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La storia del cambio della Bici

L’ESALTANTE STORIA DEL CAMBIO DELLA BICI

Adesso sembra tutto semplice.

Elettronica,leggerezza e precisione, ma ovviamente non è stato così: un tempo i nostri nonni, quelli più fortunati con il cambio a 2-3 velocità, dovevano fare operazioni lunghe e a volte pericolose per modificare lo sviluppo metrico. Il cambio è gioia e dolore: ci permette di variare il rapporto di pedalata ma rimane comunque un componente da regolare spesso. Eppure, dobbiamo reputarci fortunati poiché ciò che stiamo usando è il risultato di quasi un secolo di sviluppo tecnologico, intuizioni geniali e clamorosi buchi nell’ acqua.

Gli esordi

Quando la bici era un passatempo per ricchi stravaganti, la trasmissione era collegata direttamente alla ruota per cui, se si voleva modificare lo sviluppo metrico della pedalata, si doveva variare il diametro della ruota stessa e adattarvi il telaio. L’ invenzione della trasmissione come la conosciamo oggi spostò la forza motrice della bici dalla ruota anteriore a quella posteriore. Quando, nel 1887, Herry Lowson inventò la safety bicycle con il telaio a diamante,che ancora oggi conosciamo e usiamo, le bici erano equipaggiate con un unico pignone rigorosamente fissato sul mozzo. Tutte le competizioni dell’ epoca eroica si svolgevano con bici a scatto fisso,con telai in acciaio molto pesanti,ruote con cerchi in legno e spesso senza freni. I corridori dell’ epoca, in caso di pendenze molto elevate, non avevano altar scelta che scendere e spingere la bici. Famosa è la foto di Octave Lapize che, nel 1910,scende e spinge la sua bici lungo la salita al colle del Tourmalet, gridando “Assassini!” agli organizzatori del Tour. Come ogni evoluzione tecnica, anche il cambio nasce da un ‘ esigenza: poter modificare in corsa lo sviluppo metrico della bici, variando il rapporto di pedalata, in moo da poter affrontare anche le salite più impervie.

La prima soluzione…

fu il mozzo flip-flop. Si trattava di una ruota posteriore equipaggiata con due pignoni, uno per lato. Da uan parte si trovava un pignone di piccolo diametro a scatto fisso, dall’ altro uno più grande dotato di ruota libera. Il corridore usava quello a scatto fisso durante i tratti in pianura e poi, appena la strada accennava a salire, scendeva, smontava i dadi che bloccavano il mozzo al telaio e girava la ruota, portando la catena sul pignone più grande e tensionandola, facendo arretrare la ruota nel forcellino. Dopodichè serrava il tutto e ripartiva. Scegliere il momento giusto per far girare la ruota divenne il punto cruciale di ogni tattica di gara. La leggenda narra che la nascita dello sgancio rapido sia dovuta proprio a un cambio di un pignone flip-flop “rognoso”: Tullio Campagnolo, all’ epoca corridore amatoriale, era in testa a una corsa invernale quando raggiunse la salita. Scese per girare il mozzo ma il gelo aveva inchiodato i dadi, cosicchè non riuscì a smontare la ruota e dovette abbandonare la corsa . C’è chi giura di averlo sentito esclamare “Ghè de cambiar qualcosa de driò”.

E lo fece, inventando lo sgancio rapido. Il sistema flip-flop aveva notevoli limiti tecnologici ( nonostante l’ applicazione dei dadi a farfalla per facilitare lo smontaggio) e per questo molti costruttori cercarono di creare qualcosa di più pratico.

