Archivi per la categoria ‘Corsa’

L’arte Giapponese di Correre

Consiglio la lettura del libro L’arte Giapponese di Correre di Adharanand Finn, Segreti e tecniche di un’ossessione.

Lo sapevate che i giapponesi sono il popolo più ossessionato al mondo della corsa? conoscete L’Ekeiden? (maratona a staffetta molto famosa in giappone), sapevate che ci sono dei monaci che corrono mille maratone per raggiungere l’illuminazione? Come mai i Giapponesi sono così veloci?

…….

Il chiodo che sporge va martellato“, (ci fa capire lo spirito di gruppo impensabile da noi)

Valore della solidarietà contro la competitività

Non so se sia vero ma ” una volta hanno provato a introdurre le api europee in Giappone, ma sono state sterminate dai calabroni giganti perchè non riuscivano a difendersi. Quando i calabroni arrivavano all’alveare, le operaie uscivano una alla volta per respingere l’attacco e non avevano nessuna chance contro i calabroni, che staccavano la testa a tutte. Le api Giapponesi aspettavano che il calabrone entri nell’alveare, poi tutte insieme lo circondano e sbattono le ali finchè la temperatura nell’alveare sale e l’aria si satura di anidrite carbonica. Il calabrone non resiste alle alte temperature ed a elevati livelli di anidride carbonica e muore.

…….

Lo scopo della loro sfida è esaurire la mente,l’ego,il corpo,tutto, finchè non rimane nulla. Quando sei nulla, allora spunta qualcosa per riempire lo spazio

Ognuno ha bisogno di trovare qualcosa che vada bene per lui,che funzioni per il suo corpo,per quello che sta facendo nella sua vita.  ma è solo una delle tante vie diversi che portano nello stesso posto.

L’idea del sentiero della vita è molto diffusa in Giappone. Spesso lo sport è visto come un percorso verso la compiutezza dell’essere, gli sport tradizionali sono judo, kendo terminano con il suffisso do appunto via.

La corsa può essere la via per raggiungere la realizzazione di sè.

La corsa è purezza, forza, schiarisce la mente, ci mette in contatto diretto con la nostra essenza, fatica, dolore e all’improvviso  anche armonia con il mondo .

Quando subentra il dolore, la spinta ad andare avanti deve venire da dentro.

…….

Prima dell’illuminazione, spacchi la legna e porti l’acqua.

Dopo l’illuminazione, spacchi la legna e porti l’acqua.

Proverbio Zen

 

Prendersi cura dell’intestino

KefirPrendersi cura dell’intestino è’ fondamentale, per la sua stretta connessione con il cervello. Per migliorare le proprie performance atletiche. E sopratutto per essere più felici.

Il numero di cellule microbiche che albergano nell’intestino supera di 10 volte quello delle cellule che compongono il corpo umano. I geni, 150 volte più numerosi rispetto a quelli presenti nel corpo umano, consentono all’intestino di svolgere un’enorme attività metabolica. I rapporti tra ciò che mangiamo, i livelli di attività fisica e la ricchezza dei microbiota è essenziale per mantenersi in salute.

Il microbiota influenza i livelli di un potente neurotrasmettitore, la seratonina,l ‘ormone della felicità, che influisce moltissimo sulla nostra vita regolando umore,sonno,sessualità e appetito. Deficit di seratonina causano depressione,disturbi del comportamento alimentare,manie e ansia, Il 95% della seratonina è prodotto dall’intestino, a partire dal triptofano,un aminoacido che dobbiamo assumere con l’alimentazione; quando i nostri batteri perdono il loro naturale equilibrio si crea una condizione detta disbiosi,in cui il microbiota inattiva il triptofano e non lo rende disponibile per la produzione della seratonina. Un intestino malandato quindi,che non produce correttamente seratonina, ci porterà facilmente a sentirci stanchi, nervosi, fino ad arrivare a patologie varie.

Bisogna quotidianamente consumare prodotti probiotici (kefir,yogurt) e prebiotici come frutta,verdura,cereali integrali.

