Archivio di ottobre 2018

Scegliere il tapis roulant: guida essenziale e normative sui tappeti elettrici

Scegliere il tapis roulant: guida essenziale e normative sui tappeti elettrici

Sei pronto a scegliere un tapis roulant per continuare a godere di tutti i benefici della corsa anche con l’arrivo dell’inverno, ma non sai da dove cominciare?

In questa breve guida trovi risposte ai dubbi più frequenti e qualche semplice indicazione utile per orientarti tra la sempre più ricca offerta di tappeti elettrici disponibili per l’acquisto online.

Introduzione

“Il tapis roulant deve essere idoneo alla vostra corporatura e al tipo di utilizzo che ne farete.”

Avete mai acquistato o noleggiato un paio di sci senza chiedere un consiglio o senza tenere conto della vostra altezza? Avete montato degli attacchi senza prendere la misura del piede o senza tarare il vostro peso per lo sgancio in caso di caduta?

Avete mai comprato una bicicletta senza tenere conto della vostra statura? Avete chiesto se il telaio è di alluminio, acciaio o carbonio? Avete chiesto una bici o una city bike, MTB, da corsa, BMX, ecc…? Avete fatto caso al sistema frenante e alla forcella?

Avete mai preso una racchetta da tennis senza valutare le dimensioni dell’ovale, il peso, il bilanciamento, l’incordatura o il profilo?

Bé credo proprio di no… Con gli esempi si potrebbe andare avanti all’infinito.

Anche il tapis roulant rappresenta a tutti gli effetti un attrezzo sportivo e, in quanto tale, la scelta del modello più indicato per le proprie esigenze impone in primis la conoscenza delle caratteristiche di questi strumenti.

Prima di procedere con i dettagli tecnici, soffermiamoci tuttavia sulla normativa che regola le caratteristiche e la sicurezza dei tapis roulant, un interessante punto di partenza per scegliere con consapevolezza il proprio tappeto.

Scegliere tapis roulant a norma: la UNI EN 957-6

La UNI EN 957-6 “Attrezzatura fissa di allenamento – Parte 6: Simulatori di corsa (tapis roulant) requisiti addizionali specifici di sicurezza e metodi di prova”, elaborata dal comitato europeo CEN/TC 136 “Sports, playground and other recreational facilities and equipment” è la norma che specifica i requisiti di sicurezza e i metodi di prova per i tapis roulant.

Questa normativa è a complemento dei requisiti generali di sicurezza riportati nella UNI EN 957-1, con la quale deve essere letta congiuntamente per avere un quadro completo della normativa su questa tipologia di attrezzo.

La UNI EN 957-6 è applicabile alle attrezzature di allenamento trainate da un motore o manuali, non solo tapis roulant motorizzati ma anche magnetici/manuali che si compongono di una superficie d’esercizio sulla quale è possibile camminare o correre.

Nella norma vengono trattati aspetti quali gli elementi di trasmissione e le parti rotabili, le caratteristiche dell’arresto di sicurezza, la stabilità, la resistenza, i corrimano, la superficie calpestabile, l’accelerazione, la sicurezza elettrica, ecc.. Molto importante è la superficie di corsa minima che è di 40 x 120 centimetri: sotto queste misure non si può più parlare di tapis roulant o di camminatore.

La norma UNI EN 957 “Attrezzatura fissa di allenamento” regolamenta anche altri attrezzi oltre il tapis roulant:

  • Parte 4: panche di allenamento alla resistenza, requisiti addizionali specifici di sicurezza e metodi di prova;

  • Parte 5: biciclette fisse per l’esercizio e attrezzature di allenamento per la parte superiore del corpo, requisiti addizionali specifici di sicurezza e metodi di prova;

  • Parte 7: vogatori, requisiti addizionali specifici di sicurezza e metodi di prova;

  • Parte 8: stepper, scalatori e simulatori di scalata – Requisiti addizionali specifici di sicurezza e metodi di prova;

  • Parte 9: attrezzi ellittici d’allenamento, requisiti addizionali specifici di sicurezza e metodi di prova;

  • Parte 10: biciclette per l’esercizio con una ruota fissa o senza ruota libera, requisiti addizionali specifici di sicurezza e metodi di prova.

