Archivio di aprile 2014

Aloe Arborescens

Dopo le interviste effettuate dalle Ieni su Italia 1 in merito ai benefici della cura di Padre Romano Zago  sono tornati alla ribalta i benefci della pianta di Aloe Arborescens da non confondere con la

Aloe Arborescens di 5 anni

Aloe Arborescens di 5 anni

Pianta di Aloe Vera(che ha proprità curative inferiori). L’Aloe Arborescens ha la forma di albero e dal tronco partono le foglie (senza macchie) mentre nell’Aloe Vera le foglie partono tutte dalla base. La pianta di Aloe fin dalla notte dei tempi è stata sempre utilizzata come pianta medicinale disintossicante, addirittura Cristoforo Colombo osanna i suoi poteri curativi

Quattro vegetali sono indispensabili per la salute dell’uomo: il frumento, la vite, l’ulivo e l’aloe. Il primo lo nutre, il secondo ne rinfranca lo spirito, il terzo gli reca armonia, il quarto lo guarisce Cristoforo Colombo

L’Aloe Arborescens è una pianta originaria dell’Africa che oggi è coltivata anche in Italia nelle zone miti. Essa fa parte del genere delle piante succulente, ovvero in grado di trattenere grandi quantità di acqua che le permettono di resistere anche al clima desertico, le sue foglie sono un autentico serbatoio di sostanze benefiche per l’organismo.

Ha effetti lassativi e antinfiammatori, lenitivi e cicatrizzanti ma la caratteristica da tenere maggiormente in considerazione è che l’Aloe abbassa l’indice glicemico. È stato ipotizzato un suo utilizzo come coadiuvante della chemioterapia nella cura del cancro. L’Aloe è una pianta che ama il caldo e teme le temperature sotto lo zero.

“Nella natura tutto il mondo è una farmacia che non possiede neppure un tettoParacelso

La ricetta di Padre Romano Zago consiste nell’utilizzare delle foglie della pianta di Aloe che abbia almeno 5 anni di vita, la pianta deve   vivere all’aperto ( almeno in primavera estate) e coltivata in maniera biologica (senza fertilizzanti chimici ecc..) le foglie mature 350 gr. vanno raccolte dopo il tramonto (mai dopo la pioggia) e pulite con uno straccio (mai lavate). vanno asportate le spine con un coltello. Le foglie vanno tagliate a pezzetti e frullate con il Bimby non con latri frullatori che scaldano che comprometterebbero i principi attivi, l’Aloe è fotosensibile. Tutta la preparazione andrebbe fatta in condizioni di semi-oscurità magari utilizzando una lampada da fotografo che viene utilizzata per gli sviluppi. Il preparato non va filtrato e va conservato in frigorifero in un contenitore scuro o oscurato con la carta stagnola. Temperatura del frigo 4-7 gradi.

Il preparato di Aloe va mischiato al miele d’api (quello liquido che non cristallizza) 500 gr e 6 cucchiai di grappa 50 ml circa o cognac o brandy.

Il miele serve ad addolcire il sapore amoro dell’aloe mentre la grappa ha la funzione di favorirne l’assorbimento.

La foglia di Aloe deve essere utilizzata interamente sia la polpa che la scorza perchè contiene tutti questi elementi benefici:

Antrachinoni,Aminoacidi,Vitamine, Minerali,Acido Acetisalicidico e l’Aloina che è contenuta sotto la scorza della foglia che esplica un’azione antinfiammatoria

Le piante di Aloe devono essere concimate con un concime organico biologico. Per autoprodursi il concime è necessario procurarsi del letame di pollo da allevamenti biologici  e riempieri un secchio con metà acqua e metà letame e lasciare macerare per 7-10 giorni dopodichè mescolate e innaffiate le piante.

Si consiglia di assumere 1 cucchiaino da caffè 20-30 minuti prima dei 3 pasti principali per poi passare a 2 cucchiani da caffè dopo 4-5 giorni, si consiglia di effettuare la cura fino ad eusarimento della confezione preparata con le dosi riportate e sospendere il trattamento per una settimana per poi riprendere il ciclo di trattamento.

