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New Balance Day

Un intera giornata dedicata alle scarpe da running

 

Sabato mattina 17 Settembre si è svolta al Percorso Verde di Pian di Massiano a Perugia (zona stadio) una prova gratuita delle scarpe da running New Balance.
Doriano Bussolotto ed Eros Lenticchi, podisti di comprovata esperienza, hanno messo a disposizione tutta la loro conoscenza del settore.

 

Sabato pomeriggio il test si è spostato presso la sede di Tutto per il Fitness a Taverne di Corciano (PG) per poter effettuare le video analisi dell’appoggio del piede.

 

E’ stato utilizzato per la prova un tapis roulant della Kettler, il Track Performance, tappeto di ottima finitura e qualità tecniche.

 

Vi invito a visionare il video di un test svolto su una ragazza. Tale video è emblematico per poter capire l’importanza di un test del genere.

The video cannot be shown at the moment. Please try again later.

Nel primo video potete vedere come il piede sinistro ceda verso l’interno nel momento dell’appoggio.

The video cannot be shown at the moment. Please try again later.

Nel secondo video la stessa ragazza ha indossato una scarpa più protettiva, la New Balance 1080, che le ha praticamente corretto il difetto nell’appoggio.
La ragazza prima dell’analisi aveva segnalato un problema di frequenti distorsioni alla caviglia con conseguenti ematomi.

Scegliere la scarpa giusta in base all’utilizzatore è fondamentale come è fondamentale sostituire le scarpe ogni 500/600 km o 6 mesi di vita.

Basta ai negozi che vendono tutto! Il futuro è il ritorno al negozio specializzato! In tutti i settori…

Il tapis roulant in riabilitazione – parte 8°

Eccoci arrivati all’ultima, conclusiva “puntata” della nostra lunga rubrica sull’uso del tapis-roulant nella riabilitazione post-traumatica e non.
Sperando che la trattazione vi sia stata gradita, vi invitiamo a tornare a trovarci per una nuova interessante serie di articoli che inizierà la sua pubblicazione a settembre!

Un breve riassunto dei precedenti capitoli:


Caratteristiche strutturali da valutare in un tapis roulant

Le caratteristiche strutturali comprendono:

  • struttura: dimensioni, peso e portata;
  • nastro e piattaforma;
  • dispositivi di sicurezza;
  • pannello di controllo.

 

Struttura: dimensione, peso e portata

Le strutture in lega di acciaio sono più stabili e durature, sebbene quelle in alluminio siano notevolmente più leggere. Il peso della struttura determina generalmente la portata massima, anche se quest’ultima è funzione della potenza erogata dal motore. In caso di tapis roulant pesanti dovrebbero essere presenti delle ruote alle estremità della base per rendere possibile un eventuale spostamento. Esistono tapis roulant con 4 ruote che si spostano come dei carrelli della spesa. Le strutture saldate sono preferibili a quelle avvitate e vanno evitate quelle in plastica.

Le dimensioni totali vanno dai 70 ai 95 cm di larghezza, da 185 a 218 cm di lunghezza e da 135 a 150 cm di altezza.

Alcuni modelli “da camera” sono pieghevoli (i tapis roulant salva spazio rispetto ad un tapis roulant tradizionale perde in stabilità e silenziosità). Il fattore da tenere principalmente in considerazione riguardo alle dimensioni è la superficie del nastro . Il peso varia tra gli 45 e i 180 kg. Dipende in gran parte dal materiale di costruzione, alla dotazione (es. dimensione delle maniglie, grandezza display, etc.) e da dimensioni e peso del motore.

La portata media è di 110-130 kg., ma se si prevede di utilizzare l’apparecchio con pazienti obesi sono necessarie portate attorno ai 180 kg, fino a 300 kg per i grandi obesi.

 

Nastro e piattaforma

I nastri di piccole dimensioni sono più adatti al cammino,mentre per la corsa è necessaria una superficie d’appoggio sufficientemente ampia (soprattutto per i soggetti più alti). Lunghezza e larghezza variano rispettivamente tra 114 e 160 cm e tra 40 e 60 cm.

Lo spessore del nastro può andare dai 0.6 cm adeguati ad un uso occasionale, ai 0.9/1,2 cm per uso continuativo e regolare, fino a 3,7 mm dei tapis roulant con nastro ortopedico. Solitamente è costituito da una striscia in PVC, cotone e nylon  ed è teso tra i due rulli movimentati dal rotore centrale.