La destinazione d’uso del tapis roulant: le dimensioni…

Le dimensioni minime del nastro di corsa sono sufficienti se si utilizza il tapis roulant per camminare mentre se si utilizza per correre bisogna valutare l’altezza dell’utilizzatore.

La lunghezza del nastro diventa ancora più importante se si corre in salita in quanto il baricentro arretra di 10/15 cm.

Normalmente con un nastro 50×145 cm riusciamo a soddisfare il 98% delle esigenze dei Clienti: a questo proposito è possibile segnalare il tapis roulant TX 9500.

… Il peso dell’utilizzatore e le ore di utilizzo

Il dato più importante per scegliere un tapis roulant sono il peso dell’utilizzatore/i ed il numero di ore di uso al giorno.

È infatti sulla base del peso degli utilizzatori e delle ore di utilizzo che la cerchia delle possibili scelte viene ristretta ai soli tappeti dotati di un motore sufficientemente performante.

Le tipologie di motore dei tapis roulant

I motori possono essere a corrente continua (DC) oppure a corrente alternata (AC).

Quasi tutti i tapis roulant pensati per l’uso domestico montano motori a corrente continua (più economici), mentre moltissimi tapis roulant professionali sono equipaggiati con motori a corrente alternata che permettono un utilizzo più intenso. Un’eccezione si ha sul modello di tapis roulant TX 10500, studiato per l’uso casalingo ma dotato di un performante motore a corrente alternata.

Come e perché valutare attentamente la scelta del motore

Un motore sottodimensionato tende a scaldarsi anche dopo 15/20 minuti di utilizzo e la temperatura (specie se oltre i 60° C) è il peggior nemico del motore elettrico. Oltre tale temperatura il motore perde progressivamente e in modo definitivo la propria potenza per effetto della smagnetizzazione dei magneti. Volgarmente diciamo che viene “cotto”o che il motore si “brucia”.

È importante prendere in considerazione esclusivamente il dato relativo ai cavalli continui, il famoso picco, infatti, è un valore che, ai fini pratici, non indica nulla (e utilizzato dal marketing solo per gettare fumo negli occhi).

L’intensità dell’attrito aumenta proporzionalmente all’aumentare del peso applicato al nastro e quindi al peso della persona.

L’inclinazione elettrica: sì o no?

I tapis roulant di qualità e dotati delle caratteristiche migliori hanno tutti l’inclinazione elettrica, quindi, da questo punto di vista, la scelta risulta obbligata.

I sistemi di ammortizzazione

Tutti i modelli di buona fattura sono ben ammortizzati, in genere grazie ad un sistema basato su una precisa distribuzione degli elastomeri, elementi capaci di assorbire buona parte delle sollecitazioni prodotte dall’impatto del piede sul piano di corsa, che variano per numero, dimensione e forma a seconda del tappeto preso in considerazione.

I programmi di allenamento

I programmi possono variare la pendenza e la velocità in maniera automatica ma possono comunque essere sempre modificati. La vera distinzione è tra un tapis roulant dotato di HRC (Heart Rate Control) cioè programmi a battito cardiaco costante o meno e tra tapis roulant con possibilità di usare le app o altri strumenti di interazione diretta.

Scegliere il tapis roulant: come individuare la marca giusta

Nel mondo del tapis roulant in generale l’unico marchio conosciuto da tutti è Technogym. La restante selezione è spesso conosciuta solo dagli esperti del settore: questo sta a significare che bisogna stare molto attenti a come muoversi nella giungla dei tapis roulant per l’home fitness.

Esistono sul mercato marchi famosi ma che in realtà nulla hanno a che fare con il loro brand, esiste solo un rapporto di royalty. Il mio consiglio è quello di affidarsi a degli esperti del settore multi marche come Tapis Roulant Store, che saprà indirizzarvi non sono nella scelta del prodotto ma anche nella scelta del miglior servizio in base alle vostre esigenze. Le migliori marche presenti sul mercato attuale del tapis roulant sono: Toorx, TXfitness, Ketller, Everfit e Bowflex.

