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Born to Run

Born to Run di Christopher Mcdougallborn to run

Un libro che parla dei Tarahumara un popolo capace di iniziare a correre in qualsiasi momento. Questa popolazione vive in Messico negli impervi Copper Canyon, tra di loro si definiscono rarámuri, che significa “pianta idonea per la corsa”.

Alcuni estratti:

“Diventa amico del dolore, e non sarai mai solo” Ken Chlouber minatore e creatore della Leadville Trail 100.

“Solo a colui che preferisce la cura del proprio corpo al dominio sull’impero può essere affidato l’impero” Lao Tze

Chi è più motivato a vincere,d’altra parte? Il predatore o la preda?. Il leone può essere sconfitto e tornare a caccia domani,ma la gazzella ha un solo errore a sua disposizione.

Era questo il vero segreto dei Tarahumara: non avevano mai scordato cosa vuol dire amare la corsa. Ricordavano che la corsa è stata la prima delle belle arti dell’umanità,il nostro atto originario di creazione ispirata. Molto prima di scarabocchiare sulle pareti delle grotte e di battere il ritmo su tronchi vuoti,avevamo perfezionato l’arte di combinare il respiro, la mente e i muscoli in un fluido movimento autopropulsivo su un terreno selvaggio. E quando i nostri antenati fecero le loro prime pitture rupresti, quali furono i loro soggetti? L’uomo corridore. La corsa sulla lunga distanza era venerata perchè era indispensabile, era il modo per sopravvivere, prosperare e diffonderci su tutto il pianeta.  Correvamo per mangiare e non essere mangiati. Siamo nati per correre.

Quando corri sulla terra e corri con la terra,puoi correre per sempre.

Le scarpe bloccano il dolore, non l’impatto! Il dolore ci insegna a correre in maniera giusta e comoda! Dal momento in cui cominciamo ad andare scalzi, cambierete completamente il vostro modo di correre.

Fino al 1972, quando la Nike inventò le moderne scarpe da atletica, la gente correva con scarpe con le suole molto sottili, aveva piedi più forti e la frequenza di infortuni alle ginocchia era molto inferiore.

Gli esseri umani devono obbligatoriamente fare attività aerobica per restare in salute e io credo che questa necessità affondi le radici nella nostra storia evolutiva. Se c’è una panacea in grado di rendere sani gli esseri umani, quella è la corsa

L’impatto sulle gambe dovuto alla corsa può essere fino a dodici volte il vostro peso corporeo, ed è quindi assurdo pensare che un centimentro di gomma farà molta differenza.

Tutti pensano di sapere come si corre, ma è un attività delicata quanto qualsiasi altra, la maggior parte della gente di dirà che corre come corre. E’ ridicolo. Per caso la gente nuota come nuota? in ogni sport è fondamentale prendere lezioni.

Il corpo ha bisogno di subire traumi per diventare resistente. Segui la stessa routine quotidiana e il tuo sistema muscolo-scheletrico capisce subito come adeguarsi e comincia amettere il pilota automatico

Le salite sono un lavoro di velocità travestito

Se non avete una risposta ai vostri problemi dopo 4 ore di corsa, probabilmente non ce l’avrete mai.

Quando non riesci a rispondere ad una domanda prova a capovolgerla. dimentica che cosa permette a un aninamle di andare veloce, e chiediti invece che cosa lo rallenta.

Le lepri possono raggiungre una velocità di 72 km/h e possono tenere questa velocità per un km scarso. Giaguari, coyote e volpi possono mantenere la loro velocità massima per un tempo maggiore manon superano i 65 km/h. Il coniglio ha 45 secondi per salvarsi o soccombere. La necessità di immettere aria potrebbe aver determinato il modo in cui si è strutturato il nostro corpo.