I primi cambi:

Vittoria Margherita

All’ inizio degli anni ’30 i fratelli Tommaso e Amedeo Nieddu collaudarono il cambio “Vittoria Margherita”, La bici era equipaggiata con una corona all’anteriore e tre pignoni con ruota libera al posteriore. Sul tubo piantone ( dove ora è montato il deragliatore anteriore ) era fissata una leva, con un leveraggio che la collegava a un tendi-catena in basso. Quando il corridore voleva cambiare rapporto doveva muovere la leva ( mantenuta in posizione da una cremagliera dentata) per aumentare oppure diminuire l’ angolo del tendi-catena, in modo da modificare la tensione della catena stessa, pedalare poi all’indietro e spingere o tirarla con la mano destra, per far si che salisse o scendesse di un rapporto. Era un sistema efficace, che consentiva al ciclista di cambiare l rapporto senza doversi fermare né smontare la ruota, anche se assomigliava più a un equipaggiamento da amcchinista da treno che a un cambio per bici cui siamo abituati ora. Il Vittoria Magherita spopolò letteralmente, anche se la maggior parte dei ciclisti continuò a scendere dalla bici per effettuare la cambiata, poiché spesso la catena non saliva e si doveva dare un colpo di tallone sul pignone. Il problema era che se sbaglaivi, finivi per terra insieme alla bici. Eppure il Vittoria Margherita fu la scelta di ciclisti come Bartali e Binda, perché aveva una caratteristica regina: funzionava anche se pieno di fango. Non è una cosa da poco se pensate allo stato delle strade italiane tra le due guerre, più simili a tratturi che a vere e proprie vie di comunicazione.

e il cambio Osgear

Creato dal corridore francese Oscar Egg, mutava le medesime tecnologie del Vittoria Margherita, solo che lo spostamento della catena era comandato da un cavo, e un tendi-catena, posto sulla scatola del movimento centrale e manteneva la catena in tensione. Nonostante la sua diffusione e ( per l’ epoca) l’elevata tecnologia realizzativa, venne bandito dal Tour de France fino al 1937 ( il patron Desgrange li chiamava “macchinari infernali” ) mentre erano già utilizzabili al Giro d’ Italia sin dal 1932.

Il campagnolo corsa

Tullio Campagnolo fa la sua entrata in scena nel mondo dei sistemi cambio con il suo “Campagnolo corsa”. Il sistema per sé era semplice e brillante ma talmente difficile e pericoloso da usare che gli inglesi lo ricordano ancora come “ the suicide shifter”. Era formato da due leve fissate al fodero destro verticale del telai. Una leva aveva la funzione di liberare lo sgancio rapido, allenando la ruota ( che lavorava su dei forcelli dentati per facilitare il posizionamento) mentre l’ altra leva spostava la catena da un pignone all’ altro. Il corridore doveva in sostanza voltarsi per azionare la prima leva e sganciare la ruota posteriore senza smettere di pedalare, spostare la catena agendo sulla seconda leva e, infine, richiudere lo sgancio rapido.

Anni ’40: arriva il deragliatore

La Simplex, casa produttrice francese, aveva lanciato il deragliatore già nel 1934, con il suo Simplex Champion. Si trattava di un deragliatore con una sola puleggia, non dentata, e un corpo privo di molla. Il problema era dato dal fatto che per far spostare il deraglaitore azionato da un cavo servisse una notevole forza. La casa francese lanciò nel dopoguerra il Touriste. Era dotato di un deragliatore a parallelogramma con due puleggi e azionato da due cavi: uno faceva spostare il deraglaitore mentre l’ altro variava la tensione della catena. L avera rivoluzione arriva però con il cambio Campagnolo Gran Sport, che divenne una pietra miliare dell’ evoluzione tecnica. Il cambio, lanciato alla fiera di Milano nel 1949, era basato sul sistema a parallelogramma: il cavo, azionato da un comando posto sul tubo obliquo, forzava il corpo del deragliatore a deformarsi, seguendo uno schema, appunto, a parallelogramma, che rendeva la cambiata pratica e veloce. La molla, inserita nel corpo del deragliatore, consentiva di farlo tornare in psizione di riposo una volta che la tensione del cavo fosse diminuita. Inoltre, per la prima volte apparve il deragliatore anteriore, che consentiva di modificare il rapporto all’ anteriore e faceva nascere la guarnitura doppia, immagine tipica delle bici da corsa. Il cambio Gan Sport era però costoso e appannaggio solo dei corridori professionisti.

Le porte del cambio con deragliatore a parallelogramma anche per i comuni mortali le aprì la francese Huret, con il cambio Allvit, il primo gruppo cambio a produzione industriale che consentì di installare trasmissioni con cambio anche su bici da passeggio e da turismo.