 

 

 

uova…di Gallina

Le uova sono prima di tutto un’ottima fonte di proteine ad alto valori biologico. Il valore biologico delle proteine dipende dalla specifica composizione aminoacidica ed è tanto maggiore quanto FRITTATA ASPARAGIpiù il rapporto tra gli aminoacidi si avvicina a quello delle proteine umane.

Il pesce, la carne, i formaggi hanno un alto valore biologico che soddisfa al 80-85% le necessità dell’organismo umano invece con le uova arriviamo quasi al 100%.

Lenticchie, ceci, piselli e in generale le leguminose, con l’eccezione della soia, insieme ai semi oleosi hanno invece un valore più basso, intorno al 30-40%.

Per molto tempo le uova sono state demonizzante per il loro contenuto di colesterolo benché sia ormai chiaro che l’innalzamento dei valori di colesterolo nel sangue dipenda in massima parte dal colesterolo prodotto autonomamente dal fegato a causa di un eccessivo consumo di zuccheri semplici e cereali raffinati e non da quello introdotto con l’alimentazione.

L’albume è composto dal 90% da acqua e proteine in più calcio, ferro,iodio,magnesio,manganese,fosforo,potassio,vitamine A-D-E-B12.

Nel tuorlo sono presenti il 16% di proteine e il 32% di grassi e il 5% di colesterolo ma nel tuorlo è presente la Lecitina sostanza preziosa per il fegato, il midollo osseo e il cervello.

L’elevato contenuto di lecitine favorisce il trasporto dal colesterolo dalle arterie al fegato potenziando lìattività del colesterolo buono HDL

Uova e salute
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Le proprità dell’uovo sono utili per garantire il corretto apporto di vitamina B12, fondamentale per il metabolismo del tessuto nervoso, la prevenzione della degenerazione mentale, la maturazione dei globuli rossi e la produzione del Dna, oltre che per combattere lo stress.

Negli sportivi le uova sono preziose per il contenuto di proteine ad alto valore biologico e per lo zinco, utili per l’efficienza della massa muscolare.

Un consiglio…mangiare 2/3 bianchi e 1 rosso per fare la vostra fantastica frittatina magari con gli asparagi come nell’immagine sopra riportata.

Se potete comprate uova biologiche da galline allevate a terra o dal contadino di fiducia.

 

 

 

 

 

No al riso bianco

Il riso brillato è privo del tegumento, inoltre viene spazzolato con glucosio e talco e lucidato con vaselina e olio di semi. La raffinazione e la

Riso con zucca e contorno di carote

Riso con zucca e contorno di carote

brillatura del riso, introdotte nei paesi poveri la cui alimentazione è a base di riso, ha creato gravi malattie da carenze vitaminiche, come il beriberi, tanto che la Fao è intervenuta consigliando il ritorno all’uso del riso integrale. La paraffina usata per la brillatura può essere dannosa per la mucosa gastrica e il silicato di magnesio contenuto nel talco è sospetto cancerogeno per lo stomaco.

Ecco perchè è consigliato utilizzare il riso integrale nella nostra alimentazione. Il riso si distingue principalmente in due tipi: riso integrale e riso brillato. Per ottenere il riso integrale, è sufficiente che il chicco proveniente dalla risaia, venga sottoposto solo alla sbramatura e non alla successiva sbiancatura, come avviene per il riso brillato.

Quando si acquista conviene dare la preferenza a quello biologico integrale perché, essendo in esso presente il germe e la crusca, a differenza del riso bianco che ne è privo, è più facile che i pesticidi vengano assorbiti dal chiccoGran parte delle malattie e delle condizioni di malessere si associano infatti a uno stato infiammatorio, e sarebbe estremamente utile, in caso di patologie in atto, ma anche solo a scopo preventivo, osservare una dieta antinfiammatoria, che riduca cioè i cibi che favoriscono l’infiammazione e favorisca quelli capaci di attenuarla o addirittura spegnerla. Il riso integrale è consigliato per la sua azione antinfiammatoria. 