Nessuno aveva capito perchè i primi ominidi si fossero differenziati dal resto della creazione alzando le mani da terra e cominciando a stare in piedi. Lo avevano fatto per respirare. Gli uomini si sarebbero evoluti per poter correre? le specie evolvono in base a ciò che gli riesce meglio, non in base a ciò che gli riesce peggio. E gli esseri umani,come corridori, non sono semplicemente scarsi: sono un disastro. Una volta che abbiamo tolto le mani da terra, è andato tutto a scatafascio, abbiamo perso velocità e potenza nella parte superiore del corpo. Allora come mai l’evoluzione ci avrebbe fatto diventare più deboli invece di più forti? sembravamoi i candidati perfetti per l’estinzione.  L’uomo di Neandertal è parallelo alla nostra e si battè con L’Homo sapiens nella lotta alla sopravvivenza. i Neandertal erano migliori di noi da ogni punto di vista. Dall’arrivo in Europa dell’Homo sapiens , l’uomo di Neandertal si era estinto, fosse per l’abilità nella corsa?  C’era un solo modo studiare le ossa. Gli uomini sono stati gli unici corridori privi di coda. Se gli uomini fossero stati progettati per la camminata e non per la corsa avremmo dovuto essere simili agli animali camminatori. Gli scimpanzè era il punto di partenza perfetto sono u guali a noi per il 95 % del DNA. Non condividiamo il tendine d’Achille il nostro piede è arcuato quello degli scimpanzè è piatto. Le nostre dita dei piedi sono corte e drittte quelle degli scimpanzè no.  Noi abbiamo il grande gluteo loro no noi abbiamo il legamento dietro la testa come i cani e i cavalli e a un camminatore questo legamento non serve. Il corpo umano è cambiato nel tempo adottando via via le strutture tipiche degli animali corridori. I tendini molleggiati immagazzinano energia el a restituiscono proprio come le fasce elastiche quindi siamo fatti per essere dei maratoneti e non degli scattisti. Nonostante il cavallo abbia zampe lunghe e ne abbia quattro l’uomo ha il passo più lungo del cvavallo, il cavallo sembra fare grandi balzi in avanti, ma i suoi zoccoli tornano indietro prima di toccare terra. Tutti i mammiferi corridori ad ogni passo corrisponde un solo respiro l’unica eccezzione è l’uomo e siamo gli unici che disperdiamo il calore tramite la sudorazione, gli altri si raffreddano tramite il respiro il ghepardo a 40 gradi si ferma noi grazie alla sudorazione possiamo nadare avanti. i mammiferi corridori o smaltiscono con il respiro o si fermano e muoiono. Da qui la caccia di persistenza.

I ragazzi dai 19 anni diventano ogni anno più veloci fino a raggiungere il picco a 27. Dopo i 27 inizia il declino. Siamo degli ottimi corridori di resistenza ma lo siamo anche per un periodo di tempo incredibilmente lungo  a 64 anni torniamo ad averne 19.  Non si smette di correre perchè si invecchia ma si invecchia perchè si smette di correre.

Se pensi di  non essere nato per correre non stai rinnegando solo la tua storia. stai rinnegando ciò che sei.

 

 

 

 

 

100 km del Passatore 2014

Che bravi gli atleti umbri alla 100 km del Passatore! La gioia di Stefano Donadio e Lorena Piastra

