Archivio di luglio 2014

Il corridore (Marco Olmo)

Questo libro racconta la storia di un uomo qualunque che ha riscattato la propria vita attraverso la corsa.il corridore

alcuni estratti:

I vagabondi come noi, bambina, sono nati per correre.

Bruce Springsteen, Born to Run

-Sarò stato da solo, con i battiti del mio cuore. La corsa avrà stimolato endorfine e adrenalina, e mi avrà strappato, per due ore o poco meno, dal mondo dei vinti.

-Mentre corro esiste solo il presente.

-Si dice che i cani assomigliano ai loro padroni. Con lo sport è  lo stesso. L’attività sportiva è  lo specchio del carattere, il riflesso fisico di uno stato mentale. Lo sport assomiglia a chi lo pratica, e viceversa.

-C’è una frase di Bertolt Brecht “Tutti a dire della rabbia del fiume in piena e nessuno della violenza degli argini che lo costringono

-Uno sport per chiunque,ovunque,in qualunque momento

-La muscolatura ovviamente è importante. E’ fondamentale allenare un muscolo piuttosto che un altro, a seconda del tracciato o di ciò a cui se vuole puntare:staccare in salita,recuperare in discesa,tenere il passo in piano. Ma c’è qualcosa di altrettanto importante, anche se non si vede. Si tratta dell’apparato digerente. Quello che si consuma prima e durante la competizione spesso fa la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Perchè trovare il giusto equilibrio tra energia da ingerire per ottenere la quantità esatta di carburante ed eccessi da eliminare per non appesantirsi non è cosa facile. Richiede una conoscenza di se stessi molto elevata, e rende impossibile stabile regole identiche per tutti. Ogni cosa, dentro di noi, è collegata. Se un piccolo anello della catena salta, è tutta la catena a spezzarsi.

– si dice che il corpo umano sia una macchina perfetta. E gli esperimenti ognuno non può che farli sulla propria pelle

– per nutrire una mucca servono una quindicina di chili di cereali al giorno. Nutrirsi direttamente di quell’alimento non è altro che saltare un passaggio

-non smetterò mai di invitare chi si avvicina alla corsa a inseguire una propria utopia di leggerezza. Leggerezza del corpo,dell’animo,dei pensieri. Leggerezza dei passi e leggerezza nel toccare le cose,delicatamente,imparando piano piano il valore. Leggerezza che non vuol dire debolezza. Anzi. Vuol dire avere la forza di liberarsi del superfluo, di tutto ciò che ci inchioda pesanti a terra, e non ci fa sognare…

Credo davvero che non ci sia emozione senza azione

– Perchè lottare,dare il meglio di sè, è il massimo che un uomo possa chiedere alla propria vita. Nella corsa gli ultimi non sono certo meno degni dei primi. Anzi, per certi aspettilo sono anche di più. Arrivando fino in fondo correndo molte ore in più di quelli che sono in testa. Arrivano fino in fondo anche se sanno fin dall’inizio che non avranno mai una medaglia al collo. Dare il meglio di me, battere me stesso.

-La corsa assomiglia alla vita. Per me,poi,che vivo per correre,le due cose sono del tutto equivalenti.

-E’ proprio vero: ancora una volta so quello che non dovrei fare,e quello che voglio diventare. Correre è sempre il mio futuro.

 

Il riposo del Runner

Una ultra a livello fisiologico è una gara molto impegnativa indipendentemente dalla distanza e dal dislivello nel caso delle ultratrail. Lo sforzo, la fatica che derivano da una gara di ultradistanza

Impatto della corsa

Impatto della corsa

dipendono dal livello di allenamento organico e biomeccanico. Se gli allenamenti sono stati condotto in maniera adeguata e la tattica di gara è stata bilanciata, gli strascichi negativi di un ultra saranno limitati. Limitati e non esclusi in quanto non sono prevedibili i traumi diretti, e inoltre sono perfettamente noti i traumi indiretti dovuti alle sollicitazioni derivanti da ore di impatti, di disidratazione, di carenza di apporto nutrizionale.

