Archivio di agosto 2011

L’arnica: “la margherita gialla” contro le infiammazioni

L’Arnica (Arnica montana ) è una pianta spontanea (un’erba medicinale). Miracolosi sono i suoi effetti negli infortuni in genere, nelle distorsioni e nelle botte che lasciano lividi bluastri su tutto il corpo: viene impiegata contro le ecchimosi conseguenti a contusioni e distorsioni è più specificatamente indicata per il trattamento dei dolori muscolari; è molto utilizzata in ambito sportivo, soprattutto in forma di olio o come estratto aggiunto alle pomate antidolorifiche. Risulta quindi utile per gli stiramenti, le  slogature, le contusioni, gli schiacciamenti, gli ematomi, le bruciature, i dolori reumatici e i dolori muscolari e le tendiniti.

Arnica

Un fiore di arnica nella forma naturale.

Ci tengo a precisare che per chi ha problemi di tendiniti causate dalla corsa e non vuole rinunciare al proprio sport preferito si consiglia di alternare gli allenamenti su strada con quelli sul tapis roulant in quanto l’ammortizzazione è nettamente superiore rispetto a qualsiasi sterrato. Per avere delle corrette indicazioni su come scegliere un tapis visitate questo link.

Un caso esemplare di modificazione del sistema di autoregolazione per la difesa dell’organismo è l’infiammazione. L’infiammazione è un processo di purificazione che avviene principalmente a livello della matrice extracellulare, nel tentativo di eliminare le tossine responsabili, estranee o prodotte dall’organismo, attraverso la mobilitazione delle cellule di difesa, per lo più a livello locale, che attaccano ed eliminano le tossine.
La medicina convenzionale non considera l’infiammazione come un processo di purificazione o di ritorno all’equilibrio, ma le attribuisce le caratteristiche di una malattia. Di conseguenza, deve essere fermata con qualsiasi mezzo, in modo da ristabilire lo stato di salute, potremmo descrivere l’infiammazione come l’espressione di una difesa biologicamente utile. Il processo infiammatorio serve a eliminare l’accumulo o i danni delle tossine e a ristabilire lo stato di salute attraverso la
mobilitazione locale di cellule di difesa.

Arnica comp.-Heel® ha proprietà di regolazione dell’infiammazione e, di conseguenza, viene definito farmaco di regolazione dell’infiammazione  primarie e secondarie, soprattutto del sistema
muscoloscheletrico (artrite, componente infiammatoria nell’artrosi, PHS, tendiniti…)

  • traumi di ogni genere
  • lesioni sportive (ecchimosi, distorsioni, slogature, microlesioni successive alla prestazione…)
  • lesioni dei tessuti molli

La formula di Arnica comp.-Heel® è costituita da 14 componenti in dosi infinitesimali, in grado di coprire i sintomi principali di un’infiammazione

L’uso di Arnica comp.-Heel® genera essenzialmente 4 effetti clinici. Un gruppo di componenti interviene a livello del tono e della permeabilità vasale e della stasi venosa; altri componenti inducono un’azione antisuppurativa; il terzo gruppo di componenti ha un effetto analgesico, mentre l’ultimo gruppo stimola la circolazione.
Nel complesso, oltre all’effetto di regolazione dell’infiammazione, si osserva un effetto rapido e positivo di attenuazione dell’immagine clinica dell’infiammazione.

Arnica comp.-Heel® esercita un effetto regolatore, attraverso la modulazione dei mediatori infiammatori.
Oltre all’arnica Heel possiamo consigliare l’arnica montana della  Boiron in granuli entrambi sono prodotti omeopatici e consigliamo di assumerli lontano dall’assunzione di caffè, thè, menta, dentifrici.

Il tapis roulant in riabilitazione – parte 8°

Eccoci arrivati all’ultima, conclusiva “puntata” della nostra lunga rubrica sull’uso del tapis-roulant nella riabilitazione post-traumatica e non.
Sperando che la trattazione vi sia stata gradita, vi invitiamo a tornare a trovarci per una nuova interessante serie di articoli che inizierà la sua pubblicazione a settembre!