26.05.2014 19:38 di Antonello Menconi

E’ una delle gare più affascinanti tra quelle che si disputano in Italia. La 100 Km del Passatore, che congiunge le città di Firenze e Faenza. Una gara massacrante, considerando che il percorso presenta salite e discese, tratti oscuri ed insidiosi, con il cambio della temperatura più volte durante la gara. Partendo infatti alle 15 del sabato, per molti l’arrivo è in piena notte. Come ogni anno, non sono mancati gli atleti perugini ed umbri in gara. Il primo umbro a tagliare il traguardo è stato l’eccezionale Stefano Donadio (nella foto con la medaglia), perugino doc di 39 anni, portacolori della Dream Runners Perugia, che ha chiuso al trentesimo posto con il tempo di 8 ore 38 minuti 53 secondi, chiudendo quinto di categoria. Una prova eccezionale per lui, che sta diventando un autentico specialista delle ultramaratone, destinato a crescere ulteriormente. Tra le donne altra brillante prestazione da parte dell’infaticabile Lorena Piastra del Cdp-T&RB Group Area Sistema, la squadra podistica del Circolo Dipendenti Perugina, che ha chiuso trentunesima tra le donne, con il tempo di 10 ore 43 minuti 46 secondi. A vincere è stato Giorgio Calcaterra, 42 anni compiuti lo scorso febbraio, il “taxi driver” di Roma ha fatto sua la 42esima edizione della competizione con il tempo di 7 ore 5 minuti 5 secondi. Per lui, nona vittoria consecutiva, che lo confermano il più grande atleta italiano e mondiale della specialità. Vanno ricordate però le prestazioni di altri atleti umbri, quali ad esempio Massimiliano Falleri del Marathon Città di Castello con 8 ore 44 minuti 19 secondi, Roberto Bellini del Ce.Se.Nal. Foligno con 8 ore 49 minuti 23 secondi, Moreno Piampiano dello stesso Cdp con 11 ore 28 minuti 33 secondi, Mirco Proietti Gagliardoni, con un passato anche da calciatore per un anno nelle giovanili del Milan, tesserato per la Podistica Avis Deruta, con 12 ore 30 minuti 54 secondi, Francesco Canapari, anche lui dell’Atletica Avis Perugia, con 12 ore 37 minuti 52 secondi. Eccezionale, tra le donne, la priva di Silvia Del Bianco, consorte dello stesso Canapari e compagna di squadra, con il tempo di 12 ore 5 minuti 48 secondi. Si è dovuto invece ritirare Massimiliano Sfondalmondo, altro portacolori dell’Avis Perugia.

articolo tratto da Perugia 24 vedi linkhttp://www.perugia24.net/news/che-bravi-gli-atleti-umbri-alla-100-km-del-passatore-la-gioia-di-stefano-donadio-e-lorena-piastra-5316

Sotto articolo pubblicato sul Messaggero

articolo del Messaggero

articolo del Messaggero

Stretching

Lo stretching  non si dovrebbe mai effettuarlo con i muscoli a freddo. Il consiglio abituale è di riscaldarsi prima con circa 15 minuti di attività aerobica leggera, corsa lenta (quel tanto per stretching_beforeaumentare la temperatura corporea alzare il battito cardiaco e indurre una lieve sudorazione).

Lo stretching va fatto alla fine della seduta di allenamento della corsa per strada o sul tapis roulant o nel caso di alcune sessioni di allenamenti veloci potete svolgere dopo il riscaldamento alcuni esercizio di stretching dinamico.

  Per quanto riguarda le sessioni di pesi consiglio uno stretching leggero tra una serie e l’altra può servire ad aumentare l’afflusso di sangue, aumentando in tal modo il pompaggio muscolare. Sollevare un peso, ossia la fase concentrica della contrazione, porta ad un accorciamento delle fibre muscolari e lo stretching tra una serie e l’altra può aiutare a riallineare le fibre muscolari, cosa che aumenta l’efficienza delle proteine muscolari contrattili. Come risultato riuscite ad eseguire una serie più intensa. Alcune persone suggeriscono anche che lo stretching tra le serie può ridurre l’indolenzimento muscolare, anche se altri studi mettono in discussione quell’affermazione.

      Se non si fa alcun tipo di esercizio per la flessibilità, si diventa più rigidi e meno flessibili con il passare degli anni. Gli studi mostrano che la flessibilità diminuisce del 20-30% tra i 30 e i 70 anni. Con l’invecchiamento,una proteina strutturale del tessuto connettivo chiamata collagene cambia. Le proteine del collagene, passando gli anni, sviluppano un numero maggiore di legami trasversali rendendo il tessuto connettivo meno flessibile. L’arco di movimento di varie articolazioni di tutto il corpo si riduce, riducendo con ciò la mobilità. La buona notizia è che l’esercizio serve a diminuire una tale fibrosi dei tessuti e può prevenirla in ottima misura.