Gli sforzi prolungati instaurano delle sindromi infiammatorie organiche che appaiono evidenti nell’alterazione degli esami ematochimici, come ad esempio, la Ves, la Pcr (proteina C reattiva) e l’aumento del numero dei globuli bianchi, marcatori che evidenziano un’aggressione a cui l’organismo dovrà fare fronte. Questi sintomi infiammatori permangono generalmente per un periodo variabile tra le 48 e le 72 ore, poi tendono a risolversi spontaneamente.  Le articolazioni, le cartilagini, i tessuti tendinei hanno tempi di adattamento, recupero e riparazione generalmente più lunghi rispetto a quelli muscolari e anche nel momento in cui le dolenze muscolari si fossero risolte, non è detto che analoga ripresa possa essersi verificata anche a loro carico. In un soggetto non adeguatamente allenato si potrebbe verificare un dolore muscolare a insorgenza tardiva detto DOMS, il dolore muscolare può durare fino a 8-15 giorni, si manifesta con dolenza al tatto e ai normali movimenti con diminuzione della forza massima., questo problema è legato sopratutto agli sforzi eccentrici, tipici della discesa e lo si avverte sopratutto nei quadricipiti.

Dopo un ultra “bisognerebbe” prendersi una pausa…., non c’è miglior strumento di recupero che il riposo. Non esiste l’allenamento defaticante, esiste un allenamneto leggero. E’ fondamentale curare l’alimentazione e il sonno.

Il massaggio è in grado di dare un valido aiuto al corpo provato dalle fatiche ed anche la sauna è in grado doi portare un rilassamento delle tensioni muscolari e un drenaggio profondo dei cataboliti attenzione però ai valori della pressione ed a integrare molto bene i liquidi.  Assolutamente da evitare sono gli antinfiammatori che possono comportare effetti negativi sul recupero andando ad inibire i fisiologici processi di autoriparzione organici nei confronti dei processi di infiammazione.

 

Born to Run

Born to Run di Christopher Mcdougallborn to run

Un libro che parla dei Tarahumara un popolo capace di iniziare a correre in qualsiasi momento. Questa popolazione vive in Messico negli impervi Copper Canyon, tra di loro si definiscono rarámuri, che significa “pianta idonea per la corsa”.

Alcuni estratti:

“Diventa amico del dolore, e non sarai mai solo” Ken Chlouber minatore e creatore della Leadville Trail 100.

“Solo a colui che preferisce la cura del proprio corpo al dominio sull’impero può essere affidato l’impero” Lao Tze

Chi è più motivato a vincere,d’altra parte? Il predatore o la preda?. Il leone può essere sconfitto e tornare a caccia domani,ma la gazzella ha un solo errore a sua disposizione.

Era questo il vero segreto dei Tarahumara: non avevano mai scordato cosa vuol dire amare la corsa. Ricordavano che la corsa è stata la prima delle belle arti dell’umanità,il nostro atto originario di creazione ispirata. Molto prima di scarabocchiare sulle pareti delle grotte e di battere il ritmo su tronchi vuoti,avevamo perfezionato l’arte di combinare il respiro, la mente e i muscoli in un fluido movimento autopropulsivo su un terreno selvaggio. E quando i nostri antenati fecero le loro prime pitture rupresti, quali furono i loro soggetti? L’uomo corridore. La corsa sulla lunga distanza era venerata perchè era indispensabile, era il modo per sopravvivere, prosperare e diffonderci su tutto il pianeta.  Correvamo per mangiare e non essere mangiati. Siamo nati per correre.

Quando corri sulla terra e corri con la terra,puoi correre per sempre.

Le scarpe bloccano il dolore, non l’impatto! Il dolore ci insegna a correre in maniera giusta e comoda! Dal momento in cui cominciamo ad andare scalzi, cambierete completamente il vostro modo di correre.

Fino al 1972, quando la Nike inventò le moderne scarpe da atletica, la gente correva con scarpe con le suole molto sottili, aveva piedi più forti e la frequenza di infortuni alle ginocchia era molto inferiore.

Gli esseri umani devono obbligatoriamente fare attività aerobica per restare in salute e io credo che questa necessità affondi le radici nella nostra storia evolutiva. Se c’è una panacea in grado di rendere sani gli esseri umani, quella è la corsa

L’impatto sulle gambe dovuto alla corsa può essere fino a dodici volte il vostro peso corporeo, ed è quindi assurdo pensare che un centimentro di gomma farà molta differenza.

Tutti pensano di sapere come si corre, ma è un attività delicata quanto qualsiasi altra, la maggior parte della gente di dirà che corre come corre. E’ ridicolo. Per caso la gente nuota come nuota? in ogni sport è fondamentale prendere lezioni.