Un breve riassunto dei precedenti capitoli:


Caratteristiche strutturali da valutare in un tapis roulant

Le caratteristiche strutturali comprendono:

  • struttura: dimensioni, peso e portata;
  • nastro e piattaforma;
  • dispositivi di sicurezza;
  • pannello di controllo.

 

Struttura: dimensione, peso e portata

Le strutture in lega di acciaio sono più stabili e durature, sebbene quelle in alluminio siano notevolmente più leggere. Il peso della struttura determina generalmente la portata massima, anche se quest’ultima è funzione della potenza erogata dal motore. In caso di tapis roulant pesanti dovrebbero essere presenti delle ruote alle estremità della base per rendere possibile un eventuale spostamento. Esistono tapis roulant con 4 ruote che si spostano come dei carrelli della spesa. Le strutture saldate sono preferibili a quelle avvitate e vanno evitate quelle in plastica.

Le dimensioni totali vanno dai 70 ai 95 cm di larghezza, da 185 a 218 cm di lunghezza e da 135 a 150 cm di altezza.

Alcuni modelli “da camera” sono pieghevoli (i tapis roulant salva spazio rispetto ad un tapis roulant tradizionale perde in stabilità e silenziosità). Il fattore da tenere principalmente in considerazione riguardo alle dimensioni è la superficie del nastro . Il peso varia tra gli 45 e i 180 kg. Dipende in gran parte dal materiale di costruzione, alla dotazione (es. dimensione delle maniglie, grandezza display, etc.) e da dimensioni e peso del motore.

La portata media è di 110-130 kg., ma se si prevede di utilizzare l’apparecchio con pazienti obesi sono necessarie portate attorno ai 180 kg, fino a 300 kg per i grandi obesi.

 

Nastro e piattaforma

I nastri di piccole dimensioni sono più adatti al cammino,mentre per la corsa è necessaria una superficie d’appoggio sufficientemente ampia (soprattutto per i soggetti più alti). Lunghezza e larghezza variano rispettivamente tra 114 e 160 cm e tra 40 e 60 cm.

Lo spessore del nastro può andare dai 0.6 cm adeguati ad un uso occasionale, ai 0.9/1,2 cm per uso continuativo e regolare, fino a 3,7 mm dei tapis roulant con nastro ortopedico. Solitamente è costituito da una striscia in PVC, cotone e nylon  ed è teso tra i due rulli movimentati dal rotore centrale.

L’usura ed i fattori ambientali (umidità) possono modificare la tensione del nastro e provocare quindi inesattezze nella lettura della velocità: per questi motivi è richiesta una frequente manutenzione e un regolare controllo della tensione. Per ridurre la frizione tra il nastro e la superficie di appoggio (che solitamente è una tavola di legno) si utilizzano cera o silicone, ma invece bisognerebbe sempre usare un olio con particolare viscosità a base di vasellina in maniera tale che il nastro non si secchi e che non si asciughi.

Garantiscono inoltre una maggiore durata del tapis roulant e permettono di ridurre sia il costo di energia elettrica che gli interventi di manutenzione.

La piattaforma su cui appoggia il nastro ha un’altezza da terra che varia da modello a modello .

 

Dispositivi di sicurezza

Come tutti i dispositivi per uso medico i tapis roulant sono assoggettati alle normative di sicurezza stabilite dalla Direttiva 93/42/EEC. La rispondenza a tale normativa è garantita dalla presenza del marchio CE. In ogni caso il pulsante di stop di emergenza deve essere ben riconoscibile e facilmente accessibile dall’utente e dagli operatori, dando la possibilità di arresto graduale di velocità ed inclinazione. La presenza di un comando di stop a filo, azionato automaticamente dall’utente, può essere importante in tutte quelle situazioni in cui l’allenamento non sia costantemente supervisionato dal fisioterapista.