Tapis Roulant Store effettua test per verificare la veridicità delle schede tecniche, rilevando peso del telaio, velocità reale tramite il tachimetro (che spesso varia da quella dichiarata dal produttore/importatore), rumorosità tramite il fonometro, e qualità dei nastri, solo per citare alcuni dei parametri principali.

L’intestino non ci fa invecchiare!!!!

L’ intestino umano è rivestito da decine e decine di milioni di cellule nervose: è praticamente un cervello a sé stante. E in effetti, l’intestino parla al cervello, rilasciando ormoni nel flusso sanguigno che, nel corso di circa 10 minuti, ci dicono “quanto sia affamato o che non avremmo dovuto mangiare due piatti di pasta”. Ma un nuovo studio rivela che l’intestino ha una connessione molto più diretta con il cervello attraverso un circuito neurale che gli consente di trasmettere segnali in pochi secondi. 

Queste scoperte potrebbero portare a nuovi trattamenti per l’obesità, i disturbi alimentari e persino la depressione e l’autismo, tutti fattori collegati a un intestino malfunzionante.

Nel 2010, il neuroscienziato Diego Bohórquez della Duke University di Durham, nella Carolina del Nord, ha fatto una scoperta sorprendente guardando attraverso il suo microscopio elettronico. Le cellule enteroendocrine, che fissano il rivestimento dell’intestino e producono ormoni che stimolano la digestione e sopprimono la fame, hanno protrusioni che assomigliano alle sinapsi utilizzate dai neuroni per comunicare tra loro. Bohórquez sapeva che le cellule enteroendocrine potevano inviare messaggi ormonali al sistema nervoso centrale, ma si chiedeva anche se potevano “parlare” al cervello usando segnali elettrici, come fanno i neuroni. Se è così, le cellule endocrine dovrebbero inviare i segnali attraverso il nervo vago, che viaggia dall’intestino al tronco cerebrale.

I ricercatori hanno iniettato un virus della rabbia fluorescente, che è stato trasmesso attraverso sinapsi neuronali, nei topi e hanno aspettato che le cellule enteroendocrine e i loro partner si accendessero. ” Questi partner si sono rivelati essere neuroni vagali“, riferiscono i ricercatori su Science.

In una capsula di Petri, le cellule enteroendocrine raggiungevano i neuroni vagali e formavano connessioni sinaptiche l’una con l’altra. Le cellule emettevano persino glutammato, un neurotrasmettitore coinvolto nell’odore e nel gusto, che i neuroni vagali raccoglievano nell’arco di 100 millisecondi, più velocemente di un battito di ciglia.

La velocità delle connessioni sinaptiche delle cellule enteroendocrine è molto più veloce di quanto gli ormoni possano viaggiare dall’intestino al cervello attraverso il flusso sanguigno”, dice Bohórquez.  “La lentezza degli ormoni può essere responsabile dei fallimenti di molti soppressori dell’appetito. Il passo successivo è studiare se questa segnalazione gut-brain fornisce al cervello informazioni importanti sui nutrienti e sul valore calorico del cibo che mangiamo”.

Un altro studio, pubblicato sulla rivista Cell, rivela come le cellule sensoriali dell’intestino ci possano beneficiare ulteriormente. I ricercatori hanno utilizzato i laser per stimolare i neuroni sensoriali che innervano l’intestino nei topi, producendo sensazioni gratificanti che i roditori hanno lavorato duramente per ripetere. La stimolazione laser ha anche aumentato i livelli di un neurotrasmettitore stimolante l’umore chiamato dopamina nel cervello dei roditori.

“Combinate, le due ricerche aiutano a spiegare perché stimolare il nervo vago con la corrente elettrica può trattare una grave depressione nelle persone”, dice Ivan de Araujo, un neuroscienziato della Icahn School of Medicine del Monte Sinai a New York, che ha guidato lo studio. I risultati possono anche spiegare perché, a livello base, mangiare ci fa sentire bene. “Anche se questi neuroni sono al di fuori del cervello, si adattano perfettamente alla definizione di neuroni di ricompensa “che guidano la motivazione e aumentano il piacere”, dice il ricercatore.