Evitare antibiotici e farmaci in genere.

Fare attività fisica quotidiana (il movimento favorisce la crescita di tante specie batteriche diverse nel nostro intestino)

l’attività fisica allevia i problemi gastrointestinali,e quindi dovrebbe essere utilizzata come una modalità di trattamento primaria nella sindrome dell’intestino irritabile.

 

Attrezzi di Supporto per la Corsa

Dei piccoli attrezzi possono essere di suppurto per migliorare le vostre prestazioni di corsa . Potete usare gli oggetti che trovate in casa per eseguire meglio gli esercizio del vostro allenamento: aiutatevi con il manico di una scopa per avere più equilibrio o usate i gradini di casa per eseguire gli affondi e gli esercizi per i polpacci.

IMG_4816Pesetti e manubri

Iniziate con pesi molto leggeri,di 1 kg, poi passate gradualemnte a quelli più pesanti. Sia i pesetti che i manubri aggiungono resistenza, aumentano i benefici di molti esercizi. Potete scegliere tra gli uni o gli altri in tutti gli esercizi che richiedono peso. Se decidete di acquistare un paio di manubri,optate per un modello regolabile che permetta di variare facilmente il carico. Assicuratevi che abbia un solido meccanismo di bloccaggio che consenta di mettere e togliere i dischi in modo facile e veloce.  Per i pesi da 1 a 5 kg vi consiglio i manubri in neoprene, mentre se pensate di utilizzare anche un carico maggiore vi consiglio di acquistare i manubri a vite (e non a molla) componibili, (ghisa da 1,2,5,10 kg). Esiste anche la  ghisa gommata per evitare di rovinare un pavimento in legno.

 Gym ball

IMG_4818La Gym ball detta anche exercise ball,fitness ball, body ball o balance ball, questa palla gonfiabile è disponibile in varie dimensioni con un diametro compreso dai 25 ai 95 cm, le palle (pilates)  da 25 vengono utilizzate nel pilates, le misure più utilizzate sono quelle da 55, 65 e 75 cm. Trovate quella adatta alla vostra altezza e al vostro peso( quando vi sedete sulla palla, le cosce devono essere parallele al pavimento o leggermente più alte). La gym ball è un ottimo attrezzo che allena il core in modo davvero efficente. La superficie instabile richiede un continuo adattamento dell’equilibrio durante il movimento, migliorando il senso generale di bilanciamento e flessibilità.

 

 

 

IMG_4819Banda elastica

Detta anche fitness band, thera-band, dyna-band, stretching band ed exercise band, questo semplice attrezzo introduce nell’esercizio una resistenza. Hanno una funzione simile ai pesetti, ma a differenza di questi, la cui resistenza dipende dalla gravità, le bande sfruttano una tensione costante fornita dai muscoli per aggiungere resistenza ai movimenti e migliorare la cordinazione generale. Esistono anche bande elastiche con maniglie ( spesso tubolare) o bande chiuse (loop band) più piccole delle altre che aumentano la resistenza negli arti inferiori delle gambe e delle caviglie. Le bande elastiche hanno diversi colori a cui corrisponde una diversa resistenza, morbida, media e dura. Il colore varia dalla casa produttrice.

 

IMG_4815

 

 

Foam roller

Disponibile in dimensioni, materiali e densità diverse, può essere usato per esercizio di stretching, potenziamento ed equilibrio, per allenare la stabilità ed effettuare auto massaggi.

 

 

 

IMG_4817

 

 

Step

Si tratta di una piattaforma mobile regolabile in altezza che permette di lavorare efficacemente sui muscoli dei polpacci.

 

 

CORSA E BICI A CONFRONTO

diagrammapedalataRunning e ciclismo richiedono l’impiego degli stessi distretti muscolari, anche se con funzioni diverse e intensità variabili. Allo stesso modo anche tendini e articolazioni subiscono sollecitazioni diverse.