L’usura ed i fattori ambientali (umidità) possono modificare la tensione del nastro e provocare quindi inesattezze nella lettura della velocità: per questi motivi è richiesta una frequente manutenzione e un regolare controllo della tensione. Per ridurre la frizione tra il nastro e la superficie di appoggio (che solitamente è una tavola di legno) si utilizzano cera o silicone, ma invece bisognerebbe sempre usare un olio con particolare viscosità a base di vasellina in maniera tale che il nastro non si secchi e che non si asciughi.

Garantiscono inoltre una maggiore durata del tapis roulant e permettono di ridurre sia il costo di energia elettrica che gli interventi di manutenzione.

La piattaforma su cui appoggia il nastro ha un’altezza da terra che varia da modello a modello .

 

Dispositivi di sicurezza

Come tutti i dispositivi per uso medico i tapis roulant sono assoggettati alle normative di sicurezza stabilite dalla Direttiva 93/42/EEC. La rispondenza a tale normativa è garantita dalla presenza del marchio CE. In ogni caso il pulsante di stop di emergenza deve essere ben riconoscibile e facilmente accessibile dall’utente e dagli operatori, dando la possibilità di arresto graduale di velocità ed inclinazione. La presenza di un comando di stop a filo, azionato automaticamente dall’utente, può essere importante in tutte quelle situazioni in cui l’allenamento non sia costantemente supervisionato dal fisioterapista.

I tapis roulant devono avere la possibilità di montare barre o maniglie orizzontali adattabili e configurabili secondo le esigenze specifiche. Barre e maniglie possono essere di tre tipi: unica frontale, laterali o parallele corte o lunghe; devono essere solide e fuori dall’ampiezza dell’oscillazione delle braccia. Servono principalmente all’equilibrio, quindi devono essere di facile raggiungibilità e confortevoli nella presa. Alcune ditte vendono maniglie integrative che si adattano alle esigenze di particolari pazienti (ad es. pediatrici).

 

Pannello di controllo

Il pannello deve essere facilmente leggibile, con tasti comodamente raggiungibili che consentano il comando immediato dei parametri ed un display chiaro e completo di tutti i dati necessari. I più comuni sono quelli con display a cristalli liquidi (LCD) monocromatici (nei modelli economici) o a colori, oppure con LED (Light Emitting Diode) più facilmente leggibili. Tutti i display sono posti frontalmente e presentano un numero variabile di tasti  in base alla quantità di dati e al numero di programmi posseduti dallo specifico strumento.

La maggior parte dei tapis roulant di qualità sono programmabili per velocità, inclinazione, distanza, tempo e frequenza cardiaca target e hanno in memoria dei programmi di training reimpostati. Molti modelli offrono la possibilità di impostare nuovi programmi (in numero dipendente dalle capacità del software dell’attrezzo) o di personalizzare la programmazione in base, ad esempio, alla frequenza cardiaca (FC). Il controllo della Frequenza Cardiaca, requisito necessario per la riabilitazione di pazienti con deficit cardio-polmonari è ottenibile mediante dispositivi come la fascia toracica (che trasmette il valore delle pulsazioni al ricevitore inserito sul display del tapis roulant) o il contatto diretto con sensori posti sulle maniglie. Consigliamo di non tener conto delle pulsazioni palmari in quanto il dato è approssimativo e la veridicità delle rilevazioni può variare da soggetto a soggetto, la pelle della mano può essere più o meno spessa il soggetto può avere più o meno acqua nel proprio corpo, il ph può essere più o meno acido ecc.. .

Vanno evitati registratori di Frequenza cardiaca  da porre sul lobo dell’orecchio o sul dito, in quanto non accurati. Gran parte dei modelli presenti sul mercato integrano programmi che consentono di lavorare a frequenza costante (diminuendo o aumentando la velocità in base alla Frequenza Cardio) o a incremento costante di carico. Questi programmi si chiamano HRC cioè programmi a battito cardiaco controllato.

Nei pazienti cardiologici in particolare, il tapis roulant deve avere la possibilità di interfacciare un sistema di monitoraggio ECGrafico e delle frequenze cardiache e mostrare sul display i livelli di dispendio energetico in multipli del metabolismo basale (MET) per migliorare la compliance del paziente all’esercizio.