     Gli studi eseguiti con persone più anziane mostrano che chi è dedito ad una regolare attività fisica, compreso l’allenamento con i pesi e lo stretching, presenta gradi di flessibilità confrontabili a quelli di persone molto più giovani.

     Lo stretching statico consiste nell’assumere una posizione di allungamento, quindi mantenerla dai 30 ai 60 secondi. La maggioranza degli esperti di stretching suggerisce solitamente di mantenere l’allungamento per 20-30 secondi, poi ripeterlo dalle quattro alle cinque volte. Lo stretching statico, o lento, promuove il riflesso di allungamento contrario indotto dagli organi tendinei del Golgi, il quale porta al rilassamento muscolare e ad uno stiramento migliore. Si dovrebbe eseguire lo stretching solo fino al punto di leggera tensione muscolare. Superare quel punto, o tentare di sovrastirare il muscolo, porta all’attivazione dei fusi muscolari, i quali, a loro volta, determinano un accorciamento e un irrigidimento muscolare. È possibile avere un effetto di sovraccarico mantenendo ogni allungamento per tempi gradualmente maggiori.

         Al confronto dell’allenamento con i pesi o perfino dell’aerobica, lo stretching è rilassante, riduce la tensione e può aumentare molto bene sia la mobilità sia la longevità atletica. Un altro punto da sottolineare: gli uomini non dovrebbero cercare di competere con le donne in questo settore.


Il mio Passatore

Un sms prima della partenza che ti cambia la gara e la vita!!!

Amore mio ho appena letto un articolo sul passatore di uno Stefano che c’era…ha impiegato più di 19 ore ma l’emozione,mentre leggevo le sue parole, è stata così forte che non riesco a smettere di piangere. E’ solo questione di testa gli diceva la moglie e lui ha portato avanti la gara proprio con la testa.

Amore ti amo per come sei, per quello che porti avanti, per i tuoi ideali e per la tua grande determinazione.

Non sarò accanto a te personalmente ma ti accompagnerò per tutta la gara li stesso. Ricorda che nei momenti più bui sarò nel ciglio della strada ad incitarti, anche Michi sarà con te.

Amore emozionati. A noi lo stai già facendo… Ti amo

 

Quando sei talmente stanco e hai dato tutto e ti senti vuoto è in quel momento che riesci a vedere cosa c’è dentro di Te.

 

La corsa sul tapis roulant

La corsa su tapis roulant simula molto bene quella all’aperto. Chi non ha mai provato a farlo crede che per correre sul tapis roulant sia sufficente sollevare i piedi anche di pochi centimetri, quel TX fitnesstanto che basta per lasciar scorrere il nastro, dunque facendo una fatica minima. Sono gli stessi convinti che su una nave con una pista da 100 metri, si impegni un tempo maggiore a percorrerli nella direzione del moto dell’imbarcazione che in senso opposto ma seguendo lo stesso ragionamento, su un aereo che va a 1000 km/h una mosca, per passare da un posto dell’ultima fila a uno della prima dovrebbe muoversi più rapidamente dell’aereo!!! .

In realtà quando si è su un tapis roulant, su una nave o un aereo, si acquista l’energia cinetica di quel mezzo di trasporto. Sul tapis roulant, dunque, non si potrebbe rimanere nello stesso punto  se non si esercitasse una spinta verso l’avanti-alto del tutto simile a quella che si esprime quando si corre su strada a una velocità analoga a quella del nastro.