Quando c’è uno stato infiammatorio acuto è addirittura consigliabile assumere solo riso integrale per alcuni giorni, meglio se stracotto e passato per formare una crema, da condire con semi di lino o semi di zucca tritati.

I principali alimenti pro infiammatori sono invece i cibi di provenienza animale (eccetto il pesce, per la presenza di omega– 3), in particolare i prodotti animali ricchi di grassi (carni, insaccati, formaggi). Gli zuccheri semplici e in generale tutti gli alimenti che innalzano il tasso di zuccheri nel sangue predispongono anch’essi all’infiammazione. 

Raccolta, lavorazione e utilizzazione

Il riso ben maturo si raccoglie con mietitrebbiatrici simili a quelle usate per gli altri cereali. Quali prodotti finali si ottengono il risone, cioè le cariossidi rivestite dalle glumelle, e la paglia, usata come lettiera. Il risone viene conservato al 12-14% di umidità, previa essiccazione artificiale. Viene sottoposto ad una prima pulitura e quindi alla sbramatura, che consiste nell’asportazione delle glumelle. Il risone decorticato subisce poi la sbiancatura, cioè l’asportazione degli strati più esterni e del germe; questa operazione procede per gradi, attraverso il passaggio in 3-4 macchine sbiancatrici, dando origine a diverse classi di prodotto fino ad ottenere il riso raffinato, che può essere ulteriormente trasformato in:

  • riso camolino, trattato con olio di lino o di vaselina;

  • riso brillato, trattato con olio, talco e glucosio.

Il riso così ottenuto è pronto per essere consumato; tuttavia, essendo esclusivamente amilaceo, povero di proteine, sali minerali, grassi e vitamine, non può essere considerato un alimento completo. La paraffina usata per la brillatura può essere dannosa per la mucosa gastrica e il silicato di magnesio contenuto nel talco è sospetto cancerogeno per lo stomaco. I sottoprodotti del riso, oltre la paglia, sono la lolla, costituita dalle glumelle (liberate con la sbramatura) e utilizzata come combustibile o materiale isolante, la pula, il farinaccio e la gemmache residuano dalla sbiancatura e sono destinati all’alimentazione animale. Anche il riso basmati lo possiamo acquistare nella versione integrale, l’unico inconveniente del riso integrale è la cottura che va intorno ai 45 minuti.

https://sites.google.com/site/dottgiuseppeattanasio/Home/riso-integrale

Sbramatura

Serve a togliere dal riso, detto ancora risone, le glumelle, ossia le leggere lamelle vegetali che avvolgono ogni singolo chicco e lo trattengono sulla spiga.

Sbiancatura

Durante questa operazione viene tolta dal riso, per sfregamento, la pellicola interna che ancora lo riveste e i suoi strati periferici, oltre il germe ed i frammenti derivanti dalla spuntatura.
Spazzolatura
Con questa operazione si eliminano, mediante macchine spazzolatrici, le farine degli strati superficiali, che sono i residui delle lavorazioni precedenti.

Lucidatura

Viene eseguita in apparecchi ad elica allo scopo di conferire al riso un aspetto più gradevole; con l’aggiunta di piccole quantità di olio di lino si ricava il riso camolino.
Brillatura

Viene effettuata per rendere il chicco più bianco e brillante, ma elimina la vitamina B1. Si esegue cospargendo il chicco con uno strato di talco e glucosio, ma occorre ricordare che il talco è una polvere minerale tossica sia per chi la lavora che per chi la mangia.