Al fine di motivare il paziente, sul pannello di controllo solitamente viene fornito un feedback (visivo o uditivo) relativo a FC, velocità, calorie bruciate, durata dell’esercizio, pendenza.

 

Il tapis roulant in riabilitazione – parte 7°

Prosegue con la penultima puntata il nostro articolo sul tapis roulant nella riabilitazione.

Qui trovate un riassunto di quanto già detto:


Caratteristiche tecniche da valutare in un tapis roulant

Le caratteristiche tecniche dei tapis roulant comprendono:

  • motore;
  • rumore;
  • velocità;
  • inclinazione;
  • resilenza.

Tali caratteristiche sono da selezionarsi anche in funzione della tipologia di pazienti trattati.

Motore

Il cuore del treadmill è il motore, la cui potenza oscilla in genere tra 1.5 e 6 cavalli-potenza (Horse-Power, HP).

Il più comune è quello da 2.5 HP, mentre quello da 6 HP è montato sui modelli di punta, garantisce miglior coppia e permette di lavorare con soggetti più pesanti.

La velocità di punta è la velocità massima raggiungibile e varia da 13 a 25 km/h, salvo in treadmill progettati specificamente per alte velocità (fino a 40-45 km/h). La velocità media del cammino è compresa tra 3.2 e 6.4 km/h, tra gli 8 e gli 11 km/h si parla di jogging mentre la corsa vera e propria parte dai 12 km/h in poi. Prerogativa importante è quella di poter regolare facilmente la velocità tramite il pannello di controllo.

Alcuni modelli consentono inoltre di impostare velocità negative in modo da allenare il paziente a camminare all’indietro senza doverlo far girare. Tale movimento è utile soprattutto nei pazienti protesizzati d’anca o ginocchio nei quali è necessario ridurre le contratture in flessione favorendo così l’estensione del ginocchio, la dorsiflessione del piede e la contrazione eccentrica dei muscoli ischiocrurali la scelta dell’apparecchio la potenza deve essere però rapportata alla prestazione continua piuttosto che a quella di picco, come solitamente si trova indicato negli opuscoli informativi.

In realtà, da un punto di vista strettamente tecnico, la potenza del motore non è un elemento veramente discriminante per stabilire la qualità di un tapis roulantl. Se un dispositivo è meccanicamente ben ingegnerizzato infatti può fornire ottime prestazioni anche con potenze ridotte.

Come regola base possiamo dire che un buon tapis roulant per riabilitazione dovrebbe montare un motore di almeno 2-2.5 HP. Se viene impiegato solo per l’allenamento al cammino, allora 1,5 HP 1,75 HP possono essere sufficienti(se l’utente è leggero sotto i 60 kg).

 

Rumore

Il rumore è in qualche modo direttamente legato alla qualità della meccanica e dei componenti impiegati. Alcuni costruttori riescono a contenerlo mediante l’impiego di materiale fonoassorbente, pertanto è sempre bene accertarsi che un basso livello di rumore corrisponda davvero ad una buona realizzazione meccanica. Per attutire i rumori di un tapis roulant utilizzato in un condominio può essere utilizzato un tappetino fonoassorbente/insonorizzante che oltre ad attutire i rumori salva anche il pavimento.

 

Velocità

La velocità va scomposta in tre principali fattori: velocità di partenza, intervallo di incremento e velocità di punta.

La velocità di partenza è la velocità minima a cui si muove il nastro all’accensione dell’attrezzo, che può anche non corrispondere a quella minima assoluta (in alcuni tapis roulant è possibile ridurre la velocità una volta avviato il tappeto). Solitamente il tappeto parte da 0.8 km/h o 1 km/h, ma in riabilitazione è spesso necessario poter iniziare a lavorare da 0.1 km/h in modo da consentire la valutazione/allenamento anche dei soggetti più decondizionati e la rieducazione al cammino di pazienti maggiormente compromessi, come ad esempio quelli neurologici o pediatrici. Velocità di partenza superiori a 0.8 km/h possono invece risultare rischiose per alcune categorie di pazienti, in quanto provocano movimenti bruschi del nastro.