I tapis roulant devono avere la possibilità di montare barre o maniglie orizzontali adattabili e configurabili secondo le esigenze specifiche. Barre e maniglie possono essere di tre tipi: unica frontale, laterali o parallele corte o lunghe; devono essere solide e fuori dall’ampiezza dell’oscillazione delle braccia. Servono principalmente all’equilibrio, quindi devono essere di facile raggiungibilità e confortevoli nella presa. Alcune ditte vendono maniglie integrative che si adattano alle esigenze di particolari pazienti (ad es. pediatrici).

 

Pannello di controllo

Il pannello deve essere facilmente leggibile, con tasti comodamente raggiungibili che consentano il comando immediato dei parametri ed un display chiaro e completo di tutti i dati necessari. I più comuni sono quelli con display a cristalli liquidi (LCD) monocromatici (nei modelli economici) o a colori, oppure con LED (Light Emitting Diode) più facilmente leggibili. Tutti i display sono posti frontalmente e presentano un numero variabile di tasti  in base alla quantità di dati e al numero di programmi posseduti dallo specifico strumento.

La maggior parte dei tapis roulant di qualità sono programmabili per velocità, inclinazione, distanza, tempo e frequenza cardiaca target e hanno in memoria dei programmi di training reimpostati. Molti modelli offrono la possibilità di impostare nuovi programmi (in numero dipendente dalle capacità del software dell’attrezzo) o di personalizzare la programmazione in base, ad esempio, alla frequenza cardiaca (FC). Il controllo della Frequenza Cardiaca, requisito necessario per la riabilitazione di pazienti con deficit cardio-polmonari è ottenibile mediante dispositivi come la fascia toracica (che trasmette il valore delle pulsazioni al ricevitore inserito sul display del tapis roulant) o il contatto diretto con sensori posti sulle maniglie. Consigliamo di non tener conto delle pulsazioni palmari in quanto il dato è approssimativo e la veridicità delle rilevazioni può variare da soggetto a soggetto, la pelle della mano può essere più o meno spessa il soggetto può avere più o meno acqua nel proprio corpo, il ph può essere più o meno acido ecc.. .

Vanno evitati registratori di Frequenza cardiaca  da porre sul lobo dell’orecchio o sul dito, in quanto non accurati. Gran parte dei modelli presenti sul mercato integrano programmi che consentono di lavorare a frequenza costante (diminuendo o aumentando la velocità in base alla Frequenza Cardio) o a incremento costante di carico. Questi programmi si chiamano HRC cioè programmi a battito cardiaco controllato.

Nei pazienti cardiologici in particolare, il tapis roulant deve avere la possibilità di interfacciare un sistema di monitoraggio ECGrafico e delle frequenze cardiache e mostrare sul display i livelli di dispendio energetico in multipli del metabolismo basale (MET) per migliorare la compliance del paziente all’esercizio.

Al fine di motivare il paziente, sul pannello di controllo solitamente viene fornito un feedback (visivo o uditivo) relativo a FC, velocità, calorie bruciate, durata dell’esercizio, pendenza.

 

Il tapis roulant in riabilitazione – parte 7°

Prosegue con la penultima puntata il nostro articolo sul tapis roulant nella riabilitazione.

Qui trovate un riassunto di quanto già detto:


Caratteristiche tecniche da valutare in un tapis roulant

Le caratteristiche tecniche dei tapis roulant comprendono:

  • motore;
  • rumore;
  • velocità;
  • inclinazione;
  • resilenza.

Tali caratteristiche sono da selezionarsi anche in funzione della tipologia di pazienti trattati.

Motore

Il cuore del treadmill è il motore, la cui potenza oscilla in genere tra 1.5 e 6 cavalli-potenza (Horse-Power, HP).

Il più comune è quello da 2.5 HP, mentre quello da 6 HP è montato sui modelli di punta, garantisce miglior coppia e permette di lavorare con soggetti più pesanti.