Il corpo ha bisogno di subire traumi per diventare resistente. Segui la stessa routine quotidiana e il tuo sistema muscolo-scheletrico capisce subito come adeguarsi e comincia amettere il pilota automatico

Le salite sono un lavoro di velocità travestito

Se non avete una risposta ai vostri problemi dopo 4 ore di corsa, probabilmente non ce l’avrete mai.

Quando non riesci a rispondere ad una domanda prova a capovolgerla. dimentica che cosa permette a un aninamle di andare veloce, e chiediti invece che cosa lo rallenta.

Le lepri possono raggiungre una velocità di 72 km/h e possono tenere questa velocità per un km scarso. Giaguari, coyote e volpi possono mantenere la loro velocità massima per un tempo maggiore manon superano i 65 km/h. Il coniglio ha 45 secondi per salvarsi o soccombere. La necessità di immettere aria potrebbe aver determinato il modo in cui si è strutturato il nostro corpo.

Nessuno aveva capito perchè i primi ominidi si fossero differenziati dal resto della creazione alzando le mani da terra e cominciando a stare in piedi. Lo avevano fatto per respirare. Gli uomini si sarebbero evoluti per poter correre? le specie evolvono in base a ciò che gli riesce meglio, non in base a ciò che gli riesce peggio. E gli esseri umani,come corridori, non sono semplicemente scarsi: sono un disastro. Una volta che abbiamo tolto le mani da terra, è andato tutto a scatafascio, abbiamo perso velocità e potenza nella parte superiore del corpo. Allora come mai l’evoluzione ci avrebbe fatto diventare più deboli invece di più forti? sembravamoi i candidati perfetti per l’estinzione.  L’uomo di Neandertal è parallelo alla nostra e si battè con L’Homo sapiens nella lotta alla sopravvivenza. i Neandertal erano migliori di noi da ogni punto di vista. Dall’arrivo in Europa dell’Homo sapiens , l’uomo di Neandertal si era estinto, fosse per l’abilità nella corsa?  C’era un solo modo studiare le ossa. Gli uomini sono stati gli unici corridori privi di coda. Se gli uomini fossero stati progettati per la camminata e non per la corsa avremmo dovuto essere simili agli animali camminatori. Gli scimpanzè era il punto di partenza perfetto sono u guali a noi per il 95 % del DNA. Non condividiamo il tendine d’Achille il nostro piede è arcuato quello degli scimpanzè è piatto. Le nostre dita dei piedi sono corte e drittte quelle degli scimpanzè no.  Noi abbiamo il grande gluteo loro no noi abbiamo il legamento dietro la testa come i cani e i cavalli e a un camminatore questo legamento non serve. Il corpo umano è cambiato nel tempo adottando via via le strutture tipiche degli animali corridori. I tendini molleggiati immagazzinano energia el a restituiscono proprio come le fasce elastiche quindi siamo fatti per essere dei maratoneti e non degli scattisti. Nonostante il cavallo abbia zampe lunghe e ne abbia quattro l’uomo ha il passo più lungo del cvavallo, il cavallo sembra fare grandi balzi in avanti, ma i suoi zoccoli tornano indietro prima di toccare terra. Tutti i mammiferi corridori ad ogni passo corrisponde un solo respiro l’unica eccezzione è l’uomo e siamo gli unici che disperdiamo il calore tramite la sudorazione, gli altri si raffreddano tramite il respiro il ghepardo a 40 gradi si ferma noi grazie alla sudorazione possiamo nadare avanti. i mammiferi corridori o smaltiscono con il respiro o si fermano e muoiono. Da qui la caccia di persistenza.

I ragazzi dai 19 anni diventano ogni anno più veloci fino a raggiungere il picco a 27. Dopo i 27 inizia il declino. Siamo degli ottimi corridori di resistenza ma lo siamo anche per un periodo di tempo incredibilmente lungo  a 64 anni torniamo ad averne 19.  Non si smette di correre perchè si invecchia ma si invecchia perchè si smette di correre.

Se pensi di  non essere nato per correre non stai rinnegando solo la tua storia. stai rinnegando ciò che sei.

 

 

 

 

 

L’Autore

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Stefano Donadio

Da esperto di attrezzature fitness a "ultramaratoneta"...
Da tradizionale buongustaio a "gourmet del bio"...
Lavoro e passione, un connubio perfetto!



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