L’intervallo di incremento è costituito dall’entità dell’incremento minimo tra una velocità attuale e quella impostata immediatamente successiva (mentre per velocità di incremento si intende il tempo che il tappeto impiega a passare dalla prima alla seconda). A seconda della qualità dello strumento si va da 0.5 km/h per i modelli di base a incrementi più fini di 0.1 km/h.

 

Inclinazione

I sistemi per l’inclinazione sfruttano meccanismi diversi: elettrico, ad avvitamento, pneumatico e manuale. Se ben congegnati, i movimenti del tappeto sono silenti e non provocano instabilità della struttura alle altezze maggiori. L’elevazione elettrica con asse e pignone è ideale, sebbene ciò incida sensibilmente sul prezzo a causa dell’uso di un motore separato. Occorre anche verificare che il motore che aziona il dispositivo di inclinazione sia di potenza adeguata per sollevare il tapis roulant con il massimo carico ammissibile senza dare luogo a cedimenti. Le leve manuali per l’inclinazione sono tipiche dei modelli a basso costo: in tal caso occorre verificare che almeno le leve siano collocate in maniera da essere ben raggiungibili dall’utente durante l’esercizio.

Alcuni modelli consentono anche il cammino o la corsa in leggera discesa fino a pendenze negative del 10-16%, con incrementi dell’1%.

 

Resilienza

La resilienza è la capacità di assorbimento della forza d’impatto del piede da parte del tappeto ed è un aspetto importante per la prevenzione di stress a ginocchia e caviglie.

I meccanismi impiegati per attutire le forze di impatto vanno dalle piattaforme flessibili o ammortizzate ai sistemi di sospensioni. Il grado di resilienza ottimale è quello simile al terreno morbido (prato): il tappeto deve quindi essere al tempo stesso più “accomodante” rispetto all’asfalto ma non troppo ammortizzato o troppo elastico. Si consiglia in ogni caso di utilizzare il tapis roulant indossando un paio di calzature adatte (scarpe da running categoria A3 massimo ammortizzamento, si consiglia di utilizzare anche un calzino da running sottile e traspirante rinforzato).

Il tapis roulant in riabilitazione – parte 6°

Ecco a voi la sesta “puntata” del nostro articolo sul tapis-roulant usato nella riabilitazione post-traumatica.

Un link alle precedenti “puntate”:


Corsa su tapis roulant  vs. quella su terreno

Nella corsa sul tapis roulant i soggetti adottano uno stile che favorisca il miglior livello di sicurezza (equilibrio), diminuendo l’ampiezza della fase di oscillazione, lo spostamento verticale del baricentro e l’angolo compreso tra il piede ed il piano d’appoggio. Molti tendono inoltre ad accentuare la flessione in avanti del tronco e a diminuire la lunghezza del passo aumentandone la frequenza, ma senza differenze significative nell’attivazione muscolare .

La ricerca dell’equilibrio e della stabilità durante la corsa sul tapis roulant richiede un certo periodo di adattamento, ma i parametri cinematici tendono a stabilizzarsi con l’esperienza e con l’utilizzo di apparecchi più potenti (che consentano cioè minime variazioni di velocità del tappeto tra un passo e l’altro) e dotati di sistemi ammortizzanti che offrano condizioni di impatto del piede simili a quelle naturali.

Dal punto di vista energetico vi sono alcuni fattori che rendono la corsa meno faticosa (come ad esempio la spinta offerta dal tappeto nei modelli motorizzati e l’assenza della resistenza esterna dell’aria, anche se ci sono alcuni modelli dotati di ventilatore incorporato nella console oppure basta semplicemente posizionare un ventilatore davanti al tapis roulant) ed altri che ne aumentano invece la difficoltà (come la ridotta termoregolazione corporea data dall’attività indoor).

Per testare o allenare capacità specifiche di sprint sono necessari modelli in grado di raggiungere alte velocità (generalmente troviamo in vendita tapis roulant che possono arrivare al max a 22/km orari o tapis roulant professionali che dichiarano di arrivare a 25 km/h).