Il crudo è più vitale

UVA E MELOGRANO

UVA E MELOGRANO

 

Il cibo crudo ha più energia vitale:

Lo sostiene la Medicina tradizionale Cinese che mette alla base della salute l’alimentazione e che negli ultimi anni è sempre più studiata dai “nostri”terapeuti. Del cibo si

valutano tre aspetti:le proprietà,la natura e il sapore.

Le proprietà: Più il cibo è fresco,più è ricco di energia JING, l’equivalente della vitalità. Più viene cotto,o peggio conservato,più la perde. Per chi deve”tirarsi su” (anziani e convalescenti),quindi,sono più adatti i cibi freschi e crudi: uova appena depositate,pesce appena pescato,germogli saltati in padella.  Meno la carne,che non è mai fresca per via della frollatura.

La natura: prevalenza a cibi semplici e non raffinati rispettando la stagionalità, preferire carni di animali allevati a terra e con mangimi naturali e pesce pescato e non allevato

Il sapore:anche il palato vuole le proprie soddisfazioni e quindi è fondamentale una volta alla settimana concedersi uno stravizio. Ma sei sicuro di non riuscira ad abbinare un cibo salutare all’estasi del gusto?

 

 

 

Parola d’ordine: Rigenerazione

arrivo 1/2 maratona Stramarzolina 01:21:26

arrivo 1/2 maratona Stramarzolina 01:21:26

15 GIORNI SONO SUFFICENTI PER RICARICARSI

 

Con allenamenti intensi ed estenuanti un top runner arriva all’apice della forma un paio di volte all’anno. Sul picco della piramide del massimo si rimane però per poco tmpo,circa 4 settimane, al massimo 6, e poi inizia inevitabilmente la discesa. Persa la forma si deve per forza recuperare. Sottovalutare la rigenerazione può essere un rischio sia per l’integrità biologica dei tessuti del corpo, sia per la programmazione successiva.

 

Per l’amatore principiante la forma dura invece più a lungo anche mesi…..!!!! si tratta di un paradosso, il podista AMATORE resta molto in forma perchè non raggiunge mai la massima condizione di forma. Sentire le gambe girare e il respiro fluire è una gran bella sensazione. Raggiungerla richiede sforzi elevati ed intensi.

 

Due sarebbero i periodi dell’anno ottimali per ridurre il carico di allenamenti: giugno e dicembre. Bastano due settimane di alleggerimento dell’attività podistica pr ricaricare le batterie.

Attività fisica e diabete

 In tutto il mondo circa 285 milioni di persone sono affette da Diabete di tipo 2,  patologia che colpisce soprattutto persone anziane e che gli studiosi chiamano “l’epidemia del 21 Secolo”.

Sistema cardiocircolatorio

Sistema cardiocircolatorio

Questa malattia ha un impatto devastante sul sistema cardio-vascolare aumentando il rischio, a chi ne soffre, di attacchi di cuore. In questi casi l’insulina non è abbastanza forte o non viene prodotta in quantità sufficienti, facendo cosi soffrire gli organi interni del nostro corpo.

Una costante attività fisica, circa 45/60 minuti al giorno per quattro o cinque volte a settimana può portare benefici a chi è affetto da questa patologia. Studi clinici, infatti, hanno dimostrato che l’esercizio può agevolare l’assorbimento degli zuccheri da parte dell’organismo, diminuisce il glucosio nel sangue, aumenta il bruciare dei grassi e permette ai muscoli di assorbire più nutrienti.

Non si deve però prendere ed iniziare a fare sport in maniera incontrollata e senza un programma preciso. Per questo è consigliabile sempre chiedere un consiglio al proprio medico ed accordarsi su un programma da seguire.

Ti consiglio di leggere anche l’articolo sul consumo della farina bianca. vedi link:http://blog.tapisroulantstore.it/2013/08/23/la-farina-raffinata-il-vero-male-della-nostra-alimentazione/

L’Autore

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Stefano Donadio

Da esperto di attrezzature fitness a "ultramaratoneta"...
Da tradizionale buongustaio a "gourmet del bio"...
Lavoro e passione, un connubio perfetto!



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