Sport e salute – parte 1

Questo è il primo appuntamento della rubrica dedicata al rapporto “salute ed attività fisica”. Nei prossimi giorni potrete conoscere interessanti curiosità e scoprire qualche falsa credenza.


Il raffreddore non compromette la performance sportiva

«Né la pioggia né la neve mi fermeranno. Niente potrà cambiare una virgola al mio programma di allenamento!». Ma quando l’ostacolo è un raffreddore o la febbre, può essere il caso di derogare a tale convinzione, anche se i sintomi non sono tanto forti da farci stare a letto o a casa dal lavoro o comunque “parcheggiati” al chiuso. Se è vero che fare dell’attività sportiva quando ti senti a terra può darti energia dal punto di vista fisico e mentale, ci sono occasioni nelle quali andare a correre fa più male che bene. Utilizzare un tapis roulant è sicuramente consigliato sia nel caso i cui piova si nel caso in cui la temperatura è troppo bassa ad es. gli ipertesi hanno una pressione arteriosa più elevata durante i periodi di freddo, altrettanto potremmo dire per chi corre all’aperto quando è troppo caldo, cosa succede in pratica a correre con il caldo:

 

  1. aumentano le pulsazioni al minuto e possono essere anche di 10-0 pulsazioni più alte rispetto a correre al caldo
  2. aumenta la quantità di lattato prodotta a parità di intensità e durata dell’esercizio
  3. diminuisce la quantità di glicogeno muscolare a disposizione.

 

David Nieman, direttore dello Human Performance Laboratory alla Appalachian State University, 58 maratone e diverse ultramaratone all’attivo, segue la “regola del collo”. I sintomi che interessano il corpo al di sotto appunto del collo (bronchiti, tosse, dolori) necessitano di un po’ di tempo di riposo, mentre sintomi al di sopra (naso che cola, catarro e altri sintomi da raffreddore, come lo starnutire) non costituiscono un rischio per l’allenamento. Questa opinione è condivisa anche da Tom Weidner, direttore del dipartimento di ricerca sull’allenamento per l’atletica alla Ball State University. In un suo studio Weidner ha inoculato il virus del raffreddore a due gruppi di 30 corridori ciascuno. Il primo gruppo ha corso dai 30 ai 40 minuti ogni giorno, per una settimana. Il secondo gruppo, invece, non ha svolto attività fisiche.

Weidner ha constatato che i podisti dei due gruppi hanno impiegato lo stesso tempo per riprendersi. Con un altro studio ha inoltre verificato che la presenza del raffreddore non compromette la performance. La conclusione è stata che correre anche in quella situazione – sempre che non si ecceda con il carico o con l’intensità degli allenamenti – aiuta a mantenere il benessere psicologico e il livello di forma fi sica. Nonostante tutto, i medici raccomandano comunque di fare attenzione. Se continui a correre con qualcosa di più di un semplice raffreddore rischi infatti di aggravare la situazione e di compromettere le vie respiratorie inferiori e i polmoni.

 

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L’Autore

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Stefano Donadio

Da esperto di attrezzature fitness a "ultramaratoneta"...
Da tradizionale buongustaio a "gourmet del bio"...
Lavoro e passione, un connubio perfetto!



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