 

Il tapis roulant in riabilitazione – parte 5°

Prosegue la nostra disamina dell’uso del tapis-roulant in riabilitazione.
Ecco un link agli articoloi precedenti:


La locomozione all’indietro sul tapis roulant

Riabilitazione sul tapis roulant per persone anziane o post-tramauticaOltre all’inclinazione è possibile variare anche la direzione di marcia. Alcuni modelli (molto costosi molto difficili da reperire) hanno la funzione del doppio verso di scorrimento del tappeto (avanti e indietro), mentre negli altri modelli occorre far girare il paziente (il che può produrre alcuni inconvenienti pratici). Inclinando il tappeto è inoltre possibile aumentare nella marcia all’indietro lo sforzo muscolare (in particolare quello concentrico del gastrocnemio) e i gradi di flessione di caviglia e ginocchio. Rispetto alla direzione normale il cammino a ritroso avviene con velocità e lunghezza del passo differenti, attivazione neuromuscolare più intensa e maggiori risposte cardiovascolari e metaboliche. Può quindi essere considerato un valido mezzo allenante per alcune abilità quotidiana (ad esempio l’avvicinarsi ad una sedia per sedersi) in soggetti con disturbi dell’equilibrio.

 

Aggiunto al training tradizionale di un gruppo di pazienti con ictus ha mostrato ricadute positive anche sui parametri spazio-temporali del cammino in avanti. Vanno tuttavia considerate le difficoltà di adattamento ed esecuzione incontrate in questa particolare situazione, soprattutto dalla popolazione geriatrica.

 

Nella corsa all’indietro i picchi di forza dei muscoli della coscia sono leggermente inferiori rispetto alla direzione normale, ma le variazioni più rilevanti sono quelle del pattern di attivazione dei vasti laterale e mediale obliquo del quadricipite. La loro azione passa da prevalentemente eccentrica e concentrica in avanti ad isometrica e concentrica all’indietro: questo aspetto, unito alla diminuzione delle forze articolari di compressione sul ginocchio, porta ad interessanti applicazioni cliniche nella fase iniziale (più dolente) delle sindromi femoro-tibiali e delle tendiniti del rotuleo.

 

Il tapis roulant in riabilitazione – parte 4°

Un breve riepilogo di tutto quello di cui abbiamo fino ad ora detto riguardo il tapis roulant come supporto per la riabilitazione:


La locomozione in salita e discesa su tapis roulant

Il tapis roulant offre la possibilità di simulare la locomozione in salita o in discesa (la discesa solo in pochissimi modelli presenti sul mercato), altrimenti difficilmente realizzabile per lunghi tratti.

Le strategie di adattamento posturale normalmente osservabili durante la salita comprendono un progressivo aumento della flessione di anca, ginocchio e caviglia al momento del contatto iniziale del piede, così come un tilt anteriore di pelvi e tronco. Tali cambiamenti sono accompagnati da una progressiva diminuzione della caduta laterale della pelvi verso l’arto oscillante durante la fase di mono-appoggio e da un aumento in lunghezza del passo all’aumentare della pendenza. Questo facilita ad esempio il cammino di pazienti con deficit dei muscoli abduttori d’anca.

Nel cammino in salita, l’attivazione muscolare concentrica di quadricipite e bicipite femorale aumenta con l’inclinazione, mentre non sono state rilevate variazioni significative per quanto riguarda gli ischiocrurali mediali .

Nonostante la velocità spontanea di marcia diminuisca, la fatica muscolare durante la salita porta all’elevazione della frequenza cardiaca (anche gli arti superiori si muovono con angoli articolari più ampi).

La deambulazione con pendenze superiori al 12% è considerata utile nella rieducazione dei pazienti con dolore anteriore di ginocchio o dopo ricostruzione del legamento crociato anteriore, in quanto diminuisce il fastidio sull’articolazione patello-femorale e la tensione sul legamento. I soggetti con lesione spinale incompleta riescono entro certi limiti ad adattarsi alla marcia in salita sul tapis roulant, ma utilizzano strategie differenti per far fronte ai cambiamenti imposti.

Durante il cammino in discesa invece l’anca è meno flessa al momento del contatto col suolo e la flessione del ginocchio aumenta nelle fasi intermedia e finale dell’appoggio (il baricentro “cade” da un’altezza superiore, per cui è richiesta maggior ammortizzazione). Con l’aumentare della pendenza negativa la lunghezza del passo tende ad accorciarsi, mentre si osserva un progressivo tilt posteriore di tronco e pelvi ed un aumento nella caduta laterale del bacino verso l’arto oscillante. Gli aggiustamenti sul piano sagittale consentono molto probabilmente alla muscolatura di generare più potenza in salita e di assorbire più economicamente gli impatti col suolo in discesa .