Anni ’60: nasce il gruppo trasmissione completa

In occasione dell’ Olimpiade del 1960, la casa ciclistica Legnano rivisitò il suo modello Roma, dando vita alla Roma Olimpiade. La caratteristica unica di questa bici stava nel fatto che venne progettata per accogliere un gruppo trasmissione studiato ad hoc dalla Campagnolo: Il Record. Per la prima volta un cambio veniva progettato e prodotto interamente dalla casa, dalle corone al deragliatore, senza usare prodotti di altre aziende. Era infatti comune usare guarniture di una marca , serie sterzo di un’ altra e così via.

Anni ’80: tempo d’ indicizzazione e STI

Il cambio per bici raggiunse elevatissimi standard tecnologici e di funzionamento con il Campagnolo Super Record: efficiente, leggero e sempre perfetto, fu la scelta di molti corridori e ancora oggi si tratta di un gruppo vintage venduto a prezzi notevoli. Nonostante l’ elevata qualità costruttiva raggiunta dalla casa vicentina, non si assiste ad alcuna evoluzione tecnologica di rilievo. Il primo scossone arriva dal Giappone, dove la casa produttrice Suntour propone il deragliatore posteriore con la forma a “ginocchio”, al posto di quella dritta fino ad allora utilizzata e che è la stessa forma costruttiva che usiamo oggi. Siamo nel 1984 quando una casa giapponese appena apparsa sul mercato, tale Shimano, presenta il Dura Ace 7400 con il sistema SIS (Shimano Index System). La novità è nella gestione del cambio posteriore, che è indicizzato, ovvero a ciascun movimento del comando cambio sul tubo obliquo corrisponde una determinata posizione del deragliatore. La cambiata è molto più efficiente e sicura, così come la regolazione. Prima entrambi icomandi erano a frizione, ovvero stava alla bravura del ciclista individuare il punto esatto in cui posizionare la catena. Inizia così lo “scontro” tra tirani che caratterizzerà gli anni ’80: Campagnolo vs Shimano. Quest’ ultima, sul finire del decennio, presenta una nuova evoluzione tecnologica: gli STI (acronimo di Shimano Total Integration). In sostanza i progettisti spostarono i comandi cambio dal tubo obliquo al manubrio, integrandoli nelle leve freno. In questo modo il ciclista non doveva più staccare le mani dal manubrio per effettuare la cambiata e ciò permise di fare cambi di rapporto anche in situazioni nelle quali non si potevano togliere le mani ( come in volata) e contribuì a elevare la sicurezza di guida. Il primo gruppo Dura Ace con gli STI aveva i fili esterni che partivano dalle leve e raggiungevano due fissaggi (detti Shimano Stopper), ancorati nella stessa posizione dei vecchi comandi sul tubo obliquo.

Anni ’90: l’ apporto tecnologico della Mtb

Una nuova disciplina si affacciava alle porte dell’ ultimo decennio del 20° secolo: era la Mtb, che proprio nel 1990 vide svolgersi il 1° Campionato del mondo, negli Stati Uniti. Le case produttrici compresero che le necessità erano totalmente differenti rispetto a quelle del ciclismo su strada. Shimano lanciò i comandi Rapidfire, che vengono utilizzati ancora oggi: un unico corpo gestiva due leve diverse, che consentivano di scalare o di far salir il rapporto indicizzato, sia all’ anteriore sia al posteriore.

In questo modo era possibile cambiare usando solo il pollice e senza staccare le mani dalle manopole e dalle leve freno. Anche Campagnolo cercò di entrare nel settore in espansione delle ruote grasse, con cambi come Euclid e Centaur, per poi abbandonare nel 1994. Nel frattempo una nuova entrata nel mondo dei gruppi per bici, l’ america Sram, lanciava i Gripshift, ovvero i comandi a manopola, che per molti anni sono stati usati nelle competizioni e che ancora oggi si possono trovare sulle Mtb con gruppi della casa d’ oltreoceano.

FITNESS NOVITA’ 2019

Come ogni anno siamo andati alla Fiera più importante del nostro settore ,Ispo, per vedere le anteprime di fine 2018/2019.