La velocità di punta è la velocità massima raggiungibile e varia da 13 a 25 km/h, salvo in treadmill progettati specificamente per alte velocità (fino a 40-45 km/h). La velocità media del cammino è compresa tra 3.2 e 6.4 km/h, tra gli 8 e gli 11 km/h si parla di jogging mentre la corsa vera e propria parte dai 12 km/h in poi. Prerogativa importante è quella di poter regolare facilmente la velocità tramite il pannello di controllo.

Alcuni modelli consentono inoltre di impostare velocità negative in modo da allenare il paziente a camminare all’indietro senza doverlo far girare. Tale movimento è utile soprattutto nei pazienti protesizzati d’anca o ginocchio nei quali è necessario ridurre le contratture in flessione favorendo così l’estensione del ginocchio, la dorsiflessione del piede e la contrazione eccentrica dei muscoli ischiocrurali la scelta dell’apparecchio la potenza deve essere però rapportata alla prestazione continua piuttosto che a quella di picco, come solitamente si trova indicato negli opuscoli informativi.

In realtà, da un punto di vista strettamente tecnico, la potenza del motore non è un elemento veramente discriminante per stabilire la qualità di un tapis roulantl. Se un dispositivo è meccanicamente ben ingegnerizzato infatti può fornire ottime prestazioni anche con potenze ridotte.

Come regola base possiamo dire che un buon tapis roulant per riabilitazione dovrebbe montare un motore di almeno 2-2.5 HP. Se viene impiegato solo per l’allenamento al cammino, allora 1,5 HP 1,75 HP possono essere sufficienti(se l’utente è leggero sotto i 60 kg).

 

Rumore

Il rumore è in qualche modo direttamente legato alla qualità della meccanica e dei componenti impiegati. Alcuni costruttori riescono a contenerlo mediante l’impiego di materiale fonoassorbente, pertanto è sempre bene accertarsi che un basso livello di rumore corrisponda davvero ad una buona realizzazione meccanica. Per attutire i rumori di un tapis roulant utilizzato in un condominio può essere utilizzato un tappetino fonoassorbente/insonorizzante che oltre ad attutire i rumori salva anche il pavimento.

 

Velocità

La velocità va scomposta in tre principali fattori: velocità di partenza, intervallo di incremento e velocità di punta.

La velocità di partenza è la velocità minima a cui si muove il nastro all’accensione dell’attrezzo, che può anche non corrispondere a quella minima assoluta (in alcuni tapis roulant è possibile ridurre la velocità una volta avviato il tappeto). Solitamente il tappeto parte da 0.8 km/h o 1 km/h, ma in riabilitazione è spesso necessario poter iniziare a lavorare da 0.1 km/h in modo da consentire la valutazione/allenamento anche dei soggetti più decondizionati e la rieducazione al cammino di pazienti maggiormente compromessi, come ad esempio quelli neurologici o pediatrici. Velocità di partenza superiori a 0.8 km/h possono invece risultare rischiose per alcune categorie di pazienti, in quanto provocano movimenti bruschi del nastro.

L’intervallo di incremento è costituito dall’entità dell’incremento minimo tra una velocità attuale e quella impostata immediatamente successiva (mentre per velocità di incremento si intende il tempo che il tappeto impiega a passare dalla prima alla seconda). A seconda della qualità dello strumento si va da 0.5 km/h per i modelli di base a incrementi più fini di 0.1 km/h.

 

Inclinazione

I sistemi per l’inclinazione sfruttano meccanismi diversi: elettrico, ad avvitamento, pneumatico e manuale. Se ben congegnati, i movimenti del tappeto sono silenti e non provocano instabilità della struttura alle altezze maggiori. L’elevazione elettrica con asse e pignone è ideale, sebbene ciò incida sensibilmente sul prezzo a causa dell’uso di un motore separato. Occorre anche verificare che il motore che aziona il dispositivo di inclinazione sia di potenza adeguata per sollevare il tapis roulant con il massimo carico ammissibile senza dare luogo a cedimenti. Le leve manuali per l’inclinazione sono tipiche dei modelli a basso costo: in tal caso occorre verificare che almeno le leve siano collocate in maniera da essere ben raggiungibili dall’utente durante l’esercizio.