I picchi della potenza muscolare e dei momenti angolari prodotti durante il cammino in discesa aumentano notevolmente nel ginocchio, sono leggermente superiori nell’anca e si riducono nella caviglia. Ciò spiega la difficoltà incontrata dai pazienti con patologie ortopediche al ginocchio e i dolori muscolari sperimentati dagli alpinisti nel coprire pendenze negative, dove le contrazioni sono prevalentemente eccentriche.

Per quanto riguarda il carico plantare, in salita aumenta nella regione dell’alluce e del primo metatarso e diminuisce alla caviglia, mentre in discesa aumenta alla caviglia e diminuisce sul quarto e quinto metatarso. Le forze di impatto con il terreno durante la corsa aumentano in discesa (a -9% vi è un incremento del 50% circa) e diminuiscono nettamente in salita .

 

Il tapis roulant in riabilitazione – Parte 3°

Prosegue la pubblicazione del trattato sull’uso del tapis roulant come strumento essenziale nella riabilitazione.
Un breve collegamento alle precedenti “puntate”:


Note sulla locomozione in piano su tapis roulant nel paziente neurologico

Per utilizzare il tapis roulant in sicurezza, i pazienti devono essere in grado di deambulare ad una velocità media di almeno 0,2-0,3 m/s; in alternativa è opportuno dotarsi di imbracature per lo sgravio del peso corporeo che rendano più sicura la marcia e minimizzino i tempi di ripresa dell’allenamento al cammino.

I soggetti con esiti di ictus cerebrale camminano più lentamente rispetto alla L-Terra (sia per quanto riguarda la velocità media che quella di punta), con minori lunghezze del passo e una minore cadenza. Ciononostante la fase di appoggio dell’arto paretico ha maggior durata, determinando uno schema del passo più simmetrico. Anche l’attività muscolare risulta facilitata, con una contrazione più reattiva del vasto laterale ed una riduzione dell’iperattività del muscolo gastrocnemio nell’arto paretico (utilizzando un’imbracatura per lo sgravio del peso corporeo). Alla richiesta di aumento della velocità di marcia, le strategie utilizzate sono differenti: nella L-Terra la tendenza è quella di incrementare la cadenza, mentre nella L-Tapis si dà preferenza all’aumento della lunghezza del passo.

Nella riabilitazione di soggetti affetti da trauma cranico stabilizzato invece la L-Terra pare essere più efficace della L-Tapis nel raggiungere la miglior simmetria del passo.


La locomozione in salita e discesa su tapis roulant

Il tapis roulant offre la possibilità di simulare la locomozione in salita o in discesa (la discesa solo in pochissimi modelli presenti sul mercato), altrimenti difficilmente realizzabile per lunghi tratti.

Le strategie di adattamento posturale normalmente osservabili durante la salita comprendono un progressivo aumento della flessione di anca, ginocchio e caviglia al momento del contatto iniziale del piede, così come un tilt anteriore di pelvi e tronco. Tali cambiamenti sono accompagnati da una progressiva diminuzione della caduta laterale della pelvi verso l’arto oscillante durante la fase di mono-appoggio e da un aumento in lunghezza del passo all’aumentare della pendenza. Questo facilita ad esempio il cammino di pazienti con deficit dei muscoli abduttori d’anca.

Nel cammino in salita, l’attivazione muscolare concentrica di quadricipite e bicipite femorale aumenta con l’inclinazione, mentre non sono state rilevate variazioni significative per quanto riguarda gli ischiocrurali mediali.
Nonostante la velocità spontanea di marcia diminuisca, la fatica muscolare durante la salita porta all’elevazione della frequenza cardiaca (anche gli arti superiori si muovono con angoli articolari più ampi).

La deambulazione con pendenze superiori al 12% è considerata utile nella rieducazione dei pazienti con dolore anteriore di ginocchio o dopo ricostruzione del legamento crociato anteriore, in quanto diminuisce il fastidio sull’articolazione patello-femorale e la tensione sul legamento. I soggetti con lesione spinale incompleta riescono entro certi limiti ad adattarsi alla marcia in salita sul tapis roulant, ma utilizzano strategie differenti per far fronte ai cambiamenti imposti.

