiamo il picco di lavoro.

 

L’Autore

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Stefano Donadio

Da esperto di attrezzature fitness a "ultramaratoneta"...
Da tradizionale buongustaio a "gourmet del bio"...
Lavoro e passione, un connubio perfetto!



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