Se ben comprese e giustamente sfruttare queste differenze possono rappresentare  un grande vantaggio per il runner che , in fase di allenamento, scelga di utilizzare la bici come mezzo allenante alternativo alla sola corsa.

Con l’utilizzo di sofisticate strumentazioni si è visto che in bicicletta il lavoro al quale si obbligano le articolazioni degli arti inferiori come anca , ginocchio e caviglia , è nettamente inferiore a quello espresso duranet la corsa . La forza di compressione a livello tibio-femorale e il carico sul legamento crociato anteriore del ginocchio sono sensibilmente più bassi, così come quelli sul tendine d’Achille. I muscoli invece , vasto mediale e vasto laterale, estensori e flessori dell’anca, estensori e flessori del ginocchio, muscoli plantari e muscoli incidenti sulla caviglia, sono spesso più attivati in bicicletta che nel running, soprattutto in relazione a un aumento della frequenza di pedalata. Questo comporta un aumento dell’attività muscolare nella maggior parte di questi muscoli, senza però generalmente incidere sulla quantità di carico articolare.

pedalata

Ecco come lavorano i principali muscoli della gamba nelle due discipline:

Il quadricipite

Nella corsa:”tira su” ossia richiama la gamba verso l’alto e supporta il ginocchio durante la fase di impatto con il terreno

In bici: spinge il pedale nella power phase (fase di potenza)

I femorali

Nella corsa: si contraggono per alzare il piede nella fase di recupero dopo il contatto col terreno

In bici: sono utilizzati in piccola parte durante la fase di recupero per portare il pedale dal punto morto superiorea punto morto inferiore

I polpacci

Nella corsa: hanno un ruolo fondamentale nella fase di spinta

In bici: vengono utilizzati in piccola parte nella fase finale di spinta

Il gluteo

Nella corsa: ha la funzione di stabilizzare e sostenere il bacino, oltre che di supportare la spinta

In bici: inizia la fase di spinta, sostenendola per l’intero ciclo di pedalata; è il muscolo con maggior contributo alla produzione di forza

I flessori dell’anca

Nella corsa: controllano e sostengono il movimento degli altri muscoli

In bici: sono fondamentali nella fase finale di recupero

 

 

Partire per correre

Qualunque allenamento tu sia in procinto di affrontare, qualunque sia il tuo stato d’animo, qualunque sia la distanza che percorrerai, la corsa è un atto di scoperta e solitudine. Ma anche scoperta in herosolitudine.

Prima della partenza c’è sempre l’entusiasmo del viaggio, la voglia di scoprire cose nuove che riguardano noi stessi, il mondo che ci circonda e i nostri limiti. Sia fisici che mentali. La corsa che stai per fare ha sempre qualcosa di ignoto, non sai come andrà o cosa succederà; hai solo voglia di iniziare.

È ora di andare. Inizia l’esplorazione, il viaggio. E cosa troverai lo scoprirai tra poco. I primi momenti di corsa  sono gioia pura, vitalità, divertimento, entusiasmo proprio come prima di partire per un viaggio. Non importa il percorso, potrebbe essere quello che ho già fatto molte volte ma sarà sempre diverso, perché io sono diverso, perché incontrerò persone diverse, perché la fatica sarà diversa.

A questo punto sei fuori, stai correndo, ascolti il tuo corpo e osservi quello che hai attorno. Sei spettatore con un occhio speciale, ti senti speciale. Lo sei.
Vedi le cose in modo diverso quando corri perché la tua sensibilità cambia: i muscoli richiedono tutto l’ossigeno e gli zuccheri che hai; il cervello si adegua concentrandosi su pochi pensieri e modificando le tue percezioni. E tu, un po’, ti senti osservatore distante e distaccato.

 

tratto da Runlovers, immagine di The Secret Life of Walter Mitty

Come Preparare una Mezza Maratona in 8 settimane

Sotto troverete il mio allenamento ufficialmente partito il 1° agosto 2014, per  molti può essere motivo di spunto per preparare i propri allenamenti o semplicemente capire la metodica d’allenamento.

