Il corridore (Marco Olmo)

Questo libro racconta la storia di un uomo qualunque che ha riscattato la propria vita attraverso la corsa.il corridore

alcuni estratti:

I vagabondi come noi, bambina, sono nati per correre.

Bruce Springsteen, Born to Run

-Sarò stato da solo, con i battiti del mio cuore. La corsa avrà stimolato endorfine e adrenalina, e mi avrà strappato, per due ore o poco meno, dal mondo dei vinti.

-Mentre corro esiste solo il presente.

-Si dice che i cani assomigliano ai loro padroni. Con lo sport è  lo stesso. L’attività sportiva è  lo specchio del carattere, il riflesso fisico di uno stato mentale. Lo sport assomiglia a chi lo pratica, e viceversa.

-C’è una frase di Bertolt Brecht “Tutti a dire della rabbia del fiume in piena e nessuno della violenza degli argini che lo costringono

-Uno sport per chiunque,ovunque,in qualunque momento

-La muscolatura ovviamente è importante. E’ fondamentale allenare un muscolo piuttosto che un altro, a seconda del tracciato o di ciò a cui se vuole puntare:staccare in salita,recuperare in discesa,tenere il passo in piano. Ma c’è qualcosa di altrettanto importante, anche se non si vede. Si tratta dell’apparato digerente. Quello che si consuma prima e durante la competizione spesso fa la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Perchè trovare il giusto equilibrio tra energia da ingerire per ottenere la quantità esatta di carburante ed eccessi da eliminare per non appesantirsi non è cosa facile. Richiede una conoscenza di se stessi molto elevata, e rende impossibile stabile regole identiche per tutti. Ogni cosa, dentro di noi, è collegata. Se un piccolo anello della catena salta, è tutta la catena a spezzarsi.

– si dice che il corpo umano sia una macchina perfetta. E gli esperimenti ognuno non può che farli sulla propria pelle

– per nutrire una mucca servono una quindicina di chili di cereali al giorno. Nutrirsi direttamente di quell’alimento non è altro che saltare un passaggio

-non smetterò mai di invitare chi si avvicina alla corsa a inseguire una propria utopia di leggerezza. Leggerezza del corpo,dell’animo,dei pensieri. Leggerezza dei passi e leggerezza nel toccare le cose,delicatamente,imparando piano piano il valore. Leggerezza che non vuol dire debolezza. Anzi. Vuol dire avere la forza di liberarsi del superfluo, di tutto ciò che ci inchioda pesanti a terra, e non ci fa sognare…

Credo davvero che non ci sia emozione senza azione

– Perchè lottare,dare il meglio di sè, è il massimo che un uomo possa chiedere alla propria vita. Nella corsa gli ultimi non sono certo meno degni dei primi. Anzi, per certi aspettilo sono anche di più. Arrivando fino in fondo correndo molte ore in più di quelli che sono in testa. Arrivano fino in fondo anche se sanno fin dall’inizio che non avranno mai una medaglia al collo. Dare il meglio di me, battere me stesso.

-La corsa assomiglia alla vita. Per me,poi,che vivo per correre,le due cose sono del tutto equivalenti.

-E’ proprio vero: ancora una volta so quello che non dovrei fare,e quello che voglio diventare. Correre è sempre il mio futuro.

 

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L’Autore

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Stefano Donadio

Da esperto di attrezzature fitness a "ultramaratoneta"...
Da tradizionale buongustaio a "gourmet del bio"...
Lavoro e passione, un connubio perfetto!



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