Durante il cammino in discesa invece l’anca è meno flessa al momento del contatto col suolo e la flessione del ginocchio aumenta nelle fasi intermedia e finale dell’appoggio (il baricentro “cade” da un’altezza superiore, per cui è richiesta maggior ammortizzazione). Con l’aumentare della pendenza negativa la lunghezza del passo tende ad accorciarsi, mentre si osserva un progressivo tilt posteriore di tronco e pelvi ed un aumento nella caduta laterale del bacino verso l’arto oscillante. Gli aggiustamenti sul piano sagittale consentono molto probabilmente alla muscolatura di generare più potenza in salita e di assorbire più economicamente gli impatti col suolo in discesa.

I picchi della potenza muscolare e dei momenti angolari prodotti durante il cammino in discesa aumentano notevolmente nel ginocchio, sono leggermente superiori nell’anca e si riducono nella caviglia. Ciò spiega la difficoltà incontrata dai pazienti con patologie ortopediche al ginocchio e i dolori muscolari sperimentati dagli alpinisti nel coprire pendenze negative, dove le contrazioni sono prevalentemente eccentriche.

Per quanto riguarda il carico plantare, in salita aumenta nella regione dell’alluce e del primo metatarso e diminuisce alla caviglia, mentre in discesa aumenta alla caviglia e diminuisce sul quarto e quinto metatarso. Le forze di impatto con il terreno durante la corsa aumentano in discesa (a -9% vi è un incremento del 50% circa) e diminuiscono nettamente in salita.

Il tapis roulant in riabilitazione – parte 2°

Locomozione sul tapis roulant vs. quella naturale su terreno.

La similitudine tra la locomozione naturale su terreno (Locomozione-Terra) e quella “artificiale” su tapis roulant (Locomozione-Tapis) è ancora oggetto di dibattito: sebbene i pattern di attivazione muscolare siano molto simili, sono state documentate alcune differenze utili all’interpretazione dei dati e alla selezione dell’apparecchio più appropriato.

Tali divergenze aumentano se il soggetto si aiuta tenendosi alle maniglie o alle barre laterali del tapis roulant , oppure se si utilizza un sistema di sgravio del peso corporeo.

Inoltre, è stato evidenziato che il tempo necessario a “familiarizzare” con la macchina (cioè entro il quale si ottengono misurazioni cinematiche affidabili) è compreso tra i 6 e i 10 minuti nei giovani sani  mentre oltre i 65 anni può essere superiore ai 15 minuti.

A parità di velocità, la durata e il coefficiente di variazione del periodo di appoggio sono inferiori nella L-Tapis rispetto alla L-Terra, con il conseguente aumento della cadenza (+7% negli adulti e +10% nei bambini di 6-7 anni) e la riduzione della lunghezza del passo. La massima pressione esercitata sul tallone ed il tempo di appoggio della L-Terra tendono inoltre a diminuire nella L-Tapis, mentre aumenta la durata del carico sull’avampiede (fase di propulsione più lunga).

Vi sono poi differenze significative anche nei movimenti del rachide lombare (nella L-Tapis si riduce l’ampiezza di oscillazione della regione lombare e della pelvi nei piani frontale e trasversale) e negli angoli di flessione di anca e ginocchio (che aumentano nella L-Tapis).

Il pattern elettromiografico non differisce molto tra L-Terra e L-Tapis, anche se nel secondo caso i valori di reclutamento sono mediamente superiori (soprattutto per quanto riguarda il muscolo quadricipite).

Il consumo energetico è simile e il battito cardiaco è sostanzialmente sovrapponibile tra le due condizioni, con una differenza maggiore a favore del L-Tapis nelle velocità più alte .

Durante il cammino a bassissima velocità (0,2-0,3m/sec) si osserva una netta riduzione della cadenza, della lunghezza e del grado di attivazione muscolare.

In questa particolare condizione fra L-Tapis e L-Terra non sono evidenziabili sostanziali differenze nell’adulto sano, ma è interessante notare come in entrambi i casi vi sia una predominante coattivazione della muscolatura prossimale dell’arto inferiore rispetto a quella distale .

 

L’Autore

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Stefano Donadio

Da esperto di attrezzature fitness a "ultramaratoneta"...
Da tradizionale buongustaio a "gourmet del bio"...
Lavoro e passione, un connubio perfetto!



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