Molto interessanti i nuovi tapis roulant Kettler con i nuovi sistemi di ammortizzazione (Infinergy-Basf) cioè nuovi per il nostro settore ma utilizzati da ADIDAS nelle scarpe con il famosissimo sistema BOOST, ora applicato anche sui tapis roulant Kettler. (prezzi verso il ribasso per fortuna)

Altra novità riguarda il grande ritorno dei vogatori , molti con resistenza ad acqua, essendo scaduto il brevetto di WaterRower.

Interessante e bello il tapis roulant Paragon presentato dalla Johnson che arriverà sul mercato in autunno. Potete vederlo nelle foto.

Bellissima la cyclette della NOHRD in legno con ottimo movimento, design e funzionalità al TOP.

Molto bene TOORX PROFESSIONAL con la presentazione del TAPIS ROULANT professionale TRX9000 e l’ellittica ERX9000, completa la gamma un vogatore RWX AIR CROSS (RESISTENZA AD ARIA) , il tappeto CURVO TRX SPEED CROSS oramai da molti identificato con il tapis roulant di Tecnogym skillmill ma a loro volta avevavo compiato dall’originale il  WOODWAY CURVE, la cyclette da seduti la BRXR9000, la cyclette tradizionale BRX9000 e il CLIMBINGCROSS (SCALA).

 

 

Mondiali di atletica leggera 2017: appuntamenti e curiosità

Mondiali di atletica leggera 2017: appuntamenti e curiosità

relay-race-655353_960_720Un milione e mezzo di biglietti ufficialmente in vendita per i Mondiali Paralimpici e i Campionati del Mondo di atletica leggera che si terranno a Londra rispettivamente dal 14 al 23 luglio e dal 4 al 13 agosto. Il grande fascino dell’atletica leggera tornerà nella capitale britannica, a 5 anni di distanza dai Giochi Olimpici di Londra. Per al stagione 2017 dei Campionati del Mondo di atletica leggera sono attesi circa 3300 atleti, provenienti da più di 200 paesi, i quali si sfideranno in 30 gare.
L’impianto che quest’anno ospiterà i Campionati è lo Stadio Olimpico di Londra, lo stesso in cui si disputarono i Giochi Olimpici nel 2012. Pensate che la prima edizione risale al 1983 ad Helsinki. L’evento seguì una cadenza quadriennale fino al 1991, per poi passare alla formula biennale con cadenza negli anni dispari.
La scorsa stagione, disputata nel 2015 a Pechino, ha ospitato 1933 iscritti provenienti da 207 nazioni. In quell’occasione, la IAAF (l’International Association of Athletics Federations) ha assegnato il titolo di “miglior atleta dell’anno” al decatleta Ashton Eaton, che alla rassegna cinese si è dimostrato l’atleta dell’anno, battendo Usain Bolt e Christian Taylor e stabilendo il nuovo record mondiale con l’incredibile punteggio di 9045 con 45 secondi netti sui 400 metri piani.
Nelle competizioni mondiali di atletica leggera, i minimi di partecipazione sono stabiliti dalla IAAF, che si occupa dell’atletica leggere a livello mondiale.
Per quanto riguarda l’Italia, il Mondiale del 2015 si ricorda come uno dei peggiori di sempre, caratterizzato dall’assenza di alcuni dei numeri 1 nostrani, fermi per infortunio, e dai risultati più deludenti della nostra storia.

Atletica leggera: gli appuntamenti della stagione 2017

L’attuale stagione, che porterà ai Campionati Mondiali di Londra previsti nel mese di agosto 2017, includerà anche diversi appuntamenti come i Mondiali di corsa campestre e quelli di staffetta previsti rispettivamente per il mese di marzo in Uganda e per il mese di aprile alle Bahamas.
Dopo i cinque appuntamenti del World Indoor Tour previsti tra il mese di gennaio e quello di febbraio 2017, la stagione outdoor inizierà nel mese di maggio con due appuntamenti imperdibili: la Diamond League, che inizierà in Qatar (Doha) e terminerà in Belgio (Bruxelles), con una tappa a Roma prevista per il mese di giugno; il World Athletic Challenge, comprensivo di 12 incontri di seconda categoria che terminerà con la finale di Rieti nel mese di settembre 2017.
Per quanto concerne le competizioni nazionali, ricordiamo che Ancona sarà la sede principale dell’atletica leggera nazionale indoor. L’impianto sportivo del capoluogo marchigiano ospiterà in questa stagione ben 4 campionati italiani: gli Assoluti Indoor, che avranno luogo tra il 18 e il 19 febbraio e che saranno preceduti dai campionati italiani juniores e promesse previsti il 4 e il 5 febbraio, i campionati italiani allievi, che si svolgeranno l’11 e il 12 febbraio e i campionati italiani master indoor e invernali di lanci in programma dal 24 al 26 febbraio. In tutto, saranno quattro i weekend in cui gli atleti si sfideranno per aggiudicarsi i titoli nazionali al coperto.