Queste 8 settimane culmineranno con una mezza maratona quindi 21.097 metri da correre intorno ad 1:20, per poi proseguire l’allenamento con altre 5 settimane in vista della Maratona di NY.

1° SETTIMANA 6 allenamenti

– Riscaldamento 20 minuti, 10 x 100 in salita in progressione, 30 minuti da 4:30 a 4.00 al km  (ho fatto 4:10 di media)   Massaggio

– corsa 1:15  (circuito potenziamento per addominali e braccia)

– corsa 1:10 con 6 x 1.000 a 3:45/50 al km con recupero a piacere

– riscaldamento +6 giri piccoli del percorso verde (sotto alberi) la salita veloce la discesa in recupero + 5 di defaticamento

– 1:20 corsa facile

– riposo (circuito potenziamento addominali e braccia)

– 1:45 corsa facile (ho fatto gli ultimi 5 km a 3:56)

2° SETTIMANA 7 allenamenti

2 serie da 8 x 100 in salita e 20 minuti da 4:30 a 4.00 al km (ho fatto sotto 4 di media)  Massaggio

– corsa facile 1:15

– 40 corsa facile + circuito

– circuito potenziamento + 20 riscaldamento + 8 km a 3:50 + 1 km a 4:15 + 1 km a 3:40 (fatto a 3:27)+ 10 defaticamento (10.000 fatti a 3:51)

– 1:20 corsa lenta

-1:20 corsa lenta con ultimo 20 minuti a 4 al KM

-1:45 corsa lenta ( 21 stramarzolina/collinare 4:18 di media 1:30)

3° SETTIMANA 6 allenamenti

– 20 riscaldamento + 10 x 200  in salita recupero di passo- 4 minuti di pausa + 6 km in progressione partendo da 4:15   Massaggio

– 1:20 con gli ultimi 20′ in progressione (circuito potenziamento addominali e braccia)

– riscaldamento + 12 km a 3:52  + defaticamento (fatti a 3:56 faticando, gambe pesanti) (il 12000 andrebbe fatto al passo del 10.000 variato della settimana prima) sensazioni :allenamento tosto con   gambe pesanti

– 1:20 corsa lenta (fatto 1:45  mezza maratona)

– riscaldamento + 1x 2000 (3:40) 4 minuti di recupero + 2×1000 (3:30) 3 minuti di recupero + 4 x 500 (1:40-42) 2 minuti di recupero

– 50 corsa lenta + 6/8 allunghi da 100 mt  oppure RIPOSO

– 1:40 corsa lenta con gli ultimi 30 minuti a 4:10   OPPURE 19 KM a 4:06 di media in progressione

4° SETTIMANA di scarico 6 allenamenti

-1:00

-1:10

-riscaldamento + 6 x 1000 (3:45) 2′ recupero sempre + 3×500 (1:45) defaticamento  (fatti a 3:41- e 1:37)

-1:20

– 50 corsa lenta

-riposo

Gara 14 km collinare sterrato

5° SETTIMANA 6 allenamenti

-1:05 corsa lenta (circuito di potenziamento)

-1:05 corsa lenta (circuito di potenziamento)

– ris + 8 x500 in 1.50 (cioè 3:40 al km) e 525 metri in 2:10 (cioè 4:08 al km) + 1 km in 4:15 + 2 km in 7:20 (cioè 3:40 al km) TOT 11.km

– 1:10 ho fatto 1:20

– risc + cronoscalata apparo 2km200 metri

– riposo

– 1:40 ultimi 40 da 4:30 a 4:00

6° SETTIMANA 6 allenamenti

-1:00

-risc + 4km a 3.45 + 1 km a 4.15 + 3 km a 3:40 + 1 km a 4:15 + 2 km a 3:38+ 1km a 4:10 TOT 12 km  (Fatti tutti a 3:45) lavoro molto duro