Alcuni modelli consentono anche il cammino o la corsa in leggera discesa fino a pendenze negative del 10-16%, con incrementi dell’1%.

 

Resilienza

La resilienza è la capacità di assorbimento della forza d’impatto del piede da parte del tappeto ed è un aspetto importante per la prevenzione di stress a ginocchia e caviglie.

I meccanismi impiegati per attutire le forze di impatto vanno dalle piattaforme flessibili o ammortizzate ai sistemi di sospensioni. Il grado di resilienza ottimale è quello simile al terreno morbido (prato): il tappeto deve quindi essere al tempo stesso più “accomodante” rispetto all’asfalto ma non troppo ammortizzato o troppo elastico. Si consiglia in ogni caso di utilizzare il tapis roulant indossando un paio di calzature adatte (scarpe da running categoria A3 massimo ammortizzamento, si consiglia di utilizzare anche un calzino da running sottile e traspirante rinforzato).

La scelta della scarpa giusta per correre

La scelta della scarpa va fatta in base al tipo di piede.

Esistono piedi normali, piatti o cavi.

  • Il piede normale è il piede che lascia un impronta divisa in tre parti: avampiede, metatarso e calcagno.
    Il piede normale appoggia inizialmente sulla parte esterna del tallone, successivamente, con movimento rotatorio, scarica il peso verso la punta e inclinandosi appoggia sull’arco plantare.
  • Il piede piatto è praticamente privo dell’arco plantare.
  • Il piede cavo invece insiste troppo sull’avampiede e sul calcagno.

 

Chi ha i piedi patti normalmente consuma la scarpa verso l’interno: in questo caso si parla di “pronazione”.

 

Chi ha il piede cavo consuma la scarpa all’esterno: parliamo di “supinazione”.

 

Per chi è pronatore esistono in commercio scarpe anti-pronazione, mentre la supinazione non è considerato un difetto grave e non consigliamo l’acquisto di scarpe anti-supinazione.

 


Vibram Five Fingers

Vibram Five Fingers, le scarpe da running per correre "a piedi nudi"

Le scarpe neutre hanno delle sotto categorie:

  • A1: gara per podisti leggeri e veloci
  • A2: intermedie per podisti leggeri e veloci o gara per podisti meno veloci
  • A3: massimo ammortizzamento allenamento e gara per la maggioranza dei podisti amatoriali

 

Consiglio:

  1. Di acquistare la scarpa un mezzo numero più grande  per evitare unghie nere provacato dallo sbattimento del piede soprattutto quando affrontiamo delle discese
  2. Di lavare le scarpe a mano in acqua fredda e non in lavatrice e magari fare asciugare all’aria inserendo dei fogli di giornali all’interno per non farle sformare e mantenerle più morbide
  3. Di cambiare le scarpe ogni 500/600 km
  4. Se potete sottoponetevi a una valutazione del vostro appoggio come spesso facciamo con i nostri clienti (VEDI LINK)

 

Curiosità.

Spesso mi viene chiesto in negozio se si può correre scalzi sul tapis roulant! Addirittura in molti pensano che un qualsiasi paio di scarpe da ginnastica è idonea alla corsa…
Ci tengo a precisare che  per correre o camminare sul tapis roulant o su strada è necessario acquistare delle scarpe da running anzi bisognerebbe avere un paio di scarpette da utilizzare esclusivamente sul tapis roulant così non andremo a sporcare il nastro del tappeto e non accumuleremo sporcizia nel vano motore.

Il tapis roulant in riabilitazione – parte 6°

Ecco a voi la sesta “puntata” del nostro articolo sul tapis-roulant usato nella riabilitazione post-traumatica.