Atletica leggera: le scommesse

L’insieme delle discipline dell’atletica leggera quali la corsa su pista, i salti, le prove multiple, la corsa campestre, la corsa in montagna, su strada o la marcia, sono tutte attività molto seguite in tutto il mondo poiché appassionano milioni di persone, complici le spettacolari performance di alcuni grandi nomi. Proprio per via dell’alto tasso di imprevedibilità che spesso caratterizza le competizioni dell’atleta leggera, questa immensa disciplina è oggetto di pronostici e scommesse sportive.
Nell’ambito delle specialità dell’atletica, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (AAMS) consente di scommettere sull’atleta Vincente della gara, sulla squadra/atleta Vincente delle Olimpiadi e sul Piazzamento sul Podio di una squadra/atleta. Disponibili anche le scommesse pre-evento come la giocata sul Nuovo Record del Mondo (se verrà o meno battuto il record attuale) e le scommesse in modalità Live. Le giocate sono realizzabili anche online sui siti autorizzati dall’AAMS come il portale del noto bookmaker SNAI, nella sezione scommesse sportive.
E per quanto riguarda le curiosità sulla città che ospiterà i prossimi Mondiali 2019?
Possiamo affermare che l’Italia non è tra i candidati. Tra le città in lizza per ospitare il grande evento ci sono: Barcellona, affascinante cornice dei Giochi Olimpici del 1992, Doha, sede di uno dei meeting IAAF più prestigiosi, ed infine la capitale dell’Oregon, Eugine, una delle sedi madre dell’atletica leggera internazionale. Staremo a vedere!

Il potere del movimento

IMG_0608L’attività fisica è una delle armi più potenti che abbiamo per preservare il nostro benessere. Su cui ci dovrebbero  essere più investimenti pubblici, a ogni livello. perchè si tratta di interesse davvero generale.

Noi vediamo il nostro presidente della Repubblicare fare sport? il nostro Presidente del Consiglio ? il Ministro della Sanità?…..

Negli USA siamo abituati a vedere il Presidente degli stati Uniti fare jogging . Michelle Obama ha voluto un orto nella Casa Bianca, tutto questo serve a sensibilizzare la popolazione.

Di questi tempi imperversano (sulle tv di stato) ospiti televisivi sedicenti nutrizionisti che affermano l’inutilità dell’attività fisica per dimagrire e stare in salute. L’intento di costoro è abbastanza chiaro:poichè  spacciano diete miracolose basate alla fine solo su restrizioni caloriche ben travestite, la perdita di massa muscolare diventa un tassello importante per far credere ai malcapitati che passano dalle loro mani di essere effettivamente dimagriti,quando invece hanno solo perso peso muscolare, e con esso la salute.

Bisogna capire la differenza tra dimagrimento e dimagrimento con perdita di grasso, acqua,muscolo.

Lo stile di vita e nutrizionale che viene “sponsorizzato” crea nuovi malati di diabete, cancro,allergie,depressione, obesità,malattie cardiovascolari, dislipidemie, producendo un eccellente fatturato per fare poi finta di curarle,chiudendo così un circolo vizioso che parte da una diffusa e confusa ignoranza nutrizionale.

Perchè il farmaco sport non viene somministrato in modo massivo all’intera popolazione per prevenire e curare la maggior parte delle malattie?  Meno farmaci, meno ricoveri, meno farmaci.

Il risparmio sarebbe così elevato che la spesa per gli impianti sportivi, per le visite mediche, per l’acquisto dei materiali sarebbe così minimo rispetto ai benefici che …….