-40 minuti facili + 1 minuto forte 1 minuto piano x10 volte

-risc 1×2000 a 3:45 2:30 di riposo da fermo + 4×1000 in 3:35 sempre con 2:30 di recupero da fermo

-1:20  17,500 km

-2 ore (1:20 sotto 4:50 e 40 minuti a 4.20)  27 km a 4:30

-riposo

7° SETTIMANA 7 allenamenti in 6 giorni

-1:00 progressione finale

-risc + 7×1000 a 3:40 con 1 minuto di recupero (fatti bene 3:36 e l’ultimo a 3:26 ottime sensazioni)  pomeriggio 40 minuti piano (doppio allenamento)

-1:00 progressione finale

-1:00 nel corso del quale per 6/8 volte bisogna accellerare in progressione per 1 minuto con recupero a piacere

-50 minuti

-riposo

Gara 10.000 MEDIA 3:49 38:13 tanta afa male

8° SETTIMANA

-1:00

– 4 x 2000 a 3:48 con 1 km di recuper a 4:10-15 totale 11 km  fatto bene

-1:10

-1:00

-40 minuti

-riposo

Gara Mezza Maratona di Foligno  1:20:51   3:50 di media ottime sensazioni

Mi chiamavano Professor Fatica

Il libro su Luciano Gigliotti; vita, segreti e tabelle del più grande allenatore di maratoneti. Luciano detiene un record, le uniche medaglie d’oro ottenute da maratoneti azzurri alle olimpiadi (Bordin

Mi chiamavano Professor Fatica

Mi chiamavano Professor Fatica

1988 e Baldini nel 2004) portano la sua firma di allenatore.

Alcuni estratti:

Gli africani sono maratoneti veloci, ma molto più veloci di quanto fosse Baldini. Quasi tutte le settimane si legge di un africano che ha debuttato in maratona facebdo 2h05′. Il mondo è loro oggi; e domani ,certo. La loro è un’altra realtà, diversissima dalla nostra. Una società povera,di gente che ha fame,che vive in condizioni difficili. Non hanno niente,lamaggior parte di loro vive in case con il tetto di paglia e i muri di fango. Nei villaggi vedi questi simpatici mocciosi scalzi,che vivono nella natura. Che mangiano in manierqa estremamente semplice, però naturale. i nostri cibi sono sofisticati. Basta pensare alla farina:usiamo la doppia zero, le abbiamo tolto tutto,tutte le sostanze più importanti. Loro hanno le verdure nell’orto,le capre intorno a casa,bevono il loro latte e mangiano la loro carne.

Una volta eravamo “avanti”,oggi siamo molto mindietro. Mo Farah vive a Portland, nell’Oregon. La Nike gli ha dato un appartamneto ipobarico. Lui entra in casa e dice “cara,oggi pranziamo a tremila metri”. In Italia è proibito. A portland hanno anche i tapis roulant nella piscina, per correre in acqua e risparmiare i tendini. Strutture incredibili con crioterapia per eliminare le tossine e aiutare la rigenerazione.

Quaranta km al giorno. Che per sette giorni fa 280 km, il suo standard. “Ma quanta fatica fai?Chi te lo fa fare?”, chiese un ragazzo. E Gelindo”Guarda che ti sbagli:è tuo padre, che si alza tutte le mattine alle sette per andare a lavorare, e magari deve stare seduto otto ore al giorno alla scrivania per portare a casa la pagnotta, che fa fatica. io mi diverto, a me piace correre. So di essere una persona previlegiata.

 

 

 

Elogio del Limite

Sogna in grande e osa fallire divagazioni sull’arte di correre. di Fabrizio Pistoni

Elogio del Limite

Elogio del Limite

Sogna in grande e osa fallire sono le parole che il protagonista si ripete la notte prima dell’inizio del Tor des Geants: 330 km con 24.000 metri di dislivello. pistoni ci racconta la sue esperienza in un monologo interiore lungo tutta la corsa:fatica,incontri,evoluzioni e involuzioni del pensiero,fame,sofferenza,silenzio,paesaggi mozzafiato.