Un link alle precedenti “puntate”:


Corsa su tapis roulant  vs. quella su terreno

Nella corsa sul tapis roulant i soggetti adottano uno stile che favorisca il miglior livello di sicurezza (equilibrio), diminuendo l’ampiezza della fase di oscillazione, lo spostamento verticale del baricentro e l’angolo compreso tra il piede ed il piano d’appoggio. Molti tendono inoltre ad accentuare la flessione in avanti del tronco e a diminuire la lunghezza del passo aumentandone la frequenza, ma senza differenze significative nell’attivazione muscolare .

La ricerca dell’equilibrio e della stabilità durante la corsa sul tapis roulant richiede un certo periodo di adattamento, ma i parametri cinematici tendono a stabilizzarsi con l’esperienza e con l’utilizzo di apparecchi più potenti (che consentano cioè minime variazioni di velocità del tappeto tra un passo e l’altro) e dotati di sistemi ammortizzanti che offrano condizioni di impatto del piede simili a quelle naturali.

Dal punto di vista energetico vi sono alcuni fattori che rendono la corsa meno faticosa (come ad esempio la spinta offerta dal tappeto nei modelli motorizzati e l’assenza della resistenza esterna dell’aria, anche se ci sono alcuni modelli dotati di ventilatore incorporato nella console oppure basta semplicemente posizionare un ventilatore davanti al tapis roulant) ed altri che ne aumentano invece la difficoltà (come la ridotta termoregolazione corporea data dall’attività indoor).

Per testare o allenare capacità specifiche di sprint sono necessari modelli in grado di raggiungere alte velocità (generalmente troviamo in vendita tapis roulant che possono arrivare al max a 22/km orari o tapis roulant professionali che dichiarano di arrivare a 25 km/h).

 

In tandem col bambino

tandem con bambinoSfogliando le mie solite riviste specializzate del settore sport ho trovato una novità nel settore del ciclo.

Addio vecchio seggiolino! Da oggi bambini aiuterete i vostri genitori a pedalare!

Ai bambini piace molto stare seduti in prima fila…

E c’è di più! Il vostro bambino potrà costruire i muscoli e spendere energie . Voi siete l’istruttore di vostro figlio. Il bambini arriveranno a conoscere il “ciclismo” e le regole del traffico in prima persona da voi.
Anche se entrambi forniscono la potenza alle ruote per andare avanti, solo tu puoi guidare e frenare quando è necessario. Il tandem famiglia può essere guidato con notevole facilità e precisione.

Il Tangaroo è progettato per i bambini di età compresa tra circa 3-8 anni – e può sostenere un peso fino a 30 chili. E’ più adatto per i bambini sotto i 140 centimetri, o fino a quando il pilota principale ha una vista completa della strada di fronte. Potrebbe essere anche un sistema per avvicinare i bambini allo sport outdoor visto che si parla ormai da tempo di bambini in sovrappeso parcheggiati davanti alla tv gonfiati di merendine.

Tre tipi di integrazione alimentare per tre profili diversi

In natura esistono molte piante ricche in componenti funzionali ad azione specifica che, in regime di alimentazione controllata e in sinergia con una regolare attività fisica, possono rappresentare un ulteriore aiuto nell’ambito di un programma per il controllo del peso.

 

Il loro utilizzo razionale e corretto, preferibilmente su consiglio di un esperto, può contribuire all’efficacia di programmi salutistici finalizzati ad una perdita graduale dei chili di troppo e con effetti duraturi nel tempo.
In base al tipo di azione svolta possiamo distinguere queste sostanze naturali in tre gruppi principali.

 

Abbiamo quindi classificate le persone in 3 profili:

  • Profilo 1: Chi esagera con il cibi durante i pasti, mangia spesso a ristorante, vita stressante, normalmente arriva al pasto troppo affamato
  • Profilo 2: Alimentazione non eccessiva ma non si perde peso, stato di stanchezza,pressione bassa, sonnolenza.
  • Profilo 3: In sovrappeso, ritenzione idrica, gonfiore.