Lo stare bene non  genera fatturato farmaceutico e ospedaliero…..

A volte mi chiedo come uomini di cultura o di scienza non parlino di questo farmaco naturale gratuito…. anche questa è conoscenza e perchè ignorarla?

Sovrallenamento o Overtraining

Il pulsossimetro  è chiamato anche ossimetro o saturimetro. Pulsossimetro

Il  pulsiossimetro è uno strumento che  serve per misurare la frequenza  cardiaca attraverso il dito.

Il pulsossimetro rileva anche la percentuale di ossigeno presente nel sangue, da qui il nome di saturimetro.

Il principio di funzionamento di un saturimetro è molto semplice: una sonda genera fasci di luce nel campo del rosso e dell’infrarosso, questi fasci attraversano la cute e la circolazione del paziente (generalmente viene applicato ad un dito), per poi arrivare ad una fotocellula. Conoscendo la quantità di luce iniziale e quella finale, l’apparecchiatura è in grado di calcolare la saturazione dell’ossigeno nel paziente, grazie a formule fisiche piuttosto complesse, in quanto l’emoglobina ossigenata assorbe la luce a precise lunghezze d’onda.

La valutazione di tale valore è utile per misurare l’efficienza della funzione polmonare di ossigenazione del sangue in numerose situazioni patologiche quali l’asma bronchiale, l’edema polmonare acuto, neoplasia polmonare, traumi toracici ecc..

Il dato che ci interessa è quello delle pulsazioni a riposo, cioè quello rilevato appena svegliati senza essersi alzati dal letto. Questo dati ci permette di capire se rischiamo di andare in sovrallenamento o overtraining.

Di fatto, detto in termini molto semplici, si ha sovrallenamento quando l’attività fisica praticata è talmente intensa (sia in termini qualitativi che quantitativi) che l’organismo non è in grado, nel periodo di recupero, di smaltire la fatica accumulata.

Il sovrallenamento colpisce dunque gli atleti che praticano una disciplina sportiva in modo eccessivamente intenso, duraturo e frequente; le discipline interessate possono essere le più svariate, ma senza ombra di dubbio il problema del sovrallenamento si riscontra più comunemente in coloro che praticano sport di resistenza, (come si può facilmente intuire, è decisamente più probabile che il sovrallenamento colpisca un maratoneta o un ironman che un giocatore di calcio o tennis).

Le cause del sovrallenamento possono essere:Pulsossimetro

-allenamento eccessivo

-errata alimentazione

-mancato riposo o sonno insufficente

-stress familiare o lavorativo (fattore esterno)

 

Il sovrallenamento è una malattia che ha sintomi ben precisi:

-Elevata frequenza cardiaca a riposo – Basta provare ogni mattina il battito cardiaco per verificare se è aumentato. Perché si possa parlare di sovrallenamento è necessario che la frequenza aumenti di 8-10 battiti al minuto.

-Disturbi gastrointestinali

-irritabilità,

-Diminuzione della libido,

-dolori muscolari prolungato,

-abbassamento delle difese immunitarie

-depressione,

-astenia,

-dimagrimento

È ovvio, come già detto precedentemente, che una delle cause principali del sovrallenamento è il carico delle gare e degli allenamenti senza che si dia il tempo all’organismo di recuperare;

Consiglio di rispettare il principio delle 3 settimane di carico + 1 di scarico e di alimentarvi entro 1 ora dalla fine dell’allenamento

Sia i carboidrati che le proteine in associazione producono effetti  migliori sulla sintesi di glicogeno e la sintesi proteica (=costruzione muscolare)  rispetto all’assunzione di soli carboidrati o sole proteine nel post allenamento.