Un libro da leggere tutto d’un fiato!!!

Alcuni estratti:

“Mi sembra incredibile, nel mondo di tutti i giorni lo sconosciuto è un punto interrogativo. Qui è giusto il contrario, anzi,il dilemma non si pone:luogo e orario. Se sei qui, a quest’ora, tu sei uno disposto a darmi una mano. Si innesca  così un ciclo virtuoso basato su valori evidentemente rari se in me c’è tanto stupore. eppure è tutto vero”

“Io ho anche freddo, una volontaria è piene di premure, che forse scaldano più della coperta che mi ha offerto. Mi gusto ogni boccone come se fosse l’ultimo, è la solita storia: il piacere di ogni singolo gesto è ciò che da valore a questa esperienza. Credo che sia la reazione al senso di apparente abbondanza che dilaga alla tv e sui giornali…”

“La sostanza è che l’esistenza di esperienze condivise stimola cordialità e buoni sentimenti,così ci salutiamo  come fossimo due vecchi consocenti”

“Cosa racconto  che sto inseguendo qualcuno giusto perchè è davanti a me? Uno sconosciuto del quale non so nulla e che a sua volta sta facendo lo stesso con chi lo precede? Però sono felice. Vui mettere? Perchè deve sempre esserci un perchè? Sarà un caso, ma proprio in questo momento il cubano si mette a parlare di sant’Agostino, Sai cosa rispondeva a chi gli diceva cosa stava facendo Dio prima di creare il mondo? No dimmelo tu. Che era tutto preso dalla costruzione dell’inferno per chi avrebbe posto simili domande.”

 

 

Il corridore (Marco Olmo)

Questo libro racconta la storia di un uomo qualunque che ha riscattato la propria vita attraverso la corsa.il corridore

alcuni estratti:

I vagabondi come noi, bambina, sono nati per correre.

Bruce Springsteen, Born to Run

-Sarò stato da solo, con i battiti del mio cuore. La corsa avrà stimolato endorfine e adrenalina, e mi avrà strappato, per due ore o poco meno, dal mondo dei vinti.

-Mentre corro esiste solo il presente.

-Si dice che i cani assomigliano ai loro padroni. Con lo sport è  lo stesso. L’attività sportiva è  lo specchio del carattere, il riflesso fisico di uno stato mentale. Lo sport assomiglia a chi lo pratica, e viceversa.

-C’è una frase di Bertolt Brecht “Tutti a dire della rabbia del fiume in piena e nessuno della violenza degli argini che lo costringono

-Uno sport per chiunque,ovunque,in qualunque momento

-La muscolatura ovviamente è importante. E’ fondamentale allenare un muscolo piuttosto che un altro, a seconda del tracciato o di ciò a cui se vuole puntare:staccare in salita,recuperare in discesa,tenere il passo in piano. Ma c’è qualcosa di altrettanto importante, anche se non si vede. Si tratta dell’apparato digerente. Quello che si consuma prima e durante la competizione spesso fa la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Perchè trovare il giusto equilibrio tra energia da ingerire per ottenere la quantità esatta di carburante ed eccessi da eliminare per non appesantirsi non è cosa facile. Richiede una conoscenza di se stessi molto elevata, e rende impossibile stabile regole identiche per tutti. Ogni cosa, dentro di noi, è collegata. Se un piccolo anello della catena salta, è tutta la catena a spezzarsi.

