Archivio di agosto 2014

Mi chiamavano Professor Fatica

Il libro su Luciano Gigliotti; vita, segreti e tabelle del più grande allenatore di maratoneti. Luciano detiene un record, le uniche medaglie d’oro ottenute da maratoneti azzurri alle olimpiadi (Bordin

Mi chiamavano Professor Fatica

Mi chiamavano Professor Fatica

1988 e Baldini nel 2004) portano la sua firma di allenatore.

Alcuni estratti:

Gli africani sono maratoneti veloci, ma molto più veloci di quanto fosse Baldini. Quasi tutte le settimane si legge di un africano che ha debuttato in maratona facebdo 2h05′. Il mondo è loro oggi; e domani ,certo. La loro è un’altra realtà, diversissima dalla nostra. Una società povera,di gente che ha fame,che vive in condizioni difficili. Non hanno niente,lamaggior parte di loro vive in case con il tetto di paglia e i muri di fango. Nei villaggi vedi questi simpatici mocciosi scalzi,che vivono nella natura. Che mangiano in manierqa estremamente semplice, però naturale. i nostri cibi sono sofisticati. Basta pensare alla farina:usiamo la doppia zero, le abbiamo tolto tutto,tutte le sostanze più importanti. Loro hanno le verdure nell’orto,le capre intorno a casa,bevono il loro latte e mangiano la loro carne.

Una volta eravamo “avanti”,oggi siamo molto mindietro. Mo Farah vive a Portland, nell’Oregon. La Nike gli ha dato un appartamneto ipobarico. Lui entra in casa e dice “cara,oggi pranziamo a tremila metri”. In Italia è proibito. A portland hanno anche i tapis roulant nella piscina, per correre in acqua e risparmiare i tendini. Strutture incredibili con crioterapia per eliminare le tossine e aiutare la rigenerazione.

Quaranta km al giorno. Che per sette giorni fa 280 km, il suo standard. “Ma quanta fatica fai?Chi te lo fa fare?”, chiese un ragazzo. E Gelindo”Guarda che ti sbagli:è tuo padre, che si alza tutte le mattine alle sette per andare a lavorare, e magari deve stare seduto otto ore al giorno alla scrivania per portare a casa la pagnotta, che fa fatica. io mi diverto, a me piace correre. So di essere una persona previlegiata.

 

 

 

Elogio del Limite

Sogna in grande e osa fallire divagazioni sull’arte di correre. di Fabrizio Pistoni

Elogio del Limite

Elogio del Limite

Sogna in grande e osa fallire sono le parole che il protagonista si ripete la notte prima dell’inizio del Tor des Geants: 330 km con 24.000 metri di dislivello. pistoni ci racconta la sue esperienza in un monologo interiore lungo tutta la corsa:fatica,incontri,evoluzioni e involuzioni del pensiero,fame,sofferenza,silenzio,paesaggi mozzafiato.

Un libro da leggere tutto d’un fiato!!!

Alcuni estratti:

“Mi sembra incredibile, nel mondo di tutti i giorni lo sconosciuto è un punto interrogativo. Qui è giusto il contrario, anzi,il dilemma non si pone:luogo e orario. Se sei qui, a quest’ora, tu sei uno disposto a darmi una mano. Si innesca  così un ciclo virtuoso basato su valori evidentemente rari se in me c’è tanto stupore. eppure è tutto vero”

“Io ho anche freddo, una volontaria è piene di premure, che forse scaldano più della coperta che mi ha offerto. Mi gusto ogni boccone come se fosse l’ultimo, è la solita storia: il piacere di ogni singolo gesto è ciò che da valore a questa esperienza. Credo che sia la reazione al senso di apparente abbondanza che dilaga alla tv e sui giornali…”

“La sostanza è che l’esistenza di esperienze condivise stimola cordialità e buoni sentimenti,così ci salutiamo  come fossimo due vecchi consocenti”

“Cosa racconto  che sto inseguendo qualcuno giusto perchè è davanti a me? Uno sconosciuto del quale non so nulla e che a sua volta sta facendo lo stesso con chi lo precede? Però sono felice. Vui mettere? Perchè deve sempre esserci un perchè? Sarà un caso, ma proprio in questo momento il cubano si mette a parlare di sant’Agostino, Sai cosa rispondeva a chi gli diceva cosa stava facendo Dio prima di creare il mondo? No dimmelo tu. Che era tutto preso dalla costruzione dell’inferno per chi avrebbe posto simili domande.”

 

 

L’Autore

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Stefano Donadio

Da esperto di attrezzature fitness a "ultramaratoneta"...
Da tradizionale buongustaio a "gourmet del bio"...
Lavoro e passione, un connubio perfetto!



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