Il momento migliore del pasto di recupero sarebbe nell’immediato post allenamento, cioè tra i 15′ e l’ora dal termine dell’allenamento. Questo perchè è proprio in quello speciale lasso di tempo che gli “operai” della ricostruzione sono più attivi. Ma senza materiale per ristrutturare le proteine muscolari o ripristinare  le scorte di glicogeno gli “operai” possono fare ben poco. Infatti ormoni come il testosterone, il GH, l’IGF-1 necessitano di proteine o aminoacidi per “restaurare”le proteine muscolari, mentre l’insulina ha bisogno di carboidrati come segnale per entrare nel circolo ematico e mediare l’entrata degli zuccheri nelle cellule muscolari ed epatiche. Il pasto post allenamento è inoltre indispensabile  per smorzare la produzione del cortisolo, l’ormone dello stress. Se da una parte è un ormone fondamentale per generare un adattamento agli stimoli dell’allenamento, dall’altra un suo eccesso porta ad un fatale consumo dei muscoli come propellente per far fronte all’esigenza di energia.

Anche l’enzima glicogeno sintetasi ha bisogno di carboidrati per avere i mattoni glucidici e mettersi all’opera.

In generale si parla di 1 gr di carboidrati/kg di peso corporeo entro la prima ora post allenamento.quella di proteine varierà dai 15 ai 30 gr totali  (15 gr se attività aerobica come la corsa, bici o nuoto) a seconda del tipo di sport, yogurt , prosciutto crudo, tonno, uova.

Ebbene si dopo l’allenamento vanno benissimo i carboidrati ad alto indice glicemico!!!! e le bevande zuccherate,tanto sconsigliate ai sedentari!!!!

 

 

McFarland Usa

mcfarland-usaOgni tanto pubblico qualche foto con piccoli estratti da Libri inerenti la corsa o altri sport ….oggi pubblico due righe su un film della Disney sulla Corsa Campestre. La corsa ha sempre una valenza sociale  e non è mai fine a se stessa.

 

Jim White (Kevin Costner) è un professore di educazione fisca che viene spostato da scuola in scuola a causa del suo carattere impulsivo. Arriva in questa piccola e povera città, dove inizia ad insegnare, e formerà una squadra di 7 ragazzi per la corsa campestre, con la speranza di deviare il loro sicuro e non promettente futuro. La povertà e la criminalità presente a McFarland( località della California a nord rispetto a Los Angeles, vicino a Bakersfield ) saranno grandi ostacoli per la squadra. Ma nonostante tutto il coach riuscirà a portarli alle gare nazionali. Il finale non lo svelo ma consiglio la visione.

 

A volte mi stupisco per le emozioni che lo sport vero o finto riesce a darmi.

 

 

Open

openOpen Andre Agassi La mia storia

Se colpisci 2500 palle al giorno, cioè 17500 la settimana, cioè  1 milione di palle l’anno, non potrai che diventare un  numero 1.

Alcune frase del libro:

“Andre, non proverò mai a cambiarti, perchè non ho mai provato a cambiare nessuno. Se fossi stato capace di cambiare qualcuno avrei cambiato me stesso. Ma so che posso darti la struttura e il progetto per ottenere quello che vuoi. C’è differenza tra un cavallo da tiro e un cavallo da corsa. Non lintratti allo stesso modo. Si parla tanto di uguaglianza, ma non sono sicuro che uguale voglia dire allo stesso modo.”

Mi colpisce la rapidità con cui il surreale diventa normale. Mi meraviglio di quanto poco eccitante sia essere famoso, di quanto siano ordinarie le persone famose. Sono confuse, incerte,insicure, e spesso odiano ciò che fanno”

“Il problema è il perfezionismo. Cerchi sempre di essere perfetto senza riuscirci.Non devi per forza essere il migliore al mondo, devi soltanto essere meglio di una persona. Invece di far bene tu, lascia che sbagli lui.”

“dobbiamo tutti avere cura gli uni degli altri ma dobbiamo anche avere cura di noi stessi, dobbiamo prendere con cura le nostre decisioni, intrattenere con cura i ns rapporti interpersonali, riflettere con cura su ciò che diciamo. dobbiamo gestire la ns vita con cura per evitare di diventare delle vittime”. Mandela

 

 

ZATOPEK La Locomotiva Umana

Zàtopek La locomotiva umana

Zàtopek La locomotiva umana

ZATOPEK La Locomotiva Umana di Marco Franzelli

Domenica 27 Luglio 1952 , Maratona, Olimpiadi di Helsinki:

All’approssimarsi del ventesimo chilometro, Zatopek e Jansson balzarono su Peters, in evidente difficltà. I tre continuarono in compagnia, finchè Zatopk- così si racconta-  si rovolge agli altri due dicendo, in inglese:” Prima d’ora non ho mai corso una maratona, ma non credete che dovremmo andare un po’ più forte?” Nè Peters nè Janson si sentirono di rispondere. Emil decise a quel punto che era meglio andarsene per conto suo. E lo fece……… . Tutta colpa di quel 30° km. Un appuntamento con il destino al quale non sfuggì neanche Emil. Si sentì allìimpovviso solo e stanco e dolore alle piante dei piedi….al 35° km Emil strinse i denti,ricacciò indietro il dolore, sul volto la smorfia che più smorfia non avrebbe potuto e gettò il cuore oltre tutti gli ostacoli. Fu in quel momento che capì davvero che cos’era correre la maratona.

Vinse all’Olimpiade i 5000 metri, 10.000 metri e la maratona. Aveva reso possibile ciò che si pensava impossibile

“Io ero felice quando venivo premiato con una tuta nuova”

“Un atleta dovrebbe correre con la speranza nel cuore i sogni nella testa e pochi soldi nelle tasche”

 

 

LA CORSA SEGRETA di Tyler Hamilton

La corsa segreta Limina

La corsa segreta Limina di Tyler Hamilton e Daniel Coyle

 

La corsa Segreta di Tyler Hamilton e Daniel Coyote

La verità dietro i successi: il ciclismo tra doping, connivenze e coperture. Alcuni estratti:

Ma nelle situazioni dove tutto è spinto al limite mentale e fisico, ecco, li ho un dono: vado avanti. Comunque. Costi quel che costi. E più le cose si fanno dure e  meglio vado….non puoi respingere il dolore. Devi accoglierlo.

Scoprii che quando davo tutto, quando mettevo il cento per cento in una qualche prova dura, impossibile, quando il mio cuore batteva come un martello pneumatico, quando l’acido lattico sfrigolava nei miei muscoli, quando stavo così, stavo bene, a posto, bilanciato. Lo sforzo era la mia salvezza. I test non sanno misurare l’attitudine a soffrire.

Se volete sapere come funziona il sistema basta leggere il libro dell’ex oro Olimpico (2004)….cortisone, steroidi, epo, trasfusioni ecc..

LA VERITA’ RENDE L’UOMO LIBERO

Partire per correre

Qualunque allenamento tu sia in procinto di affrontare, qualunque sia il tuo stato d’animo, qualunque sia la distanza che percorrerai, la corsa è un atto di scoperta e solitudine. Ma anche scoperta in herosolitudine.

Prima della partenza c’è sempre l’entusiasmo del viaggio, la voglia di scoprire cose nuove che riguardano noi stessi, il mondo che ci circonda e i nostri limiti. Sia fisici che mentali. La corsa che stai per fare ha sempre qualcosa di ignoto, non sai come andrà o cosa succederà; hai solo voglia di iniziare.

È ora di andare. Inizia l’esplorazione, il viaggio. E cosa troverai lo scoprirai tra poco. I primi momenti di corsa  sono gioia pura, vitalità, divertimento, entusiasmo proprio come prima di partire per un viaggio. Non importa il percorso, potrebbe essere quello che ho già fatto molte volte ma sarà sempre diverso, perché io sono diverso, perché incontrerò persone diverse, perché la fatica sarà diversa.

A questo punto sei fuori, stai correndo, ascolti il tuo corpo e osservi quello che hai attorno. Sei spettatore con un occhio speciale, ti senti speciale. Lo sei.
Vedi le cose in modo diverso quando corri perché la tua sensibilità cambia: i muscoli richiedono tutto l’ossigeno e gli zuccheri che hai; il cervello si adegua concentrandosi su pochi pensieri e modificando le tue percezioni. E tu, un po’, ti senti osservatore distante e distaccato.

 

tratto da Runlovers, immagine di The Secret Life of Walter Mitty

L’Autore

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Stefano Donadio

Da esperto di attrezzature fitness a "ultramaratoneta"...
Da tradizionale buongustaio a "gourmet del bio"...
Lavoro e passione, un connubio perfetto!



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