– si dice che il corpo umano sia una macchina perfetta. E gli esperimenti ognuno non può che farli sulla propria pelle

– per nutrire una mucca servono una quindicina di chili di cereali al giorno. Nutrirsi direttamente di quell’alimento non è altro che saltare un passaggio

-non smetterò mai di invitare chi si avvicina alla corsa a inseguire una propria utopia di leggerezza. Leggerezza del corpo,dell’animo,dei pensieri. Leggerezza dei passi e leggerezza nel toccare le cose,delicatamente,imparando piano piano il valore. Leggerezza che non vuol dire debolezza. Anzi. Vuol dire avere la forza di liberarsi del superfluo, di tutto ciò che ci inchioda pesanti a terra, e non ci fa sognare…

Credo davvero che non ci sia emozione senza azione

– Perchè lottare,dare il meglio di sè, è il massimo che un uomo possa chiedere alla propria vita. Nella corsa gli ultimi non sono certo meno degni dei primi. Anzi, per certi aspettilo sono anche di più. Arrivando fino in fondo correndo molte ore in più di quelli che sono in testa. Arrivano fino in fondo anche se sanno fin dall’inizio che non avranno mai una medaglia al collo. Dare il meglio di me, battere me stesso.

-La corsa assomiglia alla vita. Per me,poi,che vivo per correre,le due cose sono del tutto equivalenti.

-E’ proprio vero: ancora una volta so quello che non dovrei fare,e quello che voglio diventare. Correre è sempre il mio futuro.

 

Il riposo del Runner

Una ultra a livello fisiologico è una gara molto impegnativa indipendentemente dalla distanza e dal dislivello nel caso delle ultratrail. Lo sforzo, la fatica che derivano da una gara di ultradistanza

Impatto della corsa

Impatto della corsa

dipendono dal livello di allenamento organico e biomeccanico. Se gli allenamenti sono stati condotto in maniera adeguata e la tattica di gara è stata bilanciata, gli strascichi negativi di un ultra saranno limitati. Limitati e non esclusi in quanto non sono prevedibili i traumi diretti, e inoltre sono perfettamente noti i traumi indiretti dovuti alle sollicitazioni derivanti da ore di impatti, di disidratazione, di carenza di apporto nutrizionale.

Gli sforzi prolungati instaurano delle sindromi infiammatorie organiche che appaiono evidenti nell’alterazione degli esami ematochimici, come ad esempio, la Ves, la Pcr (proteina C reattiva) e l’aumento del numero dei globuli bianchi, marcatori che evidenziano un’aggressione a cui l’organismo dovrà fare fronte. Questi sintomi infiammatori permangono generalmente per un periodo variabile tra le 48 e le 72 ore, poi tendono a risolversi spontaneamente.  Le articolazioni, le cartilagini, i tessuti tendinei hanno tempi di adattamento, recupero e riparazione generalmente più lunghi rispetto a quelli muscolari e anche nel momento in cui le dolenze muscolari si fossero risolte, non è detto che analoga ripresa possa essersi verificata anche a loro carico. In un soggetto non adeguatamente allenato si potrebbe verificare un dolore muscolare a insorgenza tardiva detto DOMS, il dolore muscolare può durare fino a 8-15 giorni, si manifesta con dolenza al tatto e ai normali movimenti con diminuzione della forza massima., questo problema è legato sopratutto agli sforzi eccentrici, tipici della discesa e lo si avverte sopratutto nei quadricipiti.

Dopo un ultra “bisognerebbe” prendersi una pausa…., non c’è miglior strumento di recupero che il riposo. Non esiste l’allenamento defaticante, esiste un allenamneto leggero. E’ fondamentale curare l’alimentazione e il sonno.

Il massaggio è in grado di dare un valido aiuto al corpo provato dalle fatiche ed anche la sauna è in grado doi portare un rilassamento delle tensioni muscolari e un drenaggio profondo dei cataboliti attenzione però ai valori della pressione ed a integrare molto bene i liquidi.  Assolutamente da evitare sono gli antinfiammatori che possono comportare effetti negativi sul recupero andando ad inibire i fisiologici processi di autoriparzione organici nei confronti dei processi di infiammazione.

 

L’Autore

Google-Plus-Logo

Stefano Donadio

Da esperto di attrezzature fitness a "ultramaratoneta"...
Da tradizionale buongustaio a "gourmet del bio"...
Lavoro e passione, un connubio perfetto!



facebook_logoSeguimi su Facebook!