Sei quello che mangi”, dice il proverbio. La scienza ora invece ci dice che “siamo ciò che mangiano i batteri che vivono nel nostro tratto intestinale” e questo potrebbe avere un’influenza sul modo in cui invecchiamo. Gli scienziati della McGill University hanno nutrito moscerini della frutta con una combinazione di probiotici e un integratore a base di erbe chiamato Triphala che è stato in grado di prolungare la longevità delle mosche del 60% e proteggerle dalle malattie croniche associate all’invecchiamento.

Triphala è un tradizionale integratore a base di erbe che risale a migliaia di anni ed è menzionato nei tradizionali testi indiani. Lo studio, pubblicato su Scientific Reports, aggiunge un crescente numero di prove all’‘influenza che i batteri intestinali possono avere sulla salute. I ricercatori hanno aggiunto un simbiotico – fatto di probiotici con un supplemento ricco di polifenoli – alla dieta delle mosche della frutta. Le mosche alimentate con il sinbiotico sono vissute fino a 66 giorni – 26 giorni in più rispetto a quelle senza supplemento. Hanno anche mostrato tratti ridotti dell’invecchiamento, come il mantenimento della resistenza all’insulina, l’infiammazione e lo stress ossidativo.”

probiotici modificano radicalmente l’architettura del microbiota intestinale, non solo nella sua composizione, ma anche rispetto a come vengono metabolizzati i cibi che mangiamo“, dice Satya Prakash, Professore di ingegneria biomedica presso la Facoltà di Medicina della McGill e autore principale dello studio . “Ciò consente a una singola formulazione probiotica di agire simultaneamente su più vie biochimiche di segnalazione per ottenere ampi effetti fisiologici benefici e spiega perché la singola formulazione che presentiamo in questo documento ha un effetto così drastico su così tanti diversi marcatori”.

La mosca della frutta è notevolmente simile ai mammiferi con circa il 70% di somiglianza in termini di percorsi biochimici, il che la rende un buon indicatore di ciò che accadrebbe nell’uomo”, aggiunge Prakash.”Gli effetti sugli esseri umani non saranno così drastici, ma i nostri risultati suggeriscono sicuramente che una dieta che incorpora specificatamente Triphala insieme a questi probiotici promuoverà una vita lunga e sana”.

Gli autori dicono anche che i risultati dello studio possono essere spiegati dall’asse “intestino-cervello”, un sistema di comunicazione bidirezionale tra microrganismi che risiedono nel tratto gastrointestinale – il microbiota – e il cervello. Negli ultimi anni, gli studi hanno dimostrato che l’asse microbiota-cervello è coinvolto nei cambiamenti neuropatologici e in una varietà di condizioni come la sindrome dell’intestino irritabile, la neurodegenerazione e persino la depressione.

Il supplemento di erbe usato nello studio, Triphala, è una formulazione fatta da amalaki, bibhitaki e haritaki, frutti usati come piante medicinali nell’Ayurveda, una forma di medicina tradizionale indiana. 

Susan Westfall, ex dottoranda presso la McGill e autrice principale dello studio, afferma che l’idea di combinare Triphala e probiotici deriva dal suo interesse di lunga data per lo studio di prodotti naturali derivati ​​dalla medicina tradizionale indiana e il loro impatto sulle malattie neurodegenerative.

“All’inizio di questo studio, eravamo fiduciosi che combinare Triphala con i probiotici sarebbe stato almeno un po’ migliore delle loro singole componenti in termini di beneficio fisiologico, ma non immaginavamo quanto sarebbe stata efficace questa formulazione”, dice Westfall, che ora è un postdoctoral fellow presso l’Icahn School of Medicine del Mount Sinai di New York, negli Stati Uniti.

ll nuovo studio, che include dati depositati in un brevetto provvisorio degli Stati Uniti attraverso una società co-fondata dagli autori, ha il potenziale di influire sul campo del microbioma, dei probiotici e della salute umana. Considerando gli ampi effetti fisiologici di questa formulazione mostrati nella mosca della frutta, Prakash spera che la loro formulazione possa avere interessanti applicazioni in una serie di disturbi umani come il diabete, l’obesità, la neurodegenerazione, l’infiammazione cronica, la depressione, la sindrome dell’intestino irritabile e persino il cancro.