Ci sono soltanto due differenze: la prima è la risposta all’appoggio, che però cambia anche quando si passa dalla stada alla pista e varia a seconda dei modelli di tapis roulant. La seconda è il non dover vincere la resistenza dell’aria che,in ogni caso, rappresenta una percentuale molto piccola della spesa totale, sopratutto alle velocità tenute da chi non è un campione di livello internazionale.

Vari pregi del tapis roulant:

-consente di correre anche quando le condizioni esterne sono molto sfavorevoli, per esempio il troppo caldo o il freddo eccessivo ( ma anche lontani da fonti di inquinamento)

-permette di mantenere una velocità costante e di simulare le salite della pendenza che si desidera

-se a fianco si ha un grande specchio è possibile controllare il proprio gesto tecnico, eventualmente sforzandosi di correggere un certo difetto

-rende possibile correre, senza dover fare spostamenti da casa

Tabella soglia Maratona

Nella Tabella sono riportate delle indicazioni di andatura espresse in minuti e secondi per chilometro e di velocità in chilometri all’ora.

Nelle ultime righe viene anche indicato, per le tre andature, quello che succede nell’organismo dal punto di vista delle fibre muscolari che intervengono, della percentuale di carboidrati utilizzati, della concentrazione di lattato nel sangue e della massima durata dello sforzo a quella andatura.

 

 

 

 

 

 

Pronatori e Supinatori

L’appoggio neutro:  durante la corsa il normale movimento del piede parte dalla parte esterna del tallone  passando al centro dell’arco plantare e verso l’interno dell’avampiede, appoggio e spinta, cosidetta rullata.

Il Supinatore come potete vedere nella figura consuma prevalentemente le scarpe verso l’esterno in questo caso il corridore non deve fare affidamento a nessun sistema di correzione, bisogna solo ed esclusivamente acquistare delle scarpe neutre, non è considerato un difetto.

Il Pronatore consuma le scarpe verso l’interno e necessita di scarpe definite stabili.

Il 70% dei podisti può acquistare scarpe neutre (eccetto i pronatori) della categoria A3 massimo ammortizzamento. Esistono tantissimi pronatori che non sanno di esserlo e difficilmente acquistano scarpe adatte a loro.

Dolore al fianco: le cause

Le cause principali sono 2, e si differenziano in relazione al momento dell’insorgenza del dolore:all’inizio dell’attività oppure dopo un certo tempo.

-Il dolore ad inizio attività è dovuta alla brusca chiamata in gioco del fegato. Se l’azione di corsa è da subito intensa senza un adeguato riscaldamento, il tessuto muscolare chiede aiuto al fegato che deve impegnarsi per arricchire il sangue di glucosio, il rimedio in questo caso è la gradualità nello sviluppo dello sforzo.

I muscoli utilizzano come carburante il glucosio ivi stivato sotto forma di glicogeno. Il meccanismo è rapido ma non immediato.

-La seconda causa di dolore al fianco destro ha invece cause più complesse ed è connessa  con la presenza di micro calcoli all’interno della cistifellea (o colecisti). Il fenomeno si ripete ad ogni allenamento di solito dopo un certo numero di km.  I micro calcoli si formano temporaneamente durante la corsa prolungata proprio a causa della disidratazione indotta dallo sforzo e poi ritornano a sciogliersi. La prevenzione deve prevedere una corretta idratazione sia prima sia durante lo sforzo.

Per depurare il fegato bisogna eliminare i cibi troppo elaborati in favore di alimenti semplici, eliminare i prodotto industriali come bibite,dolci,biscotti,merendine ecc, ridurre i salumi e formaggi,consumare tanta verdura e frutta ricche di acqua.

La fibra presente nella frutta e nella verdura ma anche nei cereali integrali e nei legumi aiuta l’organismo a depurarsi . Bisogna anche bere molto perché l’acqua permette di eliminare le tossine. Tra le verdure le migliori  sono la cipolla e il carciofo.

Che piede hai?

Piede Normale

 

Piede Cavo

 

Piede Piatto