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Aloe Arborescens

Dopo le interviste effettuate dalle Ieni su Italia 1 in merito ai benefici della cura di Padre Romano Zago  sono tornati alla ribalta i benefci della pianta di Aloe Arborescens da non confondere con la

Aloe Arborescens di 5 anni

Aloe Arborescens di 5 anni

Pianta di Aloe Vera(che ha proprità curative inferiori). L’Aloe Arborescens ha la forma di albero e dal tronco partono le foglie (senza macchie) mentre nell’Aloe Vera le foglie partono tutte dalla base. La pianta di Aloe fin dalla notte dei tempi è stata sempre utilizzata come pianta medicinale disintossicante, addirittura Cristoforo Colombo osanna i suoi poteri curativi

Quattro vegetali sono indispensabili per la salute dell’uomo: il frumento, la vite, l’ulivo e l’aloe. Il primo lo nutre, il secondo ne rinfranca lo spirito, il terzo gli reca armonia, il quarto lo guarisce Cristoforo Colombo

L’Aloe Arborescens è una pianta originaria dell’Africa che oggi è coltivata anche in Italia nelle zone miti. Essa fa parte del genere delle piante succulente, ovvero in grado di trattenere grandi quantità di acqua che le permettono di resistere anche al clima desertico, le sue foglie sono un autentico serbatoio di sostanze benefiche per l’organismo.

Ha effetti lassativi e antinfiammatori, lenitivi e cicatrizzanti ma la caratteristica da tenere maggiormente in considerazione è che l’Aloe abbassa l’indice glicemico. È stato ipotizzato un suo utilizzo come coadiuvante della chemioterapia nella cura del cancro. L’Aloe è una pianta che ama il caldo e teme le temperature sotto lo zero.

“Nella natura tutto il mondo è una farmacia che non possiede neppure un tettoParacelso

La ricetta di Padre Romano Zago consiste nell’utilizzare delle foglie della pianta di Aloe che abbia almeno 5 anni di vita, la pianta deve   vivere all’aperto ( almeno in primavera estate) e coltivata in maniera biologica (senza fertilizzanti chimici ecc..) le foglie mature 350 gr. vanno raccolte dopo il tramonto (mai dopo la pioggia) e pulite con uno straccio (mai lavate). vanno asportate le spine con un coltello. Le foglie vanno tagliate a pezzetti e frullate con il Bimby non con latri frullatori che scaldano che comprometterebbero i principi attivi, l’Aloe è fotosensibile. Tutta la preparazione andrebbe fatta in condizioni di semi-oscurità magari utilizzando una lampada da fotografo che viene utilizzata per gli sviluppi. Il preparato non va filtrato e va conservato in frigorifero in un contenitore scuro o oscurato con la carta stagnola. Temperatura del frigo 4-7 gradi.

Il preparato di Aloe va mischiato al miele d’api (quello liquido che non cristallizza) 500 gr e 6 cucchiai di grappa 50 ml circa o cognac o brandy.

Il miele serve ad addolcire il sapore amoro dell’aloe mentre la grappa ha la funzione di favorirne l’assorbimento.

La foglia di Aloe deve essere utilizzata interamente sia la polpa che la scorza perchè contiene tutti questi elementi benefici:

Antrachinoni,Aminoacidi,Vitamine, Minerali,Acido Acetisalicidico e l’Aloina che è contenuta sotto la scorza della foglia che esplica un’azione antinfiammatoria

Le piante di Aloe devono essere concimate con un concime organico biologico. Per autoprodursi il concime è necessario procurarsi del letame di pollo da allevamenti biologici  e riempieri un secchio con metà acqua e metà letame e lasciare macerare per 7-10 giorni dopodichè mescolate e innaffiate le piante.

Si consiglia di assumere 1 cucchiaino da caffè 20-30 minuti prima dei 3 pasti principali per poi passare a 2 cucchiani da caffè dopo 4-5 giorni, si consiglia di effettuare la cura fino ad eusarimento della confezione preparata con le dosi riportate e sospendere il trattamento per una settimana per poi riprendere il ciclo di trattamento.

 

 

 

L’Autore

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Stefano Donadio

Da esperto di attrezzature fitness a "ultramaratoneta"...
Da tradizionale buongustaio a "gourmet del bio"...
Lavoro e passione, un connubio perfetto!



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