 

Per il Profilo 1 bisogna rivedere la distribuzione dei pasti nell’arco della giornata e bisogna ricorrere ad integratori di fibre che danno sensazione di maggior sazietà e contribuiscono a ridurre l’assorbimento  delle calorie assunte, le fibre aiutano anche a ridurre il colesterolo.
Le fibre solubili con cui possiamo integrare la nostra alimentazione derivano da piante come il glucomannano, psillio, lino, altea, tiglio e fico d’india.
Queste sostanze formano nello stomaco una gelatina voluminosa che sicuramente ci dà una sensazione di sazietà inoltre il gel ingloba parte di zuccheri e grassi che verranno eliminati.
Per questa caratteristica gli integratori di fibra vanno assunti prima del pasto  ed è molto importante assumerle con tanta acqua favorendo anche il transito nel tratto intestinale, sono anche un aiuto alla glicemia e al colesterolo.

 

Profilo 2: per questo profilo bisogna incrementare l’attività fisica innalzando il metabolismo.
L’attività fisica deve essere svolta con regolarità aumentando la massa magra che consuma l’energia basale dell’organismo. Per riattivare l’organismo possiamo aiutarci con delle piante medicinali con funzione attivatrice come l’arancio amaro, il the verde e l’alga bruna. Queste erbe stimolano la termogenesi, queste sostanze vanno usato per un breve periodo di tempo massimo 20 giorni. Non posso essere utilizate da bambini donne in gravidanza e chi ha problemi cardiaci o di ipertensione.
Riattivando il metabolismo avviene anche la lipolisi grazie al quale riusciamo ad attacare le riserve di grasso.

 

Profilo 3. Per il Profilo 3 il primo consiglio è quello di bere! Almeno 2 litri di acqua naturale al giorno, iniziando la mattina appena svegli a stomaco vuoto con un paio di bicchieri d’acqua a temperatura ambiente. La ritenzione idrica è indice di un rallentamento del ricambio idroelettrolitico a livello cellulare con ristagno localizzato. Il rimedio è quello di assumere polifenoli che favoriscono la funzionalità renale e del fegato che sono i due organi principali per la depurazione dell’organismo.
Piante medicali consigliate verga d’oro e tarassaco.

L’importanza dei vegetali

L’alimentazione odierna mostra purtroppo un quadro generale di appiattimento ed omologazione dei cibi che va contro il principio fondamentale della VARIETA’ dei cibi alla base di una sana alimentazione.

Tra gli alimenti più sacrificati troviamo quelli di origine vegetale eppure le piante  e i vegetali contengono sostanze molto importanti per la nostra salute come le fibre, vitamine e sali minerali oltre a composti biologici attivi.

Questi composti non nutrono ma sono fondamentali per la salute perchè proteggono diversi apparati.

I vegetali della famiglia delle crucifere cioè bietole, ravanelli, rape, cavoli, broccoli svolgono un azione antitumorale. Nell’aglio e nella cipolla troviamo gli allilsolfuri che aiutano il cuore e il colesterolo  rendono il sangue più fluido e meno inclini a trombi.
Carciofo e tarassaco  sono ricchi di polifenoli che favoriscono la funzionalità del fegato e i processi di depurazione del fegato.
Mirtilli, uva nera, melanzane, radicchio contengono antocianine, sostanze altamente antiossidanti importanti per la vista, i capillari e la funzionalità urinaria.
La mela ha una funzione calmante e antinfiammatoria. Il licopene presente nei pomodori e nell’anguria ha indubbi effetti antitumorali, le carote e gli agrumi o le spezie salvia, timo, rosmarino, cannella sono altamente antiossidanti.

Nessun chimico sarebbe in grado di ottenere in laboratorio gli stessi risultati.
Mangiamo frutta e verdura sempre e variamo il più possibile l’alimentazione.

L’Autore

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Stefano Donadio

Da esperto di attrezzature fitness a "ultramaratoneta"...
Da tradizionale buongustaio a "gourmet del bio"...
Lavoro e passione, un connubio perfetto!



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