Triphala è composta da tre piante:

-La prima, Amalaki (Emblica officinalis), è anche conosciuta come “uva spina indiana”; è considerata una delle migliori piante ringiovanenti, ed è inoltre un ottimo antinfiammatorio e antiossidante naturale ricco di fibre, ferro e polifenoli. Contiene venti volte il valore di vitamina C presente in un’arancia. In India, Amalaki è conosciuta come la “erba infermiera”, perché rafforza il sistema immunitario

-La seconda, Haritaki (Terminalia chebula), ha un potere purificante e svolge un’azione purgante grazie alla presenza di antrachinoni. Ottima per la cura delle ferite in quanto stimola la produzione di collagene; è epatoprotettiva, febbrifuga, antivirale, espettorante e ipoglicemica

Bibhitaki (Terminalia bellerica), infine, è un’eccellente ringiovanente, tonico del cervello, favorisce il sonno e cura la vista. È un potente broncodilatatore: la sua azione elimina l’eccesso di muco nel corpo e inibisce le complicazioni polmonari, quali anche bronchiti e asma. Antielmintico e antisettico, controlla coliti e diarrea e regola l’eccessiva flatulenza; agisce anche nelle patologie dell’apparato biliare

Sappiamo che in Ayurveda è valido il principio per cui un preparato acquista una maggiore efficacia se associato ad altri composti. È questo il motivo per cui i medicamenti ayurvedici sono sempre una miscela di piante: la loro azione risulta potenziata.

Fibra, probiotici, lieviti naturali,prebiotici, frutta fresca, verdura di stagione sicuramente potenziano il nostro intestino, inoltre lo sport aerobico la corsa su tutti ci aiutano anche ad avere un transito intestinale molto veloce con gli ovvi benefici, per questo vi consiglio di utilizzare il tapis roulant.

Sicuramente zucchero,alcool, cibi grassi e farine raffinate e stress danneggiano il nostro intestino.

La crescita del Wellness

Dal 2015 al 2017, l’economia del wellness è cresciuta del 6,4% all’anno, quasi il doppio rispetto alla crescita economica globale (+3,6%). I consumi totali in wellness (4,2 trilioni di dollari) a livello globale superano la metà della spesa totale in salute (7,3 trilioni di dollari). Il settore complessivo del wellness rappresenta il 5,3% dell’economia mondiale.

Per quanto riguarda la nostra penisola, la ricerca mostra che il mercato italiano delle spa è cresciuto di circa un terzo nel triennio 2015-2017 e per quanto riguarda il settore workplace wellness (programmi dedicati al benessere sul posto di lavoro) l’Italia si posizione al 7 posto a livello mondiale e al quinto posto mondiale nel mercato termale.

  • In crescita il settore del turismo wellness che vale oltre 500 miliardi di Euro a livello mondiale, 182 miliardi a livello Europeo e quasi 12 miliardi per l’Italia, che si posiziona come il decimo mercato al mondo per turismo wellness.
  • In fortissimo sviluppo il nuovo trend dell’immobiliare wellness, complessi residenziali o case che contengono elementi wellness nella progettazione, materiali o servizi collaterali, che oggi vale 116 miliardi di Euro a livello globale
  • In crescita, ma con grande potenziale di ulteriore sviluppo, il settore del corporate wellness– programmi benessere sul posto di lavoro – che vale 41 miliardi a livello globale.

Crescendo il Wellness non può non crescere il Fitness, se si progettano più case con la zona benessere ci sarà sicuramente spazio per gli attrezzi, stesso discorso per i programmi benessere sul posto di lavoro, cosa di meglio di una palestra aziendale?

L’Autore

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Stefano Donadio

Da esperto di attrezzature fitness a "ultramaratoneta"...
Da tradizionale buongustaio a "gourmet del bio"...
Lavoro e passione, un